{"id":13,"count":373,"description":"La perdita della memoria, delle lingue dialettali, la mancata attenzione verso le tradizioni locali (sedimentati in leggende, nomi, riti, calendari, saghe, feste popolari, canti, ordinamenti urbanistici, figurazioni della morte) o dei lavori tipici, rischia di far dissolvere il trascorso e la storia dei nostri territori, comportando la perdita di un tesoro culturale immenso. Senza volere ovviamente alimentare anacronistiche nostalgie di un passato ormai trascorso, ma in un mondo che sta attraversando un periodo di profonda recessione e nel quale la comunita\u0300 umana, probabilmente mai come prima, si interroga sull\u2019importanza di certi valori moderni, il culto della tradizione e di semplici e genuini valori assurge a sorgente vitale di senso e di spirito per uno sviluppo piu\u0300 equilibrato della societa\u0300 del domani. Le tradizioni sono usanze, consuetudini, comportamenti, leggende, proverbi, tutto quel patrimonio di saperi, che connotano l\u2019evoluzione antropologica di un gruppo sociale; rappresentano quel collante, intragenerazionale e intergenerazionale, che \u201cidentifica\u201d l\u2019appartenenza dell\u2019individuo a una \u201cunica\u201d comunita\u0300 sociale, di cui condivide le origini e il patrimonio valorial-culturale; al contempo \u201ccementificano\u201d l\u2019appartenenza di un popolo alla sua terra e alla storia che l\u2019ha caratterizzata, che l\u2019ha resa unica. La conoscenza, la valorizzazione, la diffusione della letteratura popolare, delle poesie, delle opere teatrali, specialmente di quelle in vernacolo, possono essere definite \u201cfonti di insegnamento e guida\u201d rivelatrici delle dimensioni vere della saggezza e del frutto di esperienza provenienti da un passato veramente vissuto. Nell\u2019epoca del progresso tecnico e di una cultura orientata, forse troppo spesso ciecamente, a una frenetica e costante crescita economica, e\u0300 doveroso provare a svolgere un\u2019azione di preservazione e valorizzazione della preziosa identita\u0300 culturale, delle tradizioni e dei valori che hanno accomunato la vita dei nostri territori. Conservare i nostri paesaggi, unici per il loro carattere variegato, non puo\u0300 esimere dal \u201cpreservare e valorizzare\u201d la cultura popolare che quei paesaggi ha reso vivi, connotandoli come \u201cluogo della memoria\u201d delle vite trascorse dei \u201cnostri vecchi\u201d. La figura del \u201cvecchio\u201d, per esempio, quale depositario di sensatezza e di ponderatezza, ebbe un ruolo di primo piano nella famiglia patriarcale. Decadde da questo suo ruolo e fu emarginato, quando si ritenne che non avesse piu\u0300 nulla da dire in una societa\u0300 tecnologicamente e socialmente trasformata, senza tenere in considerazione che vi sono settori di attivita\u0300 nei quali l\u2019intelligenza e la creativita\u0300 dell\u2019uomo prevalgono sul dilagante dominio delle macchine e, per ultimo, anche dei computer che, purtroppo, ubbidiscono solo alla cultura del profitto; alla crisi delle tradizioni, hanno concorso diversi fattori, quali le rapide trasformazioni di una societa\u0300 costantemente in evoluzione, l\u2019individualismo, l\u2019intellettualismo e gli influssi estranei di altre culture e civilta\u0300. 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Il recupero di questi valori e\u0300 un processo lento, che deve partire da un risveglio spirituale, da una verifica introspettiva delle coscienze, da una ricerca di nuovi rapporti umani, basati sull\u2019amore e sull\u2019umilta\u0300; esse, allorche\u0301 rispolverate e adattate opportunamente alle attuali esigenze, continueranno a far da ponte tra un passato importante e un futuro in divenire, attore di una ripartenza responsabile dei nostri territori. In tale ottica, la sacralita\u0300 delle tradizioni va interpretata come riscoperta di quelle \u201cbuone prassi\u201d, che sono parte essenziale del patrimonio morale ricevuto dai nostri avi, di cui siamo chiamati a essere garanti e difensori, trasmettendone i contenuti alle donne e agli uomini del domani gia\u0300 presenti.\r\n\r\nAntonia Pannullo","link":"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/category\/territorio\/","name":"Territorio","slug":"territorio","taxonomy":"category","parent":0,"meta":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Territorio Archivi - Polis SA Magazine<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/category\/territorio\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Territorio Archivi - Polis SA Magazine\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La perdita della memoria, delle lingue dialettali, la mancata attenzione verso le tradizioni locali (sedimentati in leggende, nomi, riti, calendari, saghe, feste popolari, canti, ordinamenti urbanistici, figurazioni della morte) o dei lavori tipici, rischia di far dissolvere il trascorso e la storia dei nostri territori, comportando la perdita di un tesoro culturale immenso. 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