SAPRI: TANTE ALTERNATIVE AI “SOLITI” NEGOZI DELLA MOVIDA. TRE ESEMPI DI ATTIVITA’ DI SUCCESSO

Sapri, terra generosa del Cilento. Perla del Sud Italia, oasi di
pace e tranquillità
– sebbene alquanto animata (però “tranquilla”, in questi mesi di
lock-down; non altissimo il livello di assembramento – difatti). Almeno in
questo torrido mese di luglio. Una cittadina di circa 7 mila anime – tra il
fascino di antiche (millenarie) tradizioni e bellezze naturali.
Tra
lussureggianti paesaggi e tramonti mozzafiato; spettacolari – un lungomare
bellissimo, molto simile a quello di Salerno. “Nel nome e per conto” di
Luigi Mercantini – poeta risorgimentale – e della sua… “creatura”
(chiamiamola così): la celeberrima “Spigolatrice di Sapri”.
A
rievocare le eroiche (ma sfortunate) imprese (epiche gesta) del valoroso Carlo
Pisacane. Un alto “scoglio” della località marina e rivierasca “ospita” la
statua della spigolatrice stessa (una contadinotta che raccoglieva le spighe
sfuggite alla mano del contadino, che le riponeva in fasci o covoni).

Il toponimo, secondo alcune fonti, deriverebbe dall’antico greco “sapros”:
“putrido”
. Il tutto è riferito alla probabile “involuzione” della
località, avvenuta (pare) in epoca cristiana. Oppure la tradizione
popolare vuole che questo paese subisse un forte terremoto – donde
l’espressione: “S’aprì” e poi, per l’appunto, Sapri. Ricordiamo,
per amore di cronaca, le cittadine confinanti con questo ameno posto: Torraca,
Tortorella, Vibonati (nel Salernitano) e poi Lagonegro, Maratea e Rivello (in
provincia di Potenza – Lucania o Basilicata).

Di Sapri, scrigno; vanto; orgoglio è l’ampio e vasto lungomare –
che si estende per molti chilometri. All’interno, invece, il comune balneare –
caratterizzato, comunque, da abitazioni a misura d’uomo – appare
urbanisticamente molto variegato, eterogeneo. Il centro è piccolo. Sul
lungomare citato, una grande pulizia.

La suddetta “promenade” ricorda un vero e proprio Paradiso
in terra (dall’ebraico e greco “Paradiseos” – a significare “giardino
fiorito”
).

Sapri è immersa nel verde e giacente sul mare, che la
impreziosisce a mo’ di suggestiva cornice di una vita “lenta” e tranquilla. Senza
tempo, ma anche senza respiro, per la bellezza che atterrisce.
Gli
abitanti sono molto calorosi ed accoglienti
; il dialetto cilentano
(differente, tuttavia, da altre “parlate” vernacolari quali – ad esempio –
quelle del Pisciottano o di altre zone appunto cilentane; circonvicine) appare
simpatico e cordiale.

I negozianti di questo ameno e magnifico posto sono affabili e attraenti.
Sanno il proprio mestiere e comunicano entusiasmo nei confronti dei clienti e
degli avventori
. Proprio sul lungomare, da qualche mese è presente il centro
commerciale naturale – con appositi stand
(chalet, casette dal tetto a
spiovente, gazebo) di alcune categorie di esercenti (librai, gioiellieri,
titolari di negozi di abbigliamento) che chiudono le saracinesche delle loro
attività principali e poi (in tarda serata) aprono queste “botteghe” in
piccolo. Tipo delle dependance.

Una buona idea, sorta per valorizzare il commercio – soprattutto
in tempo di lock-down e di crisi delle vendite. Ma anche il centro della
cittadina è costellato da rivendite
– recenti o meno – molto accorsate, in cui spendere
“democraticamente” (cioè di più o di meno, a seconda delle attività). Un
luogo tra passato e presente, nonché in proiezione rispetto al futuro – dunque
– caratterizza l’affascinante Sapri.
Che vede concentrate, in poco spazio,
molte banche e farmacie. Per non parlare (riguardo la sua “vocazione”
turistica) di ristoranti e ristorantini; di luoghi di divertimento e di
alberghi vari.
Tra cui alcune attività più peculiari e specifiche – che
meritano un approfondimento, da parte nostra.

Sì, perché sono attività particolari – che indicano l’intelligenza,
la flessibilità e il genio (tutto meridionale – d’altronde) dello “inventarsi
un lavoro”
che oggigiorno premia chi merita, chi investe impegno ed energia
per offrire qualcosa di realmente nuovo ai turisti di ogni età. E non soltanto
a Sapri. È anche perché la nostra permanenza durante un’opportuna e rilassante vacanza
ha potuto “cogliere” diversi, variegati, variopinti aspetti di tale topos che
scriviamo di questo bel sito.

Consigliato, senz’altro, per la tranquillità e per l’armonia “pigra”
(nel senso non deteriore del termine) che consente a vacanzieri di ogni età ed
estrazione sociale (bambini e anziani, benestanti e meno abbienti) di godere –
per qualche attimo – di un mare incontaminato (premiato con l’ambito
riconoscimento di “Bandiera Blu” – ad opera del sodalizio internazionale
“Fee”, acronimo per “Foundation for Environmental Education”) e di location
accoglienti dove trascorrere giorni di riposo contro lo stress e il logorio
della quotidianità.

Anche il cibo è molto gustoso; le specialità e/o tipicità locali
sono retaggio, appannaggio (ormai lo sanno tutti) della celeberrima dieta
mediterranea
. Studiata con attenzione dal biologo e nutrizionista
americano Ancel Keys. La polirematica “dieta mediterranea” sta ad
indicare il contributo dell’apporto alimentare, di proteine e vitamine
contenute nei cibi del Cilento, per la salute (prevenzione delle patologie
cardiovascolari). Il centenario nutrizionista stabilì – scientificamente – che
i prodotti di quest’area del Salernitano (appunto la costa e/o l’entroterra
cilentano) garantivano una lunga e sana esistenza agli abitanti. Spesso anziani
di età molto avanzata o addirittura centenari assolutamente, perfettamente
lucidi e arzilli. Natura, storia, medicina in un connubio perfetto – dunque.
Anche a Sapri.

Ma torniamoa noi e alle nostre… “scoperte”
(per così dire) commerciali e/o turistiche che potrebbero davvero costituire un
esempio lusinghiero per i giovani e/o meno giovani negozianti o detentori di
disparate attività – meridionali (nella fattispecie) o meno – che denotano il
coraggio di “mettersi in gioco” con proposte differenti da altri esercizi più
“consueti”, per così dire.

Ecco le tre “storie” di coraggio; di chi ce l’ha fatta. Tra Sapri e
l’intera nazione.

 Prima “storia”, quella
del locale “Apollo 34”
– al corso Giuseppe Garibaldi civico 34.
Un’attività che ha pochi mesi di vita – 16 dicembre 2019 – ma già ha riscosso
(e continua a riscuotere) molto successo tra i ragazzi e/o la gente “in”
di tutto il circondario. Certamente, tale giovane attività ambisce a
ritagliarsi uno spazio autonomo – tutto suo – in un mondo (quale quello
gastronomico) non scevro da invidie e da tanta competizione. In cui sgomitare.

Noi siamo sicure che – con caparbietà – sia un locale che farà
molta strada
; che non avrà difficoltà ad affermarsi e ad espandersi.
Presto, molto presto. Lo speriamo. Lo meritano i vulcanici e dinamici
proprietari: Fabio Fantastico – simpatico Ebolitano – e la fidanzata Mara, a
tutti gli effetti cilentana. Due compagni di vita e di avventure; due “capa
tosta” che non mancano certo di inventiva.
Per offrire una valida
alternativa alla “consueta” (ancorché “classica” ed evergreen) pizzeria
. Infatti,
a Sapri insistono moltissime pizzerie. Invece “Apollo” è una rosticceria
(girarrosto) che offre alla clientela sia polli arrosto gustosissimi (cotti al
forno a legna, in un localino pulito, lindo, simpatico) che una grande varietà
di tanti altri piatti: tra la cucina ebolitana e le tradizioni sapresi o
cilentane. Qui si possono degustare i broccoli (friarielli) “scoppiettati”
(dolcissimi) della gastronomia ebolitana doc o la squisita ciambotta di queste
zone.
Per chi volesse qualcosa di più “leggero” (ma ugualmente appetitoso)
ecco, da Fabio e Mara, le insalatone (maxi-insalate) preparate con ingredienti
a scelta dei clienti. Come l’insalata “Apollo”, con pollo, pomodori, olive,
mais e altri ingredienti succulenti.
Ma vi sono tanti altri palati da
accontentare, con mortadella a tocchetti e altro ancora. Specialità, sebbene in
un paese “di mare”, la carne. Un odore delizioso si spande per le vie del
centro, quando il girarrosto è in funzione.

Vi sono posti all’interno (ove campeggia la scritta: “Eran
trecento, eran giovani e forti e sono cotti”
– parodia del “refrain”
de “La spigolatrice di Sapri”)
e posti all’aperto. In perfetta ottemperanza alle norme
anti-contagio di questi ultimi mesi. Nonostante le restrizioni imposte dal
Coronavirus, dal regime di lock-down e dalla crisi economico-finanziaria
sottesa al Covid-19 i due non si sono mai arresi.

E adesso cominciano a raccogliere i frutti della loro
perseveranza.
La rosticceria è aperta anche a pranzo, inoltre effettua attività
di consegna a domicilio (home delivering) e di take-away (ritiro “veloce”). Anche
di ottime lasagne. Un punto di ritrovo per giovani, anziani, famiglie.
Alternativa, come detto, ai “soliti” locali. Per informazioni, si può visitare
e/o consultare l’apposita pagina Facebook.

Seconda “storia”, secondo locale “alternativo”: si tratta di
GustoMania cornetteria e yogurteria”. Lungomare di Sapri, di
fronte all’area eventi e manifestazioni. Anche questo, un punto di ritrovo con
una storia davvero recente. L’apertura risale, difatti, a giugno 2020. Un
localino davvero accattivante e simpatico – che offre uno yogurt ottimo e
realizzato secondo una ricetta… “da maestri”
(esperienza trentennale
di una bella e attiva famiglia: i fotografi Sofo, con “incursioni” nella
gastronomia). Non di sicuro simile allo yogurt preparato nei franchising
“tradizionali” e/o “classici” o “consueti”. E non soltanto: si produce un cornetto
no ogm
, adatto a ogni occasione – più o meno importante. E, ancora, waffel
e perfino la “mitica” brioche “col tuppo”.
Un dolce salernitano ma anche
siciliano. E, di nuovo, il “Vesuvio”
: un involucro di sfogliatella riccia
(non frolla) con del cioccolato, vuota – ad attendere lo yogurt. Con varie
salsette o guarnizioni o topping (per usare l’Inglese). Sciroppi ai vari gusti,
dall’amarena, o dalla fragola al cacao. Passando per gli squeezing
all’immarcescibile pistacchio. Per tutte le tasche – il costo è molto economico
– ma soprattutto per tutti i gusti (e le età, essendo tale rivendita accorsata
da persone adulte e/o da giovani). Roba genuina, quindi, con prodotti anche
gluten free e la possibilità di degustare graffe o zeppole fritte (oltre alle
delizie già descritte).

Umberto Sofo, come la moglie, è ospitale e genuino – allegro, non
eccessivamente cerimonioso ma solare e ilare. Ma umile. Concreto. Serio. Vanta
un ricco curriculum di esperienze appunto… “fotografiche”, avendo partecipato a
note trasmissioni Rai e/o Mediaset. Ad esempio, si è recato a Sanremo per il
festival (svariate volte), e ha anche conosciuto vari vip – per realizzare set
fotografici, servizi con sapienti scatti e/o altro ancora. Dalla piccola realtà
saprese, con furore – proiettato nel successo e nel futuro.
Anche la moglie
è sempre sorridente ed affabile; oltre a “GustoMania” (sic!), la coppia
gestisce un’acconcia rivendita di souvenir molto sfiziosi. Molti lavorati da
abili artigiani del posto. E poi magneti, ricordini, gadget e
tanto ancora. In perfetto “stile” Sapri. Sono negozietti da valorizzare,
forse da imitare
. Proprio per “inventarsi” il lavoro. Per questo, chi
scrive intende “pubblicizzare” (ma non sarebbe il termine appropriato) questi
tipi di attività – “fantasiose” e diverse dal solito. Scaturite, senz’altro, da
intelligenza e voglia di fare, di impegnarsi, di creare del nuovo. In un mondo
e in una temperie così competitivi e spregiudicati, secondo le leggi disumane
(a volte) dell’economia.

E passiamo, infine (per concludere “in bellezza”), alla terza
attività a Sapri che offre un quid in più all’economia locale (ma non
soltanto): “La bottega dei golosi”.
Si tratta di una rivendita di
eccezionali prelibatezze di natura e carattere prettamente cilentani.

Al mattino, “La bottega dei golosi” si “limita” (diciamo
così) a vendere una vasta gamma e selezione di prodotti locali, antichi e
moderni, quali tradizioni pregnanti – in particolare formaggi (la
celebre mozzarella cilentana troneggia, assieme allo “sfilatino” di
fiordilatte, imbottito di acciughe e capperi
; nonché alla scamorza
ripiena di ricotta e di pistacchi al naturale
), vari tipi di olii
(quello del Cilento è assai profumato e gradevole, dal gusto deciso) e una
interessante varietà di salumi. Tagliati a punta di coltello. Ma sono
“presenti” anche dolci, quale il cannolo cilentano (differente dall’equivalente
siciliano) e i fichi secchi (imbottiti) del Cilento. Anche nella varietà al
rum.
Il negozietto vende un tipo di pasta artigianale di Castel S. Giorgio
(vicino S. Severino) ed anche “boccacci” (barattoli, conserve) di peperoni, di
broccoli (o friarielli) sott’olio e gli appetitosi fagioli di Controne
(località del Cilento, per l’appunto) con i ceci di Cicerale – sempre
Cilento. Ma di sera, rigorosamente, si scatenano le degustazioni di tutti
questi ottimi prodotti. Un enorme tagliere con un gran ben di Dio campeggiava sul
tavolo del nostro gruppo di amici “vacanzieri” che – tra quattro risate,
condite da un vino rosso corposissimo e denso – ha scelto, una sera, di
assaggiare tante specialità forse insolite anche per i campani; non reperibili
altrove.

Sempre in regime di… “allerta” Coronavirus – dunque con le
precauzioni e la prudenza del caso. Tutto squisitissimo, non c’è che dire.
Personale qualificato e un proprietario che è parso uno “stratega” del
marketing: per indurre e/o invogliare i clienti a visitare il negozio (e
pertanto ad acquistare qualcosa), niente di meglio che farli accomodare al
negozio – vicino alle tavolate. Una tecnica di acquisto che dà i suoi
frutti.
E questo è l’ultimo esempio di produttività che abbiamo voluto
esporre, pur ritrovata in un contesto estivo o “vacanziero”. Importante è
non solo seguire i sogni – estivi o meno che siano – ma anche e soprattutto anticiparli.
E ciò è vero per tali esercizi di Sapri come in ogni altro angolo d’Italia. Per
la movida o per un “bacino di utenza” o “pubblico” di nicchia; ovvero per
entrambi!

 Anna Maria Noia