Le vittime dimenticate, la violenza sulle donne ai tempi del COVID19.

Il Covid19 ha stravolto le nostre giornate, le restrizioni
hanno cambiato abitudini, modi di essere e di fare. Ci sono però cose che,
purtroppo, non cambiano, una di queste è la violenza di genere, piaga ancor più
amplificata e complicata da coabitazioni forzate e prolungate nel tempo. 

I dati parlano chiaro, anche se le notizie sono predominate
dalla situazione di emergenza sanitaria ed economica, lasciando fuori molti
fatti di cronaca: le violenze sulle donne e i femminicidi, in Italia, non sono
cessati. Probabilmente sono cambiati invece i numeri e la tipologia delle
denunce. Il tutto condizionato dalle regole di restrizione dettate dalla lotta
contro il contagio da COVID19, che hanno obbligato molte donne a coabitazioni
complicate e spesso con tragici epiloghi.
L’altro volto della medaglia, se così vogliamo chiamarlo, di regole che sono
fondamentali per combattere la diffusione del contagio.

Ne abbiamo parlato con Deborah Riccelli, scrittrice di libri
sulla violenza di genere, autrice e attrice di teatro, esperta e operatrice nel
campo della lotta contro la violenza sulle donne.

“Ho sentito dire in una
trasmissione televisiva che sono diminuiti i casi di violenza ma non è così.

Ovviamente sono diminuite le
denunce.

Le donne si ritrovano, in questo
momento, a convivere con i loro carnefici 24 ore su 24.

Ovvio che, il più delle volte,
non riescono a parlare con noi operatrici perché sono controllate.

Per non parlare della violenza
assistita alla quale sono sottoposti i figli.

Si parla di violenza assistita
quando i figli delle coppie che manifestano un conflitto sono costretti ad
assistere alle liti o a vedere la loro mamma insultata e picchiata dal loro
papà.

In questo periodo questi bimbi
non hanno alcun modo per poter evadere.

Perciò direi che non è cambiato
nulla se non peggiorato.”

In conclusione, pur consci del momento particolare che stiamo attraversando, non possiamo pensare che se i femminicidi, la volenza, i soprusi, non sono più protagonisti delle prime pagine, occupate da opinioni, dati, cronaca, relativi al COVID19, questo significa che non esistano più. Sarebbe un grave errore dimenticare che, mentre stiamo scrivendo di altro, Alice, Maria, Anna…stanno subendo violenza, chiedendo aiuto o esalando l’ultimo respiro, vittime di carnefici incuranti anche di una tragedia globale.

Antonello Rivano