L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE “ACUE” E LE TRUFFE ON LINE. PROPOSTA DI ATTIVAZIONE DI UNO SPORTELLO DEDICATO
“Truffe on line: come difendersi?” è il tema della più recente videoconferenza a cura
dell’associazione pugliese ed internazionale “Acue” – l’acronimo è per “Associazione consumatori utenti
europei”.
L’evento, con la presentazione di un apposito sportello in merito,
è stato illustrato in questi ultimissimi giorni di giugno su una piattaforma
social.
In chat sono intervenuti: l’economista Enea Franza – che ha
discusso sulla prevenzione dei fenomeni “truffaldini” (vere e proprie
“tecniche”; a cura di altrettanto veri e propri “professionisti” del
turlupinare); Giuseppe Anselmo – consulente finanziario, che ha posto in
evidenza la necessità dell’educazione finanziaria quale strumento di
prevenzione; l’avvocato Cristina Surico (presidente del centro studi
giuridici “Acue”), sui rischi degli acquisti on line.
Le conclusioni sono state tratte dall’avvocato Antonio Pepe – presidente
nazionale della realtà associativa che ha indetto l’incontro.

Esso incontro fa
parte delle iniziative in merito a “Oltre il Covid-19”. Tra i professionisti
collegati e connessi alla piattaforma “remota” – in relazione alla conferenza
suddetta – anche il legale sanseverinese Barbara Pascale. Coordinatrice
regionale per la Campania; responsabile – per “Acue” – del nuovo “angolo
dell’ascolto” contro la violenza di genere.
L’iniziativa sulle truffe del web ha previsto l’attivazione di uno
sportello dedicato; per adesso on line, ma a breve disponibile anche nelle
principali sedi regionali “Acue” – lungo il territorio nazionale.
Un pool di esperti sarà operativo nelle prossime settimane, per
essere a fianco dei cittadini che ancora adesso “cadono” nelle reti di furfanti
senza scrupoli. E, purtroppo, sono in tanti. Il numero di cellulare da digitare
per le varie tipologie di consulenza (particolarmente riguardo l’e-commerce e
il trading on line; ma non solo) è il seguente: 3515000674.
Seguendo l’equilibrata moderazione del cronista pugliese Eduardo
Caliandro, tanti sono stati gli spunti di riflessione riguardo il fenomeno
delle truffe via web – da parte di tutti i convenuti, “sollecitati” e…
“pungolati” dai vari giornalisti presenti in chat.
Partendo dalla recentissima notizia, divulgata dai tg nazionali,
riguardo la cessione illegale di dati personali (anche sensibili) di cittadini
italiani; da parte di una nota compagnia telefonica nazionale verso soggetti
terzi, ecco che il discorso si è subito infittito e reso maggiormente
interessante e seguito. Le statistiche sono alquanto “impietose”: più di
196mila le segnalazioni di tali tipi di “criticità” alla polizia postale. Ben
9mila i casi accertati o “conclamati” – a livello nazionale.

Soprattutto negli ambiti del commercio elettronico e del trading in
rete. Ma non mancano ulteriori truffe, ad esempio quelle dette “romantiche” –
che vedono quali vittime donne dai 40 ai 60 anni.
Le truffe, anche non soltanto via web, “colpiscono” ad ogni età e
differenti ceti sociali. Tutti viviamo momenti di vulnerabilità o di fragilità,
nell’esistenza. È appunto durante “momenti”, “occasioni”, periodi più frenetici
del solito che si è esposti in maniera maggiore alle suddette. Infatti, è
opinione degli esperti di “Acue” che il team di supporto alle vittime degli
“imbrogli” on line debba essere anche integrato con esperti di psicologia – che
conoscano il comportamento umano, fatto pure di “debolezze”.
Ma la questione sorge allorquando di parli di versamenti di somme
di denaro (nella fattispecie, tramite posta elettronica – computer, smartphone
e tablet; o altri device), a volte molto rischiosi. L’individuo è ingolosito
(come nelle ludopatie e/o nel gioco di azzardo) dai “forti guadagni” sbandierati
sulla rete; quindi tenta di investire in azioni od obbligazioni non sicure, non
classiche. Solo soggetti istituzionali “sicuri” – quali la Consob e la Banca
d’Italia, tra molti altri enti “seri” – possono autorevolmente indicare delle
regole, dei “consigli” per circoscrivere quanto più possibile questo problema
così recente, attuale, “scottante”.

Che va senz’altro
denunciato e reso pubblico (pubblicizzato) – senza vergogna – per evitare che
vi siano altre “vittime”, nel cascare nella rete degli iniqui. Varie le
tipologie di reato in gioco per quanto concerne questo argomento: si va dalla
circonvenzione d’incapace ad altre ipotesi appunto di reato. Molti consigli –
da parte dei relatori “Acue” – intendono offrire un supporto utile ad
“aprire gli occhi” e a “fare attenzione” già prima di attuare transazioni
economiche “spericolate”. Molto si può, ancora, prevenire. E sarebbe la
condizione… “ideale”.
Occorre consultare, prima di operare economicamente su Internet, siti
“chiari” come quelli (ad esempio) già citati della Consob o della Banca
d’Italia. Almeno per capire se i soggetti presenti in rete (e che offrono
proposte di facili guadagni) siano “affidabili” o meno, in materia di pagamenti
e/o sovvenzioni od operazioni finanziarie. Invece i siti istituzionali sono al
fianco dei cittadini, con provvedimenti ad hoc – a tutela dei consumatori. Come
il sodalizio “Acue” intende effettuare. In seguito, procedendo con le denunce
da parte degli utenti turlupinati, per fortuna questi motori di ricerca
illegali possono essere oscurati. Cautela, prudenza, attuare verifiche – sono i
primissimi consigli che l’associazione ha esplicitato in questo incontro video,
con le principali testate giornalistiche – on line e/o cartacee – connesse in
tempo reale.
Dopo aver… “abboccato” alle truffe – invece – è d’uopo rivolgersi
alle autorità competenti. Fino ad arrivare alle (eventuali, ma debite) denunce
alla Procura della Repubblica. I tipi di truffe via Internet sono molteplici;
spesso si parte da allettanti e sbandierati “regali”, “inviti”, “premi” sul
cellulare. È uno sbaglio aderire, nella maggior parte delle volte. Anche
perché, oggigiorno, gli imbroglioni “social” sono molto “attivi” o preparati.
Le studiano tutte.

Fondamentali,
dunque, per tenersi al riparo da queste cose sono l’educazione finanziaria e le
azioni concrete, sia di prevenzione che di accrescimento culturale nel
denunciare i fatti, in simbiosi con gli enti preposti alla sicurezza della rete
nonché alla tutela dell’utente (o consumatore). I relatori, soprattutto Franza
e Anselmo – forti della loro esperienza – hanno assicurato (tra l’altro) che “Presso
l’istituendo sportello si terranno corsi di aggiornamento finanziario”. Vari
altri consigli sono stati forniti dai relatori, all’indirizzo dei partecipanti
all’incontro virtuale.
Proposte che riguardano la “perdita del capitale e i rischi elevati, scaturenti da rendimenti altissimi” (e quindi di per sé sospetti), nelle transazioni finanziarie. Vi sono sempre dei “campanelli di allarme”, comunque. È proprio per questo che i cybernauti dovrebbero informarsi bene, prima degli investimenti virtuali. Facendo capo alle “liste” (chiamiamole così) di soggetti “ambigui” negli algoritmi forniti dai tabulati di Consob, Banca d’Italia e di altri soggetti “solidi”. Come da noi espresso diverse volte più sopra. Infine, il presidente Pepe ha dichiarato di voler approntare “Un progetto di informazione e di divulgazione, inerente a queste tematiche, già nelle scuole e rivolto ai giovani”. Un’altra idea da sviluppare (è emerso nella discussione) potrebbe essere costituita da un “video-book” con delle “pillole” che allertino i consumatori per contenere, limitare, i danni conseguenti agli acquisti on line non “regolari”. Non… “protetti”. Ulteriore step di “Acue”, il voler presentare un documento di legge ufficiale per porre in sicurezza il commercio direttamente da cellulare.
Anna Maria Noia