“Versi Riflessi”: a Carloforte la poesia ricorda Nunzia Boccone
La poesia diventa memoria condivisa con Versi Riflessi, omaggio a Nunzia Boccone
CARLOFORTE (SU) – C’è un filo sottile che unisce memoria, poesia e senso di comunità. È quello che attraversa Versi Riflessi – Raccolta di poesie a Nunzia, il volume nato dall’esperienza del gruppo di poeticità della Libera Università di Carloforte e dedicato a Nunzia Boccone, storica insegnante carlofortina, figura di riferimento per intere generazioni di studenti e protagonista della vita culturale e civile dell’isola.
Il libro sarà presentato venerdì 10 luglio alle ore 20 negli spazi dell’ExMe, in via XX Settembre 48, a Carloforte. L’ingresso è libero. La serata sarà accompagnata dalle letture di Lucia Cacciola e Maria Simeone, con interventi musicali di Rosario Aste e Antonio Tiragallo.
L’opera nasce dall’attività del gruppo di poeticità della Libera Università di Carloforte, che per sette anni ha proposto incontri dedicati alla lettura e alla scoperta della poesia, offrendo uno spazio di confronto aperto a chi desidera avvicinarsi ai versi senza schemi accademici. Questo libro è il quarto nato all’interno dei corsi della LUC. Dopo Viola, Carloforte luogo dell’anima, Siamo stati naviganti (appena ristampato)
Coordinato da Serena Pellerano, Susanna Lavazza e Antonello Rivano, il progetto editoriale prende forma come un omaggio corale a una donna che ha lasciato un segno profondo nella comunità carlofortina.
Il volume si apre con alcune poesie inedite di Nunzia Boccone, ritrovate dalla figlia Rossana Simeone in un vecchio baule, restituendo al pubblico una dimensione meno conosciuta e più intima della sua personalità. Seguono le opere dei dodici autori che hanno contribuito alla raccolta, tra voci emergenti e figure ormai affermate del panorama letterario carlofortino, alcune delle quali vantano pubblicazioni editoriali e riconoscimenti ottenuti in prestigiosi premi letterari nazionali e internazionali. Si tratta di Rosario Aste, Margherita Crasto, Tina Ferrando, Susanna Lavazza, Angela Mameli, Vittoria Mameli, Maria Teresa Parodo, Serena Pellerano, Donatella Ritzu Ferraro, Antonello Rivano, Antonio Tiragallo e Walter Zappon.

Nella prefazione, firmata da Susanna Lavazza, giornalista e Presidente della LUC, emerge il ritratto di una donna curiosa, instancabile e profondamente innamorata della conoscenza. Negli ultimi anni della sua vita si era appassionata alla fisica quantistica e guardava al mistero dell’esistenza con la stessa curiosità che aveva sempre riservato alla letteratura e all’insegnamento. La sua frase «Se rinasco, vorrei essere un gabbiano» diventa il simbolo di uno spirito libero, capace di guardare oltre l’orizzonte.
Il ricordo ripercorre anche il suo lungo cammino di educatrice. Nunzia Boccone iniziò a insegnare appena diciannovenne e dedicò trentatré anni alla scuola, accompagnando la crescita di generazioni di studenti tra elementari, medie, magistrali e Istituto Nautico. Parallelamente fu protagonista della vita associativa e culturale dell’isola, impegnandosi nella tutela dell’ambiente, nella valorizzazione del patrimonio locale e nella promozione di numerose iniziative civiche.
Nell’introduzione, Serena Pellerano, scrittrice e poetessa, che ha sin dall’inizio guidato i corsi di poeticità, racconta invece l’esperienza del corso della Libera Università di Carloforte, nato con l’obiettivo di dimostrare come la poesia non appartenga a una ristretta élite, ma possa diventare occasione di incontro, dialogo e condivisione. Un percorso che negli anni ha permesso a molti partecipanti di riscoprire la scrittura poetica e di dare voce a testi rimasti a lungo custoditi nei propri cassetti.
Da questa esperienza nasce una raccolta di 61 poesie, nelle quali convivono sensibilità, stili e percorsi differenti. Il mare, l’isola, la memoria, gli affetti e il paesaggio diventano elementi ricorrenti di una narrazione collettiva che trova nella poesia il proprio linguaggio.
Più che una semplice antologia, Versi Riflessi rappresenta il racconto di una comunità che sceglie di custodire il ricordo di una delle sue figure più amate attraverso la forza della parola scritta. Un libro che celebra non solo Nunzia Boccone, ma anche il valore della cultura come spazio di incontro, memoria e partecipazione, dimostrando come la poesia possa ancora essere uno strumento capace di unire le persone e dare voce ai sentimenti condivisi.
Redazione Cultura