Un progetto per valorizzare gli antichi beni culturali a Mercato San Severino (SA)

Di Anna Maria Noia

Mercoledì 7 dicembre 2022 si è tenuta, presso il Municipio di Mercato San Severino, la conferenza stampa di presentazione del progetto “My country on the net. From 2000 year to today!”. Un’iniziativa che vede il sinergico coinvolgimento; la simbiotica collaborazione tra l’amministrazione comunale – guidata dal primo cittadino Antonio Somma e dal vicesindaco Enza Cavaliere – e l’istituto secondario di I grado (ex scuola media) locale “San Tommaso”. Il tutto è stato approvato nell’ambito del cosiddetto “Piano triennale delle arti” – Dpcm 12 maggio 2021. La scuola, egregiamente rappresentata dalla dirigente Carmela Concilio, ha adottato quest’opportunità didattica ed educativa con entusiasmo ed interesse. Si tratta di una modalità di fruizione del territorio – alla scoperta delle proprie radici – che mette insieme l’intera istituzione scolastica sanseverinese ed il Comune. “Il mio paese in rete. Dall’anno 2000 ad oggi” – questa la traduzione dall’Inglese, per ciò che inerisce la progettualità.

L’incontro con la stampa è avvenuto – come detto – nella mattinata del 7 dicembre – alla presenza del vicesindaco Cavaliere; della Ds Concilio; dell’archeologo Pietro Toro – esperto esterno dell’iniziativa; di Angelo Coda, referente per l’associazione culturale “Universitas Sancti Severini”. Presenti in sala anche la vicepreside (vicaria della dirigente Concilio), Anna Del Regno, nonché alcuni docenti in servizio presso l’istituto “San Tommaso”. Ricordiamo – in particolare – tra questi, la professoressa di Tecnologia Annalisa Napoli e Donatello Amabile, titolare della cattedra di Arte. Che ha moderato l’evento, avvalendosi di apposite slide illustrative ed informative. Si tratta di un momento importante, decisivo nella vita “scolastica” di allievi e insegnanti. Tutto teso a far comprendere alle nuove generazioni – in età scolare – come prendersi cura del territorio in cui si vive. Valorizzandolo e rispettandolo. Non solo attraverso materie e/o discipline “teoriche”, bensì sperimentando dinamiche laboratoriali concrete; pratiche. Non solamente knowledge – quindi – ma know-how “tecnico”, supportati e stimolati da interessanti spiegazioni in materia. Focus: le antichità e le bellezze storico-paesaggistiche di San Severino – dunque.

Come l’antichissimo sito di S Marco a Rota, ma soprattutto quale il castello della nobile ed ancestrale famiglia Sanseverino. Il protocollo di tale “percorso” e/o programma di lezioni (soprattutto “sul campo”) prevede – come è stato illustrato, nell’ambito della conferenza stampa – un ciclo di attualità, a partire da sabato 10 dicembre. Si terminerà a maggio 2023, quando i ragazzi interessati dal progetto elaboreranno e/o produrranno testi; ipertesti; materiali in chiosa di queste esperienze laboratoriali. Fortemente volute dalla “preside”, al timone della “San Tommaso” da ormai due anni. L’intero cartellone della proposta formativa – il finanziamento, di 9mila euro, ha interessato pochissime altre realtà similari, nel comprensorio – impegnerà (a partire dal 10 dicembre e per tutto l’anno 2023) ben settanta studenti; più di dieci “prof” interni, afferenti a tante discipline differenti, li coadiuveranno. Cento le ore di attività didattiche “in progress”. On the road. Infine, saranno dieci le “uscite didattiche” che vedranno protagonisti alunni e famiglie orbitanti attorno alla “San Tommaso”. Una delle novità più significative, rispetto ad altri progetti della stessa tipologia, riguarda il fatto che le lezioni ed i confronti si terranno quasi esclusivamente fuori dagli ambienti scolastici. Come ha avuto modo di affermare la “preside” Concilio. Sia nel suo intervento istituzionale, per illustrare il tutto, sia nelle interviste concesse al termine dell’incontro con i giornalisti. Per vari canali tv.

Obiettivi precipui: creare, nei discenti (ma non soltanto), la consapevolezza dell’importanza del salvaguardare il proprio ambiente di vita. Tenendo conto delle bellezze – architettoniche, ma anche paesaggistiche – del proprio paese. I laboratori saranno – pertanto – allocati nelle sale espositive del “MiMu”: la mini struttura museale comunale; sita a Palazzo di Città. Gli alunni partecipanti – settanta – verranno suddivisi in sette gruppi tematici. Essi godranno del supporto di valide figure professionali interne alla scuola: i docenti Donatello Amabile – per quanto concerne le materie artistiche; Gerarda Benincasa – per Lettere; Maria Luigia Del Pozzo; la già citata Annalisa Napoli; Carmela Piscitelli; Lucia Raiola; Antonella Santoro; Maria Zagami. In rappresentanza di materie diverse – anche per l’impianto “Steam”: un acronimo che sta ad indicare moderni metodi di apprendimento – profondamente interdisciplinari, tra scienze; tecnologia; ingegneria; arti; matematica. Così, le attività saranno espletate e svolte nell’apposita aula “Agorà”, presso il “MiMu”. Saranno presenti i professori e i tutor; l’archeologo Pietro Toro; i membri del sodalizio “Universitas Sancti Severini”. Tutte queste figure, altamente professionali e competenti, guideranno i ragazzi al “recupero – si legge, anche, nell’apposito comunicato stampa – delle radici e del senso di appartenenza dei giovani, nel nostro territorio”. Altresì, recita la nota, “la scuola sarà trasformata in un laboratorio di arte permanente, aperto alle forme – appunto – artistiche del luogo di origine”.

In un percorso interdisciplinare, comprendente il tema della creatività sviluppato a livello musicale-coreutico; teatrale-performativo; artistico-visivo; linguistico-creativo. In tema di acquisizione di conoscenze e competenze. Di buone pratiche. Nessun alunno sarà lasciato indietro; anzi: il progetto si rivolge – particolarmente, assicura il comunicato emanato dalla scuola – agli alunni in difficoltà. Fruitori “Bes” (Bisogni educativi speciali) o “Dsa” (Disturbi specifici dell’apprendimento). Prevista per tutti, poi, la raccolta dei feedback (riscontri) sviluppati sia dagli studenti che dalle famiglie – che verranno inseriti in una sorta di blog, appositamente creato in rete e destinato all’elaborazione di tali, preziose, esperienze. Vissute sul campo – come abbiamo espresso sopra. Il blog/diario di bordo è già presente (sebbene ancora in allestimento) sul sito della “San Tommaso”. Così come il sito Internet dedicato, sempre in allestimento. E che sarà accessibile connettendosi alla home page dell’istituzione scolastica; resa ulteriormente prestigiosa dall’incessante, instancabile lavoro della nuova Ds. In collaborazione con l’efficientissimo, egregio, organico della scuola media sanseverinese – sia in qualità di docenti che per quanto concerne gli Ata e le altre professionalità al suo interno. Tante, difatti, sono le attività che – già da molto tempo, in realtà, ma soprattutto negli ultimi anni – caratterizzano la quotidianità alla “San Tommaso”. Per rendere ancora migliore l’offerta formativa.

Al termine, come ha dichiarato la professoressa Concilio, i gruppi di studenti e i loro insegnanti saranno chiamati, per esempio, a produrre plastici (soprattutto nella fattispecie disciplinare artistico-tecnologica) e anche una brochure informativa, in tre lingue: Italiano; Inglese; Francese. Ma non sarà tutto: verranno toccati vari ambiti dello scibile umano, anche relativamente alle scienze. Come la botanica. A tal proposito, i relatori non hanno disdegnato di ricordare la presenza – al “MiMu” – di una ricca esposizione di foglie e/o fiori ritrovati o sul celebre castello dei Sanseverino [sic!] oppure presso antichi siti. A rendere ricca la cittadina. Oltre al maniero, San Severino è nota – nel circondario – anche per le incantevoli chiese di cui è piena. Proprio di recente, la Pro Loco ha organizzato – sempre avvalendosi dell’ausilio di “Universitas” – un tour urbano, alla (ri)scoperta di vari edifici di culto, sparsi tra i confini sanseverinesi.

Agli inizi del 2022/2023, la “San Tommaso” ha già avuto modo di effettuare “uscite didattiche” e/o occasioni di trekking urbano, con gli allievi guidati dai ciceroni aderenti alle attività. Tornando alla conferenza, dopo gli opportuni indirizzi di saluto e i ringraziamenti – a cura degli intervenuti – è stato descritto il progetto. Ambizioso, ma non scevro di interesse e di spunti pedagogici. La scuola incontra – dunque – l’archeologia. O viceversa, hanno puntualizzato – soprattutto – Pietro Toro ed Angelo Coda. Inoltre, hanno asserito i due esperti, la conoscenza dei beni del proprio habitat porterà a far scomparire il fenomeno del vandalismo. Da parte di unni che deturpano la verde collina ove sorgono le cinte murarie del castrum. Solo così potranno verificarsi le migliori condizioni per uno… “slow tourism”, anche a San Severino – da “promuovere” a grande attrattore culturale. “Amare per conoscere; conoscere per difendere” – il motto emerso dall’intervento di Coda. Ricordiamo che il “Piano triennale delle arti” è uno strumento di promozione della cultura umanistica, adottato ogni tre anni con decreto del presidente del Consiglio. Attraverso le apposite misure e i finanziamenti, il piano si occupa di sviluppare le espressività artistiche e la didattica dell’inclusione nelle scuole dell’autonomia. Per completare e migliorare esperienze educative di piani differenti.