Significante 2026, Canne al vento e l’eredità viva di Grazia Deledda
A cento anni dal riconoscimento del Premio Nobel per la Letteratura e a novant’anni dalla sua scomparsa, Grazia Deledda continua a interrogare il presente. Non come un monumento immobile della letteratura italiana, ma come una voce ancora capace di raccontare fragilità, resistenza, destino e identità. È in questa prospettiva che la Casa di Suoni e Racconti inserisce Canne al vento all’interno della XIX edizione della rassegna Significante – RetroGas, scegliendo di riportare in scena uno dei romanzi più emblematici della scrittrice nuorese.
Domenica 8 febbraio 2026, alle ore 19, la Chiesa di San Bartolomeo di Cagliari diventerà spazio narrativo e sonoro per un concerto-racconto che intreccia parola, musica e immagini. Canne al vento, pubblicato nel 1913 dall’editore Treves, è un testo chiave non solo della letteratura sarda, ma della narrativa europea del primo Novecento: un romanzo corale e simbolico, in cui l’esistenza umana è paragonata alle canne scosse dal vento del destino, fragili eppure ostinatamente radicate alla terra.

La trasposizione scenica affida la parola a un Living Canvas tutto al femminile, composto da Francesca Corrias, Elisa Zedda, Anna Brotzu, Cristina Lanzi, Francesca Ruzzettu ed Emilia Meleddu. Le loro voci costruiscono un’antologia emotiva tratta dal romanzo, restituendone i temi portanti: il senso di colpa, la povertà, l’ingiustizia sociale, ma anche la dignità silenziosa degli ultimi. Accanto alle voci, le musiche originali di Andrea Congia – che firma anche la direzione artistica – accompagnano e amplificano la narrazione, creando un dialogo continuo tra parola scritta e suono.
A completare l’esperienza, le videoscenografie curate da William Lenti e Walter Demuru trasformano lo spazio scenico in una dimensione visiva che non illustra, ma suggerisce. I dipinti digitali diventano paesaggio interiore, evocazione simbolica di quella Sardegna arcaica e universale che Deledda seppe raccontare senza mai cedere al folclore.
Gli organizzatori e i partner culturali
La rassegna è allestita dalla Casa di Suoni e Racconti, realtà culturale che da anni promuove progetti multidisciplinari legati alla letteratura, alla musica e all’arte digitale. La direzione artistica è di Andrea Congia, che firma anche la trasposizione musicale e scenica di Canne al vento. La produzione coinvolge numerosi partner: dalla Parrocchia di San Bartolomeo, sede dello spettacolo, al sostegno istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna, della Città Metropolitana, del Comune di Cagliari e della Municipalità di Pirri.

A completare il progetto, una campagna di crowdfunding sulla piattaforma buonacausa.org, che permette al pubblico di contribuire alla realizzazione della rassegna e sostenere la promozione della cultura sarda contemporanea. Un esempio di collaborazione tra istituzioni, realtà private e comunità per mantenere viva la memoria letteraria e artistica dell’isola.
L’omaggio a Grazia Deledda, in questo centenario del Nobel, assume così un valore che va oltre la celebrazione. Canne al vento non è solo un classico da ricordare, ma un testo che continua a parlare di disuguaglianze, di marginalità, di esseri umani travolti da forze più grandi di loro. Temi che rendono la scrittura deleddiana sorprendentemente attuale, soprattutto in un tempo che fatica a riconoscere il peso della memoria e della cultura come strumenti di lettura del presente.
La rassegna Significante 2026 proseguirà nei mesi di febbraio e marzo con altri due appuntamenti dedicati alla letteratura sarda: La società del malessere di Giuseppe Fiori (22 febbraio) e Miele amaro di Salvatore Cambosu (1 marzo), confermando una linea curatoriale che mette al centro il pensiero critico e la narrazione come forme di resistenza culturale.
Accanto alla programmazione teatrale, la Casa di Suoni e Racconti sarà inoltre impegnata l’11 febbraio con l’Anteprima culturale del Carnevale Cagliaritano, un evento multidisciplinare dedicato alla valorizzazione dei riti e dei simboli carnascialeschi della città, a testimonianza di un lavoro continuo sul patrimonio immateriale e sull’identità locale.
In un panorama culturale spesso dominato dall’effimero, Significante si conferma uno spazio di ascolto lento e profondo, dove la letteratura non viene musealizzata, ma rimessa in circolo. E dove Grazia Deledda, a cento anni dal Nobel, continua a parlarci come una contemporanea.
Rredazione Cultura e Spettacolo