A spasso con “Alda”…
Facebook
lo conosciamo tutti, è il grande conquistatore “social” del nostro tempo, tuttavia
non tutti sanno che oltre un like, una foto, un post, una faccina ed un
cuoricino, oltre la stessa tastiera del pc o del nostro smartphone vi è la
storia bellissima di Gianni che, con la sua auto, ha dato un passaggio ad
Angela.
Un
delicato ricordo pescato dal passato che Gianni, amico di fb, alla rispettabile
età di ottanta anni ha deciso di condividere con quanti vorranno leggere e perché
no proiettarsi, attraverso un viaggio immaginario, in una storia unica e
straordinaria.
“Era solo il 1969, lavoravo come agente
-rappresentante in Calabria, dopo 6 anni di Sicilia centro- orientale. Per
motivi di tempo e praticità, rientravo a Salerno una volta al mese, quindi il
sabato e la domenica li trascorrevo in zona con qualche amico-conoscente
(spesso albergatore) passando il tempo tra ricche mangiate e visite in posti
bellissimi. Un sabato di fine settembre, bloccato in albergo a Siderno da un forte
temporale, mi viene chiesto dal titolare dell’albergo se gli faccio il favore
di andare a prendere una persona bloccata alla stazione ferroviaria di Bova Marina(60km
di distanza). Non avendo nulla da fare accetto (anche perché ero invitato ad un
pranzo di un parente del titolare che era giunto dal Canada e mi sembrava
scortese non farlo! Così con l’auto vado a prendere la “signora” alla
stazione di Bova Marina. La pioggia continuava imperterrita ma, nonostante il
disagio, arrivo in stazione e cerco la “signora” che avvisata dal
titolare dell’albergo con un gran sorriso mi viene incontro…prendo le due
grosse valige e ci infiliamo in macchina per tornare in quel di Siderno Marina.
La signora intanto si era presentata come Angela, cognome indistinto, ringraziandomi
per il fastidio arrecato mi raccontò che era di Milano, zona Navigli Porta Ticinese
e che era giunta in Calabria per riprendersi da problemi di salute e anche da
vicissitudini personali. Non era una bella donna, canonicamente, diciamo di
mezz’età, non proprio portati bene, una grande fumatrice…la mia auto sembrava
una vaporiera anche perchè i vetri era chiusi per la pioggia”.
La storia di Gianni mi conduce nel suo ricordo… per
magia mi ritrovo seduta sul sedile posteriore dell’auto, la pioggia incessante picchietta
sui finestrini. Tra pause di silenzio e piccole nuvole di fumo osservo, seduti
davanti a me, un gentile signore con tanti interrogativi nella testa e la
signora “Angela” con la sua inseparabile sigaretta mentre guarda le gocce di
pioggia rigare i vetri. In auto, in quel sabato di fine settembre verso la fine
degli anni 60’ tre estranei viaggiano sotto lo stesso cielo …
“Il mattino dopo, ci si prepara per andare al party
del “canadese” miliardario.
Dalla reception mi viene comunicato, visto la
cordialità intercorsa tra me e la signora Angela, se ero così cortese di
ospitarla nella mia auto e accompagnarla a Geraci-castello per il pranzo. Chiaramente
ho fatto buon viso anche perchè ero solo e accompagnando la signora Angela
avrei avuto qualcuno con cui parlare. Beh! tralascio i particolari di un pranzo
luculliano, di una vista dei due mari (tirreno e Ionio…essendo Geraci sul
crinale dell’Appennino calabrese…meraviglia) e di un’immensa ospitalità e
cordialità di tutti e avendo perduto l’Angela catturata dalle signore canadesi,
a tarda sera ben foraggiato ho fatto ritorno a Siderno pronto per l’indomani a
riprendere il mio tran tran settimanale lungo la Calabria, ritornando poi a
Siderno a fine mese. Al mio ritorno, l’Angela era rientrata a Milano, per me
aveva lasciato un biglietto di ringraziamento e apprezzamento per la grande
disponibilità e sensibilità mostrata nei suo confronti, firmato …con grande
affetto Alda! Dopo aver letto e sistemato il biglietto in valigetta, mi sono
calato nelle mie faccende.
Da allora passarono anni, dalla Calabria sono andato
in Basilicata, poi in Campania-Molise, quindi a Milano in sede. Abitavo a
Legano e mi recavo ogni giorno in sede, poi per motivi personali rientrai a Salerno.
Il penultimo giorno a Milano salutai i colleghi con una cena ai Navigli e fu lì
che vidi uscire dallo stesso ristorante una coppia…la signora Angela con un
signore…, chiesi al cameriere chi fossero, con distacco mi rispose “…
ma è la poetessa Merini col suo secondo marito”.
Rientrai a Salerno, feci delle ricerche…il biglietto
di ringraziamento intanto non l’ho più trovato, la Merini si chiamava Alda e io
l’avevo conosciuto come Angela, ma non mi sbagliavo perchè ricordavo che la
signora fumasse e anche tanto, il suo sguardo era inequivocabile. Un episodio
…indimenticabile…ho letto tante sue poesie, ma io la ricordo come la signora
Angela, schietta, fumatrice cordiale, donna attenta e che si firmò Alda!
Sebbene non abbia conosciuto personalmente la poetessa
Alda Merini né il signor Gianni Grisetti che con generosità e dovizia di
particolari ha condiviso questo ricordo esclusivo, in quel settembre del 69 in
auto, assieme a loro, ci sono stata anche io e in questo giorno datato 2020 siamo
in tre a raccontare quell’incontro: Gianni, Alda ed io. La poesia prima di
passare dai versi passa dal vissuto, prima di diventare inchiostro è emozione
che si veste di immagini e travolge chi l’accoglie; perché la poesia racconta
il tempo a cui non servono le lancette.
In questo presente che ci vede connessi ed altre volte
sconnessi con noi stessi e la realtà circostante il ricordo di Alda, dopo quasi
50 anni, è il racconto di un tempo che, nonostante tutto, affascina ed emoziona
ancora… ancora.
Lucia Quaranta

Lucia
Quaranta laureata in legge, abilitata all’esercizio della professione
forense, scrittrice “Salernitana doc 2018” é autrice di tre libri,
progetti letterari, ideatrice e curatrice di eventi artistico/culturali,
performer del gruppo artistico: Le Magiche Civette. Il felice connubio tra
eclettismo artistico e curiosità l’avvicina al teatro con la scrittura e la regia
di una commedia teatrale, alla radio col progetto di lettura animata PanFavole:
la merenda creativa. Donna eclettica alla continua scoperta del proprio sé
dice:
“Ciascuno di noi è una radice che senza l’acqua della
conoscenza e dell’amore non diventerà mai luce”
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