AGGIORNAMENTO: PAROLA CHIAVE DEL MOMENTO

Con la 107/2015 il MIUR ha messo
al centro della sua attività di indirizzo gli alunni e i docenti.

Alunni e docenti claustrofobizzati, in aule non sempre
accoglienti, ad ascoltare l’ingegner Talaltro che ci illumina sui più moderni
ed avanzati sistemi di sicurezza e sulla vigenza di leggi che obbligano le
amministrazioni a dotarsene.

Ci guardiamo intorno
costernati…apprendiamo con dolore di essere nel più insicuro dei pubblici
uffici del pianeta. Poi riabbassiamo gli occhi e continuiamo a chattare con
l’amica, l’amante, il falegname.

Il Ministero sbaglia a servire la
stessa minestra riscaldata a tutti, senza la libertà di scelta.

Queste mancano davvero;  e
la libertà e la scelta.

Setaccio invano la piattaforma Sofia
in cerca di altro, un corso di aggiornamento dovrò pur farlo per dimostrar ‘vertute e canoscenza’. Tuttavia al
giorno d’oggi manovrare l’estintore per prestare ‘il primo soccorso sulla
fiamma’ vale più dell’infinito leopardiano.

Mi perdo nella rete delle
sicurezze, ma ecco venire dal web un vecchio ‘bianco per antico pelo’, è il
bibliotecario. Finalmente un aggiornamento a misura di docente di lettere: ‘Il
privilegio della parola scritta’ , Università degli Studi di Salerno- Campus di
Fisciano.  Mi iscrivo.

Ascolto rapita nella nostra bella
lingua italiana discutere di carte vive, fondi di persona, gestione e
valorizzazione di fondi personali. Respiro a pieni polmoni la polvere della
Biblioteca centrale di Ateneo, mi illumino di immenso.

Nella seconda giornata mi
colpiscono le ricerche di Rosa Parlavecchia su Angelo Andrea Zottoli, al quale
Salerno ha dedicato una via,  e la lucida analisi del professor Stefano
Allegrezza sulla digitalizzazione degli Archivi e delle Biblioteche.

Nella giornata di venerdì 12
arriva dall’ Università di Bologna un chiarimento sulla ‘terza missione’ (che
noi docenti di scuola chiamiamo inclusione, comunicazione, customer satisfaction),
ma insomma aprire la cultura al territorio. Nella stessa giornata la
professoressa Diana Rüesch ci seduce con la sua voce, che modula la sua
relazione in un italiano appena venato da tonalità ticinesi, con la sua cultura
e con interessanti approfondimenti sulla letteratura italiana del primo ‘900 e
sui rapporti tra scrittori italiani ed Italo svizzeri.

Un aggiornamento ricco e
significativo.

Caro Ministero ho ritrovato le mie insicurezze, ma si sa il dubbio è maieutico.

Maria Rosaria Anna Onorato