Pegli. Parco di Villa Durazzo Pallavicini, 180 anni di storia
Villa Durazzo Pallavicini, 180 anni di storia
di Antonello Rivano
Ci sono luoghi che il tempo modifica e luoghi che, invece, riescono a trasformare il tempo in parte della propria identità.
Villa Durazzo Pallavicini con il suo parco storico, a Pegli, appartiene a questa seconda categoria.
Il 23 settembre 1846 il cancello del nuovo Parco Pallavicini si apriva per la prima volta. Da allora sono trascorsi 180 anni e generazioni di visitatori hanno attraversato i suoi viali, i boschi, i laghi, le grotte e gli spazi scenografici progettati nell’Ottocento.

Il Parco è arrivato fino a oggi conservando l’impianto fondamentale del progetto originario, pur attraversando trasformazioni, periodi di difficoltà e un lungo percorso di recupero.
È proprio questa storia che settembre 2026 vuole celebrare.
Un giardino concepito come un racconto
Il progetto del Parco, voluto dal marchese Ignazio Alessandro Pallavicini e affidato all’architetto Michele Canzio, non nacque come un semplice giardino ornamentale.
Nella cultura romantica dell’Ottocento, il paesaggio poteva diventare anche narrazione. Canzio costruì così un percorso nel quale natura, architettura e scenografia si incontrano: boschi, laghi, grotte, edifici e scorci furono organizzati secondo una precisa successione.


Il visitatore non si limita quindi a osservare un giardino, ma attraversa un progetto pensato per suscitare emozioni e suggestioni.
Ma il percorso non è soltanto scenografico. Nel disegno del Parco sono presenti anche riferimenti simbolici ed elementi legati alla tradizione esoterica, inseriti nella successione degli ambienti. È una dimensione che contribuisce alla particolarità di Villa Durazzo Pallavicini: il visitatore è chiamato non soltanto a osservare, ma anche a interpretare ciò che incontra lungo il cammino.

Quando il Parco venne inaugurato, in occasione dell’VIII Congresso degli Scienziati Italiani, anche il suo aspetto era diverso da quello attuale.
Il cancello d’ingresso non si trovava nella posizione odierna e lungo il viale non erano ancora presenti i lecci che oggi lo caratterizzano. Al loro posto c’erano due siepi di rose.
Un dettaglio che permette di immaginare concretamente la distanza tra quel settembre del 1846 e quello del 2026.
Il recupero e il riconoscimento del 2017
Nel corso dei decenni il complesso ha conosciuto trasformazioni e periodi nei quali il suo patrimonio ha rischiato di perdere parte della propria leggibilità.
Il recupero di Villa Durazzo Pallavicini ha significato quindi non soltanto intervenire sulle strutture, ma restituire progressivamente leggibilità all’idea originaria di Canzio e valorizzare insieme architettura, paesaggio e patrimonio botanico.


Un percorso che ha portato anche a un importante riconoscimento.
Nel 2017 Villa Durazzo Pallavicini è stata scelta come “Parco più bello d’Italia”. Il riconoscimento ha rappresentato una conferma del valore storico, paesaggistico e botanico del complesso e ha contribuito a riportare il Parco all’attenzione nazionale.
Silvana Ghigino e il racconto del Parco
Una parte importante della storia recente di Villa Durazzo Pallavicini è legata al lavoro di Silvana Ghigino, direttrice e curatrice del Parco, impegnata nello studio, nella tutela e nella valorizzazione del complesso.
Ghigino sarà tra i protagonisti delle iniziative organizzate per il 180° anniversario e ha dedicato al Parco anche il volume Il Parco Nascosto, pubblicato per la prima volta nel 2018 e oggi riproposto in un’edizione integrata e aggiornata.

Il libro sarà presentato venerdì 18 settembre, alle 17.30, nella Sala Verde di Palazzo Pallavicini. L’ingresso è libero.
A Palazzo Tursi, 180 anni raccontati attraverso tre sguardi
Le celebrazioni inizieranno giovedì 10 settembre, alle 16, nella Sala di rappresentanza di Palazzo Tursi, in via Garibaldi.

L’incontro, a ingresso libero, sarà moderato da Giacomo Montanari, assessore alla Cultura del Comune di Genova.
Il programma proporrà tre diversi punti di vista sulla storia del Parco.




Fabio Calvi ripercorrerà il periodo dalle origini fino al 2015. Silvana Ghigino racconterà invece il decennio 2016-2026, segnato dalla nuova gestione e dagli interventi di recupero e valorizzazione.
A chiudere sarà l’architetto Giorgio Galletti, esperto di giardini storici italiani, già direttore dell’Ufficio Ville, Parchi e Giardini della Soprintendenza di Firenze e membro del comitato scientifico dell’Associazione Parchi e Giardini Italiani. Il suo intervento allargherà lo sguardo al patrimonio dei giardini storici in Italia e nel panorama internazionale.
Una notte speciale per il compleanno
Sabato 19 settembre, alle 21, il Parco sarà protagonista di una speciale festa notturna.
La visita accompagnerà i partecipanti attraverso gli scenari del complesso, tra atmosfere notturne, riferimenti esoterici e musica jazz dal vivo.


Il percorso arriverà al Castello del Capitano, dove sono previsti il taglio della torta e le celebrazioni per il 180° compleanno.
La partecipazione è su prenotazione. Il costo è di 40 euro, con una tariffa agevolata di 35 euro fino al 6 settembre per i lettori della newsletter della Direttrice.
Registrandosi sul sito ufficiale, gli iscritti ricevono una volta al mese una lettera della Direttrice. Ghigino, tra bellezza e storie di lotta quotidiana, ricorda inoltre gli appuntamenti da non perdere.
Il carattere della serata resterà in parte affidato alla sorpresa, seguendo la natura stessa di un luogo progettato per essere scoperto attraverso una successione di atmosfere.
Il 23 settembre, il giorno dell’anniversario
Il momento più simbolico sarà mercoledì 23 settembre, esattamente 180 anni dopo l’apertura del Parco.
Per l’occasione è prevista un’apertura speciale con ingresso unico a 6 euro.
Sarà possibile visitare anche la Sala Verde, dove è tornata la statua di Teresa.


Una giornata pensata per celebrare l’anniversario riportando il pubblico proprio nel luogo che, nel 1846, aprì per la prima volta i suoi cancelli.
“Cosa pensano le piante”
Il calendario si concluderà sabato 26 settembre, alle 15, con una visita speciale condotta da Silvana Ghigino.
Cosa pensano le piante sarà dedicata alla componente botanica del Parco: piante antiche e moderne, alberi che contribuiscono a costruire gli scenari e specie che hanno accompagnato la trasformazione del giardino.


Il costo è di 30 euro, con prenotazione obbligatoria.
Un anniversario da vivere


Un percorso di circa due ore per leggere il paesaggio attraverso le sue presenze vegetali e riflettere sul rapporto tra ciò che il Parco ha ereditato dal passato e ciò che potrà diventare in futuro.
Il 180° anniversario di Villa Durazzo Pallavicini mette insieme storia, recupero, cultura e natura.
Dal progetto ottocentesco di Michele Canzio al riconoscimento del 2017, fino al lavoro svolto negli ultimi dieci anni e alle iniziative del settembre 2026, il Parco continua a essere un luogo nel quale il patrimonio storico non è separato dalla possibilità di viverlo.
La celebrazione diventa così un’occasione per tornare a conoscere un luogo che, dopo 180 anni, conserva ancora la capacità di sorprendere e di suggerire nuove chiavi di lettura.


Per chi volesse partecipare a più appuntamenti è possibile richiedere informazioni per un pass dedicato a tutti gli eventi scrivendo a info@villadurazzopallavicini.it.
Le fotografie del Parco che corredano l’articolo sono state realizzate dall’autore.
Antonello Rivano