“Il Ritorno del Papa Santo”, per le vie cittadine di Isernia il corteo sulle orme di Celestino V


di Silvia De Cristofaro

ISERNIA, 23 OTTOBRE – C’è una tradizione religiosa che, nella cittadina di Isernia, è fortemente sentita dai suoi cittadini, tanto da organizzarne ogni anno, per la sua rievocazione medievale, un corteo di comunità che mette assieme fede cattolica e memorie antiche. Con l’utilizzo di figuranti e comparse che indossano costumi d’epoca, sfilando per le vie cittadine in una sorta di camminata della devozione, il capoluogo pentro omaggia la figura e la vita terrena di San Pietro Celestino, patrono proprio di Isernia, che conserva memoria e grande devozione della sua santità. “Sulle orme di Celestino”, per l’appunto, ne “Il ritorno del Papa Santo” (alla sua settima edizione), un corteo è organizzato per la rievocazione del passaggio a Isernia di Celestino V.

Una devozione che suscita l’entusiasmo di tutti, di diverse generazioni, perché la partecipazione non tiene conto dell’età: adulti, ragazzi e bambini sono orgogliosi di ricostruire un momento della vita del santo, stringendosi simbolicamente a esso e alle virtù del patrono della propria cittadina. Per ottenere una benedizione simbolica o un’intercessione, si cammina assieme, si prega assieme, ci si commuove assieme: nel ricordo di un ottobre antico, il 14 e il 15 del 1294, quando Celestino V (192º papa della Chiesa cattolica) attraversò la cittadina in cui era nato durante un viaggio che lo portava da L’Aquila, dove venne incoronato (in seguito all’elezione del conclave di Perugia nel luglio dello stesso anno), fino a Napoli.

A Isernia, il santo venne accolto dal re Carlo II d’Angiò, da Carlo Martello e da tutte le autorità ecclesiastiche e civili di quel tempo. La sua permanenza, che gli permise di riabbracciare il fratello Nicola e due dei nipoti, figli del suo defunto fratello Roberto, non passò inosservata. Celestino donò alla cattedrale due croci pregevoli, custodite, secondo attendibili fonti storiche, nel tesoro capitolare. Un gesto degno e meritevole di non essere scordato.

Così, più di cento figuranti si alternano nel raccontare la vicenda che, generalmente, culmina (nella parte antica della cittadina, proprio nella piazza dedicata al santo) con un abbraccio simbolico a tutta la cittadinanza. Il corteo giunge poi nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, dove sono state deposte e conservate le due croci del Papa Santo donate a Isernia.

Nulla è tralasciato al caso: i personaggi sono realmente esistiti e vengono messi in scena grazie a un’accurata ricerca storica e a uno studio approfondito dei fatti antichi della zona pentria. La bellezza degli abiti manifesta una pura devozione e la venerazione che, a ogni edizione, trapela è probabilmente frutto di una spiritualità genuina, che scaturisce da un vero e proprio atto d’amore nei confronti di un santo e di Dio.

Gli oggetti sacri, come le due croci, danno forza agli isernini. Sono esposti per non scordare che la vita dei santi va sì onorata, ma anche imitata, perché modello di carità e portatrice del sacro messaggio evangelico. Tutti i segni che si colgono durante questa processione di fedeli, uomini della Chiesa, gente del popolo, dame e cavalieri della nobiltà isernina riportano, attraverso Celestino V, a Cristo, perché è glorificato nella figura stessa del santo.

Il 24 ottobre, con inizio alle 16.30, il corteo partirà dal Palazzo della Provincia, in via Berta, per poi passeggiare lungo corso Garibaldi e arrivare in piazza Celestino V (in caso di maltempo, la rievocazione storica si svolgerà presso l’auditorium “10 Settembre 1943”, in corso Risorgimento).

Come per ogni edizione, la direzione artistica, la sceneggiatura e la regia sono state affidate a Emilia Vitullo, che ha potuto realizzare il corteo anche grazie all’indispensabile consulenza storica di monsignor Claudio Palumbo e Fernando Cefalogli. Per la realizzazione dell’evento medievale, i costumi sono stati realizzati da Teresa Carafa, con l’assistenza della costumista Emilia Leone; la selezione musicale è stata affidata a Luigi Vitullo e l’assistenza alla regia a Greta Carnevale.

L’intera organizzazione è stata affidata alla Pro Loco di Isernia (nelle persone di Michelino Freda, Luisa Di Ninno e Fabio Cefalogli). La macchina organizzativa ha avuto il suo motore in un’armoniosa collaborazione, che dà lustro alla cittadina, tra la Curia Vescovile, i rappresentanti della politica e della cultura (Regione Molise, Provincia, Comune e Pro Loco di Isernia), associazioni culturali come l’Arsis (associazione di rievocazioni storiche di Isernia), in collaborazione con la Società di Studi Celestiniani, il Rotary Club e il Club Inner Wheel di Isernia, l’associazione Pro Crociati e Trinitari per le Rievocazioni Storiche Molisane e gli sponsor partecipanti.

Nelle edizioni del corteo storico, indiscusso protagonista per la figura di Celestino V è l’attore e regista teatrale, insegnante di recitazione e arti teatrali, Mario Farina.