Il Sud

di Mimmo Oliva

Il Sud
È senza speranza, a volte ci illudiamo che non possa essere così per sempre. E che con la buona volontà di alcuni, sempre troppo pochi, (che) è una goccia nel mare. Massa d’acqua che tra l’altro si rifiuta di cambiare, perché impossibilitata e perché disillusa.

Il mio potrebbe sembrare pessimismo puro e duro, vi assicuro non lo è. Tutti i giorni cerco di dare il mio apporto affinché migliorino le condizioni delle nostre terre e di chi vi abita, di convincere i giovani a non andare via, di far capire ai lavoratori che la parte forte della catena sono loro e che, se da soli si ribellano alle angherie dei bassi salari, della mancanza di sicurezza, delle minacce e dei ricatti quotidiani nei luoghi di lavoro, possono risolvere i problemi del diritto al lavoro e ai salari.

Dentro me non solo consiglio ai giovani di andare via, di scappare, ma vale per tutti. Creiamo il deserto, non deve rimanere nulla e nessuno.

Ma anche loro non capiscono, fanno finta di non capire, hanno paura, sono rassegnati e allora così deve andare il Sud.

La cultura rimane la sola possibilità di discesa in campo, perché è strisciante, silenziosa, annacquata e tra trent’anni sarà difficile tornare indietro, quando saranno cambiate le menti di una nuova generazione.

Troppi pensano che zone come Scampia o simili siano casi a sé, e invece no: in quei luoghi semplicemente si spara, si uccide in percentuali sopra la media, ma il Sud è così ovunque, anche dove non si spara e non vedi i morti in strada.

È una terra senza speranza, le Istituzioni non esistono e ormai i cittadini si stanno governando da soli, in autonomia, cercando di fare e di dare il loro meglio. La scuola barcolla, senza un se e senza un ma, il lavoro non esiste e chi lavora non si capisce cosa fa, e chi non lavora non si capisce uguale come fa ad andare avanti. In mezzo a gente che gira ogni buco possibile alla ricerca di soldi, purché non si lavori. In mezzo a gente amministratori unici di società a loro insaputa, proprietari di case e capannoni industriali a loro insaputa, in mezzo a gente con decine se non centinaia di migliaia di euro sui propri conti, a loro insaputa. Spesso mi domando se sono io che ormai non capisco se veramente c’è fame o meno, se c’è povertà o meno, se mai sia questa una ribellione senza barricate e io non riesca a capirlo, a intuirlo. Se la soluzione non sia ormai veramente questa e sia io che ancora non ci sono arrivato.

Illegalità talmente diffusa, anche nelle cose più piccole e insignificanti, che sembra fuori norma il contrario. Che sembri tu fuori norma quando cerchi di parlarne.

Io so solo, e ne prendo atto, che senza il lavoro nero e l’illegalità diffusa il Sud non può andare avanti, non può sopravvivere, non sarà in grado di riprendersi.

Going backwards, spesso è servito, adesso neppure questo tentativo vale. Le organizzazioni criminali organizzate lasceranno le nostre terre perché non in grado neppure loro di sostenersi, in questo che ormai è il deserto assoluto, persino di anime da corrompere. Dovranno accelerare inevitabilmente la migrazione delle proprie centrali economiche e di manovalanza. A noi rimarranno un po’ di selvaggina pronta a massacrarsi tra loro per quattro briciole, ragazzotti senza scrupoli che si scanneranno fino a consunzione.

Io so solo che, se al Sud non ci sei nato, cresciuto, combattuto, sopravvissuto, allora non ci puoi vivere, non ci riesci. Puoi trastullarti di chiacchiere e ascoltiamo quelle degli altri, della politica, delle istituzioni, di tutti coloro che hanno voglia di dire qualcosa, è giusto anche così. Ascolti sapendo che non significa nulla, che non cambierà niente.

Non ci servono eroi.
Ormai possiamo solo sognare, ma meglio non dirlo.

Mimmo Oliva