Genova Pegli. Villa Durazzo Pallavicini sotto assedio dei cinghiali

di Antonello Rivano

PEGLI. Non sono stati gli alpini, arrivati a Genova nei giorni scorsi per l’Adunata nazionale, a mettere in difficoltà il Parco di Villa Durazzo Pallavicini. A lanciare l’allarme è invece la direttrice e curatrice del complesso storico, Silvana Ghigino, che in una lunga lettera inviata ai sostenitori del parco denuncia una nuova e pesante invasione di cinghiali.

Il problema, spiega Ghigino, va avanti da circa un mese e sta provocando danni ingenti a prati, aiuole e radici delle piante in uno dei giardini storici più importanti d’Italia. “Il Parco Pallavicini, tirato a lucido restauro dopo restauro, viene letteralmente masticato tutte le notti”, scrive la direttrice, sottolineando come l’attenzione istituzionale si sia concentrata sull’arrivo delle penne nere mentre la presenza dei cinghiali continua a devastare l’area verde.

Il riferimento è ai giorni dell’Adunata degli Alpini, durante i quali – racconta – i funzionari comunali avrebbero insistito affinché il parco chiudesse i cancelli, come avvenuto per altri spazi pubblici cittadini. Una richiesta che la direzione ha respinto, ricordando che Villa Durazzo Pallavicini è “uno dei parchi più custoditi e sorvegliati della Liguria”.

“Conviviamo con i cinghiali, faremo ben fronte agli alpini”, ironizza Ghigino, raccontando come il parco sia rimasto regolarmente aperto ai visitatori anche nei giorni più affollati.

Ben diverso però il quadro che si presenta ogni mattina ai giardinieri. Nella newsletter si parla di prati nuovamente distrutti, radici esposte e aiuole rovinate dalla ricerca di lombrichi e cibo nel terreno. I tentativi di cattura, attraverso una gabbia installata dalle guardie provinciali, finora non hanno dato risultati: ad avvicinarsi sarebbero soprattutto volpi, tassi, gatti e piccoli animali, mentre i cinghiali evitano accuratamente le esche.

Secondo la direttrice, gli esemplari che frequentano il parco sarebbero giovani ma particolarmente diffidenti: ignorano pane, mais, crocchette e persino teste di acciuga lasciate nelle trappole, preferendo scavare liberamente tra camelie e prati storici.

“La situazione è diventata insostenibile”, lascia intendere Ghigino, che annuncia anche la pubblicazione di un video-denuncia per mostrare l’entità dei danni e chiedere ufficialmente l’intervento delle autorità competenti. Tra le possibili soluzioni viene citata anche una battuta di caccia con i cani, ipotesi che però, al momento, non avrebbe ricevuto autorizzazioni.

Accanto alla denuncia arriva però anche una notizia positiva per il parco genovese. European Route of Historic Gardens ha infatti assegnato a Parco di Villa Durazzo Pallavicini il secondo posto agli “Acanthus Prize 2025 Winners”, nella categoria dedicata a restauro, conservazione e gestione sostenibile dei giardini storici. La premiazione si terrà a ottobre ad Atene.

Un riconoscimento internazionale che certifica il valore del lavoro svolto negli ultimi anni, proprio mentre il parco affronta una delle emergenze più difficili legate alla fauna selvatica in città.