Ultimi scampoli di manifestazioni natalizie a San Severino (SA)

Di Anna Maria Noia

Dopo il ricchissimo cartellone di iniziative, approntate – per il santo Natale – a cura dell’amministrazione comunale di Mercato San Severino, ecco che il sindaco Antonio Somma; il vicesindaco Enza Cavaliere e i vari consiglieri ed assessori (tra cui Assunta Alfano, con delega allo Spettacolo) invitano la cittadinanza a partecipare a ulteriori kermesse, in atto in questi primi giorni dell’anno.

Per tanti anni, il primo gennaio era l’occasione per godersi il classico concerto di capodanno. Però la pandemia ha un po’ “modificato” le abitudini culturali e/o le aspettative – sempre culturali – dei Sanseverinesi e/o degli avventori da zone limitrofe. Ma questo non toglie che le recenti amministrazioni abbiano contribuito, grandemente – soprattutto per le festività 2022/2023 – al “ripristino” di manifestazioni ed eventi di qualità e per tutti i gusti. Infatti, il programma di quest’anno era molto variegato. Molti happening sono stati organizzati all’interno di un apposito palatenda (tensostruttura), presente in piazza Ettore Imperio, dinanzi a Palazzo di Città. Tra convegni vari, occasioni di riflessione, teatro, esibizioni scolastiche e spettacoli, il palatenda ha ospitato numerosissimi eventi. Anche il municipio è stato “teatro”, location o cornice di una collettiva d’arte – fino al 31 dicembre 2022. La mostra di arti visive – vernissage lo scorso 15 dicembre – ha visto alternarsi e/o coinvolto gli artisti: Carmela De Caro; Gerardo Grimaldi (fotografo); Franco Pironti; Giuseppe Pizzo; Sara Salvatore; Roberta Taccarelli.

Ma anche le frazioni, come sempre, sono state al centro degli happening natalizi voluti e patrocinati dal Comune. Un esempio di ciò può essere costituito dal celebre presepe vivente della frazione Spiano, ubicato tra i poetici scorci montani di tale ameno borgo. Località tra le più tipiche del comprensorio (San Severino “vanta” ventidue frazioni; casali; quartieri di lignaggio), in cui ancora prevale – nel discorrere – l’antico dialetto sanseverinese. Paesino di lavoratori del legno (produttori di scale o scalari; sportellari – ovvero artigiani che producevano ceste…) e di estimatori della gastronomia di mare: come non ricordare – ad esempio – la preparazione delle gustose e squisite polpette di baccalà, durante il cosiddetto “fistone” (grande festa) in atto il venerdì precedente la domenica delle Palme? Potrebbe sembrare strano che una località così “rurale” (nel senso buono del termine) sia la “patria” del pesce. A parte il fatto che anche ad Ischia – per l’esatto contrario – si assaggia il coniglio (specialità montana e non isolana!), ma il “rapporto” di Spiano con i prodotti ittici è facilmente spiegabile con i continui rapporti della frazione con la costiera amalfitana. La divina costa d’Amalfi, infatti, è raggiungibile da Spiano grazie al cosiddetto valico di Chiunzi. Addirittura, la località marina “cede” agli Spianesi il cognome Acconcia. Derivante dall’amalfitano Acconciagioco: colui che indiceva i tornei cavallereschi, oppure il banditore di fiere e mercati – essendo Mercato San Severino (come attesta il nome) un punto centrale e strategico per i traffici e (dunque) per il mercato e le fiere stessi. Ma torniamo a noi. In questo nostro, sia pur modesto, servizio e/o contributo giornalistico, intendiamo ricordare alcune kermesse per i primi giorni del 2023.

Stiamo parlando – in particolare – dei seguenti appuntamenti: il 4 gennaio, al Comune, la presentazione della nuova pubblicazione della scrittrice sanseverinese Concetta Fenza (alle 18.30); il 5 gennaio, per le strade principali di San Severino, il ritorno della tradizione “estiva” del Ciuccio di Fuoco – a partire dalle ore 20; il 6 gennaio, ecco (dalle 16.30) “La discesa della befana”, in piazza Imperio; infine intendiamo ricordare l’attesissimo concerto del gruppo salernitano “Neri per caso” – in atto sabato 7 gennaio, ore 20.00. Sempre tra le “braccia” di piazza Ettore Imperio, al capoluogo. Ricordiamo, poi, a proposito della Befana – il 6 gennaio – l’ulteriore iniziativa targata Forum Giovani. Si tratta della “Calza sospesa”. Già sperimentata da alcuni anni. Dopo il “panettone sospeso”, voluto dagli alacri membri della Caritas interparrocchiale sanseverinese, si ripropone – dunque – un momento di solidarietà, verso le famiglie più umili e/o meno abbienti. Stavolta tocca ai bambini: per la “Calza sospesa”, il Forum sanseverinese invita i cittadini più volenterosi a donare dolciumi o proprio calze dell’Epifania. Per tale motivo, la sede del sodalizio – sita in piazza XX settembre – rimarrà appositamente aperta dal 2 al 5 di gennaio. Negli orari che vanno dalle 16 alle 19.30, chi vorrà potrà portare cioccolatini, caramelle oppure involucri a forma di calza. Che saranno, in seguito, distribuiti ai piccoli in difficoltà.

Ritornando al nostro discorso, ecco il 4 gennaio la presentazione del volume “Raccontami…” – per Edizioni “Il saggio”. Di Concetta Fenza. Novantotto pagine intense, dense di emozioni. Le edizioni “Il saggio” sono una giovane realtà editoriale (1988) di Eboli. Il volume sarà presentato nell’aula consiliare del Comune, dedicata al poeta “Carmine Manzi”. Interverranno: il primo cittadino Antonio Somma; l’editore Giuseppe Barra; il coordinatore Michele Cicatelli; l’assessora alla Cultura Enza Cavaliere; la lettrice Giovanna Iammucci. Sarà presente l’autrice.

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Il 5 gennaio, invece, rivivrà l’ancestrale tradizione del Ciuccio di Fuoco. Tipico di agosto, nella frazione Acigliano. È una tradizione apotropaica – cioè di allontanamento degli spiriti cattivi – risalente alla notte dei tempi. Ci sono varie versioni, riguardo alla “nascita” di tale kermesse etnografica – di grande interesse antropologico e culturale. Molti ritengono che il mito risalga agli screzi tra gli abitanti delle frazioni “avversarie” Pandola e, appunto, Acigliano. Che non potevano soffrirsi. Secondo una delle tante spiegazioni, i Pandolesi gettarono una carcassa di asino ai confini di Acigliano. Secondo altre versioni, il rito del “capro espiatorio” del ciuco deriverebbe dalle dominazioni spagnole e francesi. Oppure, altra suggestiva e affascinante esplicazione della complessa ritualità, vuole che tale happening – dalle oscure e pregnanti radici – derivi dalla cosiddetta “indizione bizantina”: il rinnovo dei contratti agrari, tra agosto e settembre. Anticamente, nelle nostre civiltà contadine. Il Ciuccio di Fuoco è stato, recentemente, valorizzato e modernizzato – sempre, però, nel rispetto dello svolgersi del mito antico – da alcune associazioni territoriali. Ricordiamo l’associazione “San Magno”, del dipendente comunale Gerardo De Dominicis, ma soprattutto il sodalizio “Beata Vergine Maria Assunta in Cielo” – costituitosi pochi anni fa. Tanti e validi, orgogliosi, i responsabili – tra cui Michele Ianniello e (anche) il nuovo parroco don Giuseppe Laterza. Che ha mostrato di voler riprendere al meglio quest’antico retaggio etnografico. Che si avvera, si vive, nel passaggio tra il 15 e il 16 agosto. Il simulacro del ciuco, ricoperto di razzi e biancali; di botti e dispositivi pirotecnici, “brucia” tra la gente (in un primo momento veniva “acceso”, con la miccia – il sindaco a dare il là allo spettacolo – solo nella piazza di Acigliano; per motivi di sicurezza. Adesso viene fatto passare tra le ali della folla). Egli brucia, portando nel “suo” fuoco (lustrale e purificatore, come l’acqua del rito delle Fontanelle – nell’altra frazione sanseverinese Lombardi/San Martino) i peccati e le criticità della collettività rurale. Una comunità, una volta, molto coesa ed unita – scherzi tra Pandola ed Acigliano a parte. Sul groppone del ciuccio, in genere, è posto un personaggio. Anche più personaggi, da qualche tempo. Si tratta di protagonisti della storia o dell’economia, della politica – italiani e internazionali: ad esempio (nelle scorse edizioni agostane) Trump; Putin; istituzioni e personalità varie.

Poi, ad agosto, ci sono eventi e spettacoli collaterali. Come i fuochi pirotecnici; i cantanti. Un tempo, si organizzava un apposito concorso di disegno per la realizzazione del manifesto delle iniziative. Adesso, il programma è stato particolarmente arricchito di eventi simbolici. Ebbene, per questo appuntamento “inusuale” di gennaio (il 5, dalle 20 in poi), l’asinello recherà in groppa la mitica befana. Dalla storpiatura del termine “Epifania” – ovvero: manifestazione dell’Altissimo; dell’Epilogo. La cara vecchina, speranza dei bimbi che fanno “i buoni”, correrà sull’asino di cartapesta – con il carico di botte e fuochi (bianchi, in tutta sicurezza) – seguita da un codazzo; da un corteo di befane e spazzacamini. Festante. La partenza è da piazza Imperio, con l’asino a sfilare per il centralissimo corso Diaz. Il tutto si snoderà fino a giungere a piazza Dante; a seguire ecco l’attesa, invocata, agognata discesa per il corso – con le sagome di cartapesta (asino e caricatura della vecchia strega bonaria) cariche di fuochi. Il corteo si unirà a molti personaggi del presepe vivente di Pandola, in un momento di letizia; aggregazione; socializzazione. La serata sarà all’insegna del divertimento, con tanti dolciumi e risate. Dopo l’happening del 6 gennaio, in onore della Befana, il ciclo di manifestazioni natalizie e/o per celebrare degnamente il 2023 terminerà in bellezza. Con il botto. L’Epifania tutte le feste porta via – recita un adagio.

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E non poteva esserci modalità più intensa che il concerto della famosa band “a cappella”, tutta nostrana – di Salerno – dei “Neri per caso”. Vincitori di un “Festival di Sanremo” molto seguito, nel lontano 1995. Negli anni successivi, ricordiamo, il direttore della Biblioteca Provinciale di Salerno – l’intellettuale Gino Noia – li invitò ad una manifestazione “al femminile”, per festeggiare la festa della donna, a Salerno. Si tratta di un gruppo molto affiatato, intonato e peculiare; particolare. Spesso i “Neri per caso” cantano “a secco”, ironicamente e piacevolmente. Il nome del gruppo deriva da un’audizione a cui essi hanno partecipato, vestendosi “per caso” tutti in livrea nera. Alla vittoria al più noto tra i song contest italiano, appunto il festival sanremese, i “Neri” fan succedere l’incisione di vari album musicali. Sempre con lo stile “a cappella”, davvero innovativo. La “formazione” attuale vede tra i protagonisti: Ciro, Gonzalo, Mimì Caravano; Mario Crescenzo; Massimo De Divitis; Daniele Blaquier (dal 2015). Ha invece lasciato la band, nel 2014, Diego Caravano. Il gruppo si esibirà il 7 gennaio – dalle 20. In piazza. Sicuramente il concerto del 7 gennaio sarà un motivo in più, per affacciarsi – con curiosità e letizia – al 2023 appena “intrapreso”. È opportuno ricordare che tutte queste manifestazioni, nonché anche altre – in divenire, prossimamente – vedono la sinergia e la collaborazione tra e con varie associazioni comprensoriali. Tra cui citiamo la “Pro Loco”, attualmente presieduta da Alfonso Ferraioli. Il 2023 vedrà attuarsi anche altri progetti e kermesse socioculturali e/o di entertainment – per ogni età. Per ogni gusto.