“Vestire la sete”: la poesia di Fiorella Rega incanta la Mondadori di Salerno


di Anna Maria Noia
SALERNO-“Vestire la sete” è una delle ultime opere della poetessa e scrittrice sanseverinese Fiorella Rega, presentata alla libreria Mondadori di Salerno alcuni giorni fa, con grande successo di pubblico, opportunamente e lietamente moderata dalla docente Rachele Noia. La silloge è stata data alle stampe per i tipi di “RP Libri”: sessantaquattro pagine al prezzo di copertina di 12 euro, con tenui liriche, essenziali nel loro “essere… vestite” – come vuole, appunto, la poetessa.

Poesie delicate e intense, candide, emozionanti – dall’etimo stesso di “e-mozioni”: muovere da. Il termine “poesia” deriva da una parola greca che vuol dire nascere, costruire, realizzare. Ed è proprio un intento del “fare”, quello di Fiorella, che si muove tra scuole, librerie ed enti culturali per “pro-muovere” la bellezza dell’arte, soprattutto quella della parola e “dei sentimenti”.

Rita Pacilio, parlando delle poesie di Fiorella Rega, osserva che “il flusso verbale diventa una forma incontenibile di sussulti, finitezze, dolori, amori, speranze” e prosegue: “Fiorella Rega presenta immagini e toni sintattici, modulando i versi tra pensiero, respiro, desiderio, sogno e realtà – al fine di trasportarci nelle atmosfere della mente, che scruta e afferra le cose intorno a sé. L’autrice affida alla sensorialità il compito di penetrare l’invisibile, mettendo alla prova le esperienze, i sentimenti e le intuizioni del genere umano, al fine di poter dialogare, in maniera coraggiosa, con il visibile della realtà.”

Secondo le “cronache” della presentazione – una chiacchierata informale a cura della Noia e di altre illustri relatrici, tra cui Cristina Guerra – Fiorella ha scritto “Vestire la sete” pensando a uno “scrigno di emozioni, messaggi, esortazioni – volte a recuperare il vuoto che circonda i nostri giorni”. Una poetica puntuale e incisiva, al tempo stesso, la sua: per sconfiggere “l’Io che prende il sopravvento sul Noi”.

Nella piacevole occasione alla Mondadori Bookstore di Salerno, l’autrice ha declamato alcuni suoi versi da questa nuova raccolta e ha parlato della poesia in generale, dei propri intenti letterari e di ciò che la muove nell’intimo nel promuovere – anche presso le scuole – il valore della scrittura e dell’arte.

Molti i concetti importanti emersi nel corso dell’incontro: sono stati estrapolati i vocaboli utilizzati dalla Rega in questo suo opuscolo più recente. Tra le parole chiave: cuore, occhi, sogno, sera e tante altre. La Rega ha partecipato, con grande profitto, a numerosi concorsi, ottenendo consensi e riconoscimenti.

Tra le suggestioni e i topoi che ella profonde nelle sue rime, sempre pacate, si odono echi di Montale e Ungaretti. Tra i letterati del ’900, in realtà, si avverte lo stile anche di Pascoli, in Vertigine. Per non parlare poi dei lirici greci, come Saffo, e di Petrarca, preumanista. Ma, come avverte la professoressa Noia, le sue impressioni liriche vengono reinterpretate da chi legge – come accade, aggiungiamo noi, a chiunque tra gli artisti scriva, componga, disegni, dipinga o crei in generale: il genio creativo esprime le sue emozioni, la tecnica, la sua storia e il proprio vissuto. Il pubblico se ne appropria, nel senso letterale di “far diventare proprio”.

La lettura – o meglio, il reading – è stato organizzato in simbiosi con “Librarsi”, associazione di lettori creata nel 2022. Durante la soirée, ogni poesia declamata ha contribuito a far conoscere meglio il carattere mite, diafano e incantevole dell’autrice. Sempre parole opportune, pure ma icastiche, frasi ponderate eppur leggere – con simboli molto concreti e, al contempo, metaforici e “spaziali”: aerei ed aurei.

Poesie “di valore”, quindi – secondo Rachele Noia – per una ragazza umile e laboriosa, laureata in Sociologia con lode, che non ha mai smesso di crederci e di sperare. Non si è mai montata la testa, pur tra i successi (uniti alle inevitabili difficoltà) della sua vita quotidiana, nel lavoro come nell’esistenza di tutti i giorni. In tempi difficili, senza poesia, senza empatia.

Fiorella vuole costruire un mondo migliore, e ciò avviene nella polisemia della nostra lingua. Anche se la lirica stessa “ci lascia liberi di scegliere” se operare per il Bene e per il Bello oppure continuare a essere indifferenti. Parola di Rega e di Rachele Noia, che ha lodato il Sublime presente nelle opere di questa talentuosa artista della penna.

La kermesse è proseguita proprio come una chiacchierata informale, come all’interno di un salotto “buono”. Rapiti dalla “sfera di parole”, riecheggiando ancora Montale, dalla quale è difficile distaccarsi se qualcuno decide di scrivere liriche. Ogni poesia evoca parole “indelebili”, alla maniera – appunto – montaliana.

La lirica abita in noi, con la precisione dei termini e dei vocaboli di Rega (ispirata dal letterato ligure anche nell’uso della seconda persona singolare, tipica del premio Nobel 1975). “Compito del poeta – afferma la relatrice e/o conduttrice della serata – è dimenticarsi che il Tutto è già presente nelle liriche altrui, mentre occorrono sempre i poemi propri per dire qualcosa in più a ciascuno.”

Nel far ciò, Fiorella apre il cuore – come già aveva fatto con altre opere e pubblicazioni. Ma in “Vestire la sete” c’è l’urgenza, come detto sopra, di far emergere il Noi piuttosto che l’Io: un’apertura ancora maggiore verso il Sociale. Una sete, anche malinconica e sensibile, di “uscire dall’isolamento comunicativo” per approdare alle ragioni (e ai sentimenti, dal latino sentire) del prossimo.

Nel mondo frenetico e violento che – purtroppo – circonda noi e i nostri giovani, chi verrà dopo di noi, i discendenti, non erediterà un bel “posto”, se continueremo a ignorare gli aneliti e gli afflati della letteratura e della “calda” e viscerale Poesia.

Al termine, Fiorella Rega ha ringraziato tutti gli astanti dopo aver regalato questi intensi momenti ed ha espresso parole sull’importanza della poesia, tra le più alte manifestazioni dello scibile umano. Concettualizzazioni sagge, ben espresse, molto commoventi. “Quasi un atto rivoluzionario è lo scrivere versi oggigiorno – dichiara Fiorella – per essere attenti a molti aspetti della nostra esistenza.”

L’invito è proprio questo, per chi voglia approssimarsi all’ars poetica. Tanti complimenti alla dottoressa Rega – orgoglio della cittadina di Mercato San Severino e dell’intera Italia! Un happening doverosamente da non perdere – come i prossimi appuntamenti con la Cultura, con i Sentimenti, con la Bellezza.

Anna Maria Noia