Festa greca a Salerno: cultura, lingua e tradizione in dialogo
di Anna Maria Noia
Nei giorni scorsi, la scuola ellenica (vi si insegna il neogreco) di Salerno – presso il convitto nazionale “Torquato Tasso”, in Largo Abate Conforti – ha ricevuto in visita il secondo Epal o Likeyo “professionale” (scuole superiori; in particolare l’Epal è mirato all’istruzione, appunto, professionale) di Xalkida, una fiorente cittadina greca.
La comunità ellenica, o “scuola ellenica di greco moderno” (Salerno/Napoli), è una bella realtà del nostro territorio campano. Il professore referente per tale scambio culturale si chiama Yiorgos Basinas.
Oltre a questo interessante evento, la scuola ha visto i suoi studenti celebrare l’anniversario della festa nazionale greca presso l’hotel “Victoria Maiorino” di Cava de’ Tirreni, un albergo prestigioso, “storico”, sito proprio a Cava, che ha anche ospitato, a suo tempo, l’ex governatore della penisola balcanica (ellenica, greca) Papandreou.
Tra i tanti momenti, ricordiamo il ballo del sirtaki – retaggio etnografico appunto ellenico/ellenistico – dapprima danzato e/o performato dai soli uomini. Come si evince dai film, ad esempio “Zorbas il greco”, si tratta di una danza caratteristica, che celebra il valore dell’amicizia e della condivisione in questa parte occidentale della storia umana e sociale.
Si sono vissuti momenti davvero belli in questa occasione; nella location del “Victoria Maiorino”, nella cittadina metelliana vicino Salerno, ci sono state declamazioni di poesie e piccoli, incisivi flash mob, come si comprende dai numerosi video realizzati per la kermesse, nel nome della socialità e dell’aggregazione, per rinsaldare l’appartenenza alla cultura della Grecia.
Una cultura che tanto ha offerto e continua a elargire, sia nell’ambito della lingua che della filosofia e della storia mondiale.
La festa nazionale ellenica, in data 25 marzo, commemora il giorno dell’Indipendenza: si ricorda l’inizio della guerra d’indipendenza contro l’Impero Ottomano, avvenuta nel 1821, quando l’Italia era scossa dai moti carbonari.

In questo periodo, tornando alla Grecia, moltissimi esponenti del Romanticismo (ma anche del Neoclassicismo) diedero il proprio fattivo contributo alla causa greca nazionale. Tra questi epigoni della lirica romantica, ecco George Gordon, Lord Byron, che partì alla volta dei moti ellenici e morì, sembra di febbre, a Missolungi.
La data del 25 marzo coincide anche con l’Annunciazione; pertanto, nella penisola ellenica le celebrazioni sono doppie: quella laica e anche quella religiosa. Ciò a livello generale, puntualizziamo.
In generale, come ogni anno, parate militari, sfilate e bandiere in tutte le cittadine greche la fanno da padrone. È quindi ovvio che la ricorrenza sia così sentita, anche – come nel nostro caso – nei siti principali della Magna Grecia, ossia le colonie in Italia.
La festività è stata dunque onorata anche presso la scuola con sedi a Napoli e Salerno, tra canti e declamazioni di liriche, cori giulivi, letture o reading di filastrocche da parte di bambini, bambine e giovinetti, in greco moderno ma “ripensando” alla classicità, in un’ideale e serena armonia – olimpica, è il caso di dirlo.
Tra interventi e spettacoli, la festa è risultata ben riuscita, con la massima partecipazione da parte di genitori e familiari – italiani e non – degli studenti protagonisti degli spettacoli, che frequentano il convitto.
Una scuola particolare, moderna e speciale, che dà ospitalità a studenti italiani o anche a madrelingua greci, insegnando – tra le altre discipline – il greco moderno, nel nome dei tempi scorsi, proprio come a Missolungi.

Non dimentichiamo che l’Ellade tramanda da millenni valori di democrazia e ideali di libertà dei popoli, fino ad arrivare ai più recenti personaggi storici, come il già citato Papandreou, nell’ambito del “periodo dei colonnelli”.
Musiche e poesie d’epoca (del 1821) sono state diffuse tra i partecipanti. Vi erano anche appositi video, con slide in collegamento da remoto.
In più, ecco la visita di istruzione, o gemellaggio, con alcune classi delle scuole di Xalkida, per un viaggio “realistico”, improntato al rispetto tra diverse conoscenze.
Veramente un bel momento, con la hall dell’albergo addobbata coi colori e la bandiera dell’Ellade.
Concludiamo, infine, nel dire che anche il 28 ottobre è festa nazionale per i Greci: si ravviva il ricordo del Giorno del No, “Ohi Day”, per ricordare il rifiuto da parte della Grecia all’ingresso delle truppe italiane nel 1940. In strada, soprattutto ad Atene, in tale data si organizzano parate e si vivono momenti di puro patriottismo.
Xalkida è conosciuta anche come Chalcis o Chalkida. Ridente località, viene ricordata per i suoi splendidi paesaggi, per il ponte antico e scorrevole, per il castello di Karababa e per il fenomeno unico delle “acque pazze”: le maree, che ogni sei ore circa invertono direzione.
Il nome deriva da “chalkos”, “rame” o “bronzo”, come “calco”. In latino, invece, “calx” indicava la pietra, donde “calcoli” (“calculus” era il sassolino usato per contare). In inglese, “chalk” è gesso.
Anna Maria Noia