Storia di un Primo Maggio -2

Storia di un Primo Maggio


Tra Memoria e Speranza: Riflessioni su una Lotta

Di Galante Teo Oliva

Ancora oggi, il mondo sembra essere fermo, immobile, in attesa di non si sa cosa. Nell’ultima edizione, così come nella prima, sono raccolti i pensieri e gli appunti di Galante Oliva sul Primo Maggio a Nocera Inferiore, con una puntatina fuori cinta, a dir la verità. Nocera, città che si configurava (e penso che lo sia tutt’oggi) come una delle più importanti dell’intera provincia e probabilmente quel giorno era il suo giorno, quello dedicato ai lavoratori: il più importante del salernitano. È vero, secondo un paragone calcistico, partiva dall’uno a zero, grazie alle numerose industrie esistenti e al bacino straordinario di lavoratori che ruotava intorno alla città, detta non a caso delle cento ciminiere. I pensieri di Galante esposti in questo libro vanno dal 1956 al 1974, anni in cui era stato protagonista attivo della storia sindacale di Nocera Inferiore e della provincia di Salerno. In ogni rigo trascritto nel libro, traspare un pensiero e si illustra una realtà in cui vengono citate le imprese e le industrie che, proprio perché scomparse, fanno prendere a quei discorsi ancora più peso, fanno riconoscere, o conoscere forse è meglio, persone e personalità che sono state centrali nell’Agro. E si può affermare, senza presunzione, che probabilmente in questo libro è concentrata la storia del Primo Maggio più importante del salernitano, e probabilmente di buona parte del Sud. Tanto è vero che ancora oggi, anche se con molto “smalto” in meno, continua ad essere vissuto a Nocera come un evento. Bisogna fare attenzione, però, perché sarebbe un errore madornale se ne parlassimo solo come di una storia prettamente locale. È leggendo quegli appunti, che poi diventavano discorsi veri e propri, su quel palco e in quella piazza, che il Primo Maggio si intrecciava con la situazione di Spagna e Portogallo, ma anche della Grecia e, nell’ultimo periodo, anche con la disastrosa impresa militare in Vietnam, un Primo Maggio aperto al mondo, un Primo Maggio in cui libertà e pace risuonavano in maniera “prepotente”.

Abbiamo ridefinito la composizione del libro: i ricordi, le foto e gli appunti in preparazione dei comizi, dai quali si possono ricavare i sentimenti, le sensazioni, finanche i dolori di quella classe operaia che provava ad ottenere, lottando e subendo, i propri diritti. E poi emerge anche l’idea di un sindacato unito, si nota tra le righe con grande sacrificio tra le parti, ma tanto necessario per il bene di quei lavoratori che si tentava di difendere. Al tempo stesso, troviamo presenti problematiche che ancora oggi, purtroppo, atterrano il nostro Paese: il lavoro nero, il lavoro sottopagato, il caporalato, l’emigrazione dei giovani, la differenza di trattamento riguardo le donne nel mercato del lavoro. Ma la lista sarebbe lunghissima. E leggendo le pagine del libro, si sottolinea più volte la presenza di una classe politica non idonea, della crisi economica, un nord e un sud sempre più lontani tra loro. Non è così ancora oggi?

Allora lo scopo di questo libro non è solo quello di porsi su un piano esclusivamente storico, e cioè di ricordare gli episodi accaduti durante quegli anni, ma vuole indurre a una riflessione su dove deve andare questo Paese, senza sembrare che resti fermo. Infine, una domanda che non vedrà qui alcuna risposta: ha ancora senso la festa dei lavoratori?

Galante Teo Oliva

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