Il colore è un linguaggio –10: Grigio
Lo studio del colore interessa più discipline, tutte strettamente legate ad applicazioni concrete nella vita quotidiana di ognuno di noi, al rapporto tra le persone e alla comunicazione. Interessa la fisica, ma specialmente l’ottica per tutto ciò che avviene all’esterno del sistema visivo. La fisiologia, per quanto riguarda il funzionamento dell’occhio e la generazione, elaborazione, codifica e trasmissione dei segnali nervosi dalla retina al cervello. La psicologia, riguardo all’interpretazione dei segnali nervosi e alla percezione del colore. La psicofisica che studia la relazione tra lo stimolo e la risposta del sistema visivo (la colorimetria è una branca della psicofisica)
Ottava puntata della rassegna sul colore e questa volta è il turno del
Grigio
Così come bianco, anche grigio deriva dal germanico grīs, che significa “canuto” o “brizzolato”, passato poi al francese antico gris.
Nel linguaggio simboleggia neutralità, equilibrio o ambiguità (né bianco né nero)
Metaforicamente, descrive situazioni di incertezza, monotonia, prudenza o senilità
Tra gli aspetti positivi, indica una situazione o una persona calma, prudente, saggia, oggettiva, matura, equilibrata.
Mentre tra quelli negativi è indice di situazione e/o persona scialba, monotona, triste, incerta, poco energica, mediocre, mancante di allegria.
IN LIMBA SARDA:
MÙRRU
MÙRINU – chi assimbígiat a sa mura, ma de unu colore prus craru
colore de sórighe (topo campagnolo)
chi assimbígiat a su chinisu (polvere), a is nues niedhas / ispiga múrina = spigamurra, órgiu de topis,
erba areste chi faghet un’ispiga chi assemizat a s’ispiga de s’orzu
bisura m. = umbrada, dispiàghida, arrennegada
ARZU (in logudoro)
CANA (riferito al colore del fico)
GRIXO – in Tabarchino
GRISGIOGNU / GRISGIU – in Gallurese
GRIS – in Algherese (sia maschile che femminile)
DENOMINAZIONI PIÙ COMUNI
GRIGIO PERLA
GRIGIO TOPO
GRIGIO PIOMBO
GRIGIO ARDESIA
GRIGIO CENERE
GRIGIO FUMO
GRIGIO ACCIAIO
GRIGIO ANTRACITE
GRIGIO POLVERE


EMINENZA GRIGIA – è una persona che, rimanendo nell’ombra, riesce a esercitare un potere decisionale su esponenti politici o potentati economici. In tal modo riesce a non farsi coinvolgere, quando quegli esponenti restano implicati in situazioni illecite o, comunque, sgradevoli.
INGRIGIRE – perdere la tonalità dei capelli, diventando brizzolato.
FARE UNA GRIGIA – brutta figura (Luca e Paolo direbbero: ha calpestato un merdone).
GRIGIONE – Mustelide simile alla martora.
TEMPO GRIGIO – clima nuvoloso, coperto.
ZONA GRIGIA – situazione ambigua, incerta, priva di precise regole.
GRIGIO FOSCO – sguardo triste o minaccioso
LIVIDO – il viso grigio, alterato da stati d’animo di rabbia

PASTORE TEDESCO GRIGIONE – specifica linea da lavoro del Pastore Tedesco, caratterizzata dal mantello grigio lupo, pelo corto, robustezza fisica, carattere forte e attivo, intelligente, agile e resistente.
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In architettura e nell’arredamento è il colore di chi vuole mostrarsi sobrio; per il progettista è il proposito di mettere in evidenza le perfette proporzioni dei corpi d’opera.


Nel museo Solomon Guggenheim di Bilbao, l’architetto Frank Owens Gehry ha usato rivestimenti in pannelli grigi al titanio (prodotti da un’azienda di Brescia), per attenuare l’estrema complessità delle forme, ispirate al Cubismo di Picasso e al Modernismo di Gaudì; invece le parti in semplice muratura – più sobrie – sono intonacate e colorate con un blu elettrico

Nel Museo ebraico di Berlino, Daniel Libeskind utilizza forme molto più austere, per quanto innovative, ispirandosi alle sofferenze che, negli anni del nazismo, erano state inflitte a quel popolo (nessun riferimento a quegli ebrei che oggi commettono, contro i palestinesi, gli stessi oltraggi, soprusi e crimini subiti dai loro nonni un secolo fa)

4 MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO – è un film del 1971 diretto dal regista italiano, maestro del thriller, Dario Argento.

Il film è degli horror/thriller più inquietanti della storia del cinema, con attori del calibro di Stefano Satta Flores, Bud Spencer e Oreste Lionello, solo per citare i più noti.

CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO (Fifty Shades of Grey) è un film diretto nel 2015 dal regista Sam Taylor-Johnson.

La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da E. L. James nel 2011, che è anche la produttrice del film. Attori protagonisti Jamie Dornan e Dakota Johnson. Personalmente, non l’ho visto, ma mi hanno riferito che la componente erotica è piuttosto spinta (forse mi rifarò quando lo pubblicheranno si Netflix).
Per quanto si dica che il grigio sia privo di colore, osserviamo l’esistenza di numerosissime tonalità di grigio che, soprattutto quando poste in modo ravvicinato, mostrano percentuali, a volte significative, di altri colori
GRIGI CHIARI/MEDI:
GAINSBORO – un grigio molto chiaro, quasi bianco.
GRIGIO PERLA – tonalità delicata e luminosa.
GRIGIO CENERE – grigio morbido e leggero.
PLATINO – un grigio metallico chiaro.
ARGENTO – una tonalità metallica chiara e brillante.
GREIGE – un tono neutro tra grigio e beige.
GRIGI SCURI/INTENSI:
ANTRACITE – un grigio molto scuro, profondo, quasi nero.
GRIGIO ARDESIA – un grigio scuro con leggere sfumature bluastre.
GRIGIO FUMO / FUMO DI LONDRA – grigio scuro e intenso.
GRIGIO PIOMBO – un grigio scuro e solido.
CANNA DI FUCILE – grigio scuro metallico.
GRIGIO CARBONE – uno dei toni più scuri di grigio.
GRIGI CON SFUMATURE DI COLORE:
GRIGIO VERDE SALVIA – un grigio neutro con un tocco di verde.
GRIGIO BLU POLVERE – un grigio freddo con una leggera sfumatura blu.
GRIGIO TORTORA – un grigio caldo con punte di malva/beige.
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BIANCO&NERO (ma si dovrebbe dire GRIGIO&GRIGIO) – come detto nelle precedenti puntate, il nero assoluto non esiste, giacché non esiste materiale in grado di assorbire totalmente la radiazione luminosa, tanto da rimanere invisibile. Analogamente non esiste il bianco assoluto (capace di rifletterla integralmente). Detto questo per B&N si intende quella branca della fotografia e/o della cinematografia in cui ogni traccia di colore è esclusa, rendendo immagini in diverse tonalità di GRIGIO.

Foto del grande Henri Cartier Bresson, scattata a Parigi dal Trocadero, per il centenario della Tour Eiffel che, a sua volta, celebrò nel secolo precedente (il IXX), il centenario della Rivoluzione Francese.
Ugo MULAS – Nacque a Pozzolengo, nel Bresciano, il 28 agosto 1928, terzo di cinque fratelli. Il padre Pasquale, di origini sarde, era maresciallo dei carabinieri, la madre, Carmela Nicolodi, era di origini trentine. I suoi ritratti sono famosi in tutto il mondo. Qui sotto uno dei suoi scatti più emblematici.

Penso di aver concluso la puntata sul colore Grigio (in effetti non pensavo di dilungarmi tanto su un colore di cui la prima valutazione che mi viene in mente è “neutro”).
Pur avendo trattato solo i colori più diffusi, siamo già al decimo traguardo; manca solo l’ultimo, l’undicesimo, in cui tratteremo il colore che tanti considerano forse il più bello, o comunque il più importante.
Quale colore? Non ve lo dico (tanto qualcuno tra voi avrà già indovinato); non resta che salutarci e darci appuntamento alla prossima settimana (ormai siamo in confidenza e possiamo salutarci con un “bacioni!”).
FIn Copertina: Foto di Pexels da Pixabay
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Giorgio Saba