Salerno, Premio Charlot. Mogol: “la nostra più grande fortuna è quella di tramandare le nostre canzoni alle generazioni che verranno”

Di Stefano Pignataro

Sulla scia di una tradizione ormai consolidata negli ultimi anni che vede il Patron Claudio Tortora voler inserire nel suo storico Premio una serata musicale omaggio a grandi nomi della musica italiana, anche lo scorso 26 Luglio, sul palco dell’Arena del Mare, la serata “Emozioni” dedicata a Lucio Battisti (cui è seguita, tre giorni dopo, quella dedicata a Lucio Dalla con protagonista Ron e Roberto Colella) ha appassionato l’Arena grazie ai due ospiti d’eccezione quali Maurizio Vandelli e la sua band, Gianmarco Carroccia ed il Maestro Mogol. Condotta da Metis Di Meo e Gianmaurizio Foderaro e prodotta dalla “Palcoreale” di Gianni Sergio, l’omaggio al genio autoriale di Battisti si è protratto in una serata piacevole in cui musica e parole hanno caratterizzato un perfetto analgama, lo stesso amalgama che tra l’autore Mogol e il cantante Battisti ha consegnato alla storia della musica immortali capolavori. Durante la serata, a ricevere il PremioCharlot oltre al Maestro, è stato anche il tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro, celeberrimo Direttore della fotografia da Bernardo Bertolucci a Francis Ford Coppola a Woody Allen che si è raccontato al pubblico.

Maestro Mogol, il dibattito sull’intelligenza artificiale è molto attuale. L’abuso di essa può, ed è un rischio molto concreto, sostituire la forza creativa anche di una canzone per cedere il posto all’algoritmo. Cosa ne pensa?

È assolutamente vero. Per la creatività è un disastro. Si pensi che in un minuto , come è successo, è possibile scrivere una canzone stile Mogol- Battisti, ad esempio, su due persone che si lasciano. Esce il testo completo, fatto ed è possibile depositarlo. Un problema drammatico.

Lei continua a tramandare il Suo patrimonio artistico conservando un rapporto con il pubblico ottimale. Ha dichiarato che il pubblico, molto spesso, arriva prima della critica, come accadde per “Emozioni”

La nostra più grande fortuna è quella di tramandare le nostre canzoni alle generazioni che verranno . Siamo già alla terza- quarta generazione che canta Battisti. La sopravvivenza nel tempo delle nostre canzoni è la fortuna più grande che potevamo avere. E’ la gente che seleziona..

Cosa legge Mogol

Io leggo molto poco, oggi leggo molto di più, per anni ho sofferto di cataratta. Apprezzo molto, tra gli autori della Letteratura italiana, Piero Chiara, autore de “La stanza del Vescovo”, dotato di una scrittura a tratti anche umoristica.

A giorni lei, anche per quest’anno, presiederà la giuria del Festival “Mogol- Battisti” che si terrà alla Planet Arena di Paestum il 6-7- 8 Agosto diretto artisticamente da Gregorio Fiscina. Cosa vedremo?

È un concorso a cui parteciperanno 24 giovani. Saremo chiamati a giudicarli e, come ho sempre sostenuto durante tutta la mia carriera, per giudicare occorre essere competenti.