Nocera Superiore, il clima politico si fa sempre più pesante

Nocera Superiore-14Marzo
A Nocera Superiore il clima politico continua a farsi sempre più teso. Gli ultimi mesi stanno restituendo l’immagine di un’amministrazione in difficoltà, segnata da tensioni interne e da un rapporto sempre più complicato con la minoranza consiliare.

Un segnale evidente di questo clima è rappresentato da quanto sta accadendo nel Consiglio comunale. A luglio, a settembre e ancora oggi, 14 marzo, la seduta dell’assise cittadina è stata interrotta e aggiornata alla seconda convocazione per mancanza del numero legale. Episodi che, se presi singolarmente, potrebbero rientrare nella normale dinamica politica, ma che diventano significativi se inseriti nel contesto degli ultimi mesi.

I rinvii legati alla mancanza del numero legale in prima convocazione stanno infatti diventando sempre più frequenti nella vita amministrativa della città. Una situazione che sembra essere figlia soprattutto di diatribe politiche interne alla maggioranza e di un rapporto praticamente inesistente con la minoranza consiliare.

Ed è proprio questo uno dei punti più delicati della vicenda. In una democrazia, il confronto con la minoranza non è un’opzione: è un dovere politico e istituzionale. Non si può pensare che la vittoria elettorale autorizzi chi governa a esercitare un potere assoluto. Governare significa ascoltare, confrontarsi, rendere partecipi tutti, anche chi siede tra i banchi dell’opposizione.

Esaltarsi per una vittoria elettorale pensando che essa consenta di ignorare gli altri è un errore politico che, prima o poi, presenta il conto. E quel conto non si manifesta soltanto con i rinvii del Consiglio comunale, ma con una sofferenza generale dell’azione amministrativa, che appare sempre più in difficoltà anche nella gestione dell’ordinario.

La democrazia, infatti, vive anche e soprattutto nel *rispetto delle minoranze. E il clima che si è creato a Nocera Superiore rischia di apparire, agli occhi dei cittadini, sempre più distante da questo principio. Commissioni richieste dall’opposizione e negate, richieste di Consigli comunali monotematici che restano senza risposta, fino ad arrivare a episodi in cui ai consiglieri di minoranza non viene concessa neppure la parola per le comunicazioni in aula.

Sono fatti che inevitabilmente pongono interrogativi profondi. Cosa deve pensare un cittadino di fronte a questi atteggiamenti? Quale immagine delle istituzioni si restituisce alla comunità quando il confronto politico viene evitato o ridotto al minimo?

E soprattutto: perché c’è un sindaco che appare sempre più allergico al confronto e al dialogo? Qual è il vero problema di questa amministrazione?

Sono domande che restano aperte e che meritano risposte chiare. Perché al centro non c’è soltanto il funzionamento di un Consiglio comunale, ma il futuro amministrativo di una città che appare sempre più stanca, divisa e politicamente martoriata.