{"id":1895,"date":"2020-01-09T15:30:09","date_gmt":"2020-01-09T14:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edizionipolis.it\/magazine\/?p=1895"},"modified":"2020-01-09T16:35:17","modified_gmt":"2020-01-09T15:35:17","slug":"wikipedia-e-wikipediani-incontriamo-marco-chemello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/2020\/01\/09\/wikipedia-e-wikipediani-incontriamo-marco-chemello\/","title":{"rendered":"WIKIPEDIA E WIKIPEDIANI. INCONTRIAMO MARCO CHEMELLO"},"content":{"rendered":"\n<p>Marco\nChemello \u00e8 un architetto vicentino che opera su Wikipedia, la pi\u00f9 grande\nenciclopedia digitale del mondo, da oltre 15 anni. Dal 2005 \u00e8 uno dei 100\namministratori dell&#8217;edizione italiana. Per l&#8217;associazione Wikimedia Italia ha\nsvolto in contemporanea attivit\u00e0 di volontario e dal 2015 al 2019 \u00e8 stato\ncoordinatore regionale per il Veneto. Lavora attualmente per Wikimedia Italia come formatore e <em>Wikipediano in residenza<\/em> per gli enti\nculturali (biblioteche, archivi e musei) e gli enti pubblici (enti locali, universit\u00e0 e scuole di ogni ordine\ne grado) che intendono imparare a sfruttare il mondo \u201cwiki\u201d. Conosce molto bene ovviamente il\nmondo digitale, le sue potenzialit\u00e0 ma anche i rischi a cui possiamo andare\nincontro senza un\u2019adeguata preparazione. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Cos\u2019\u00e8 un wikipediano?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>\u00c8 un utente che aiuta a scrivere Wikipedia. Fin dagli albori di questa\nenciclopedia libera (nata nel 2001), come appartenenti alla sua comunit\u00e0\nitaliana abbiamo deciso di chiamarci \u201cwikipediani\u201d (dall\u2019inglese \u201cwikipedian\u201d),\nma dato che siamo degli enciclopedisti per passione, magari avremmo potuto pi\u00f9\ncorrettamente chiamarci \u201cwikipedisti\u201d (come del resto fanno i nostri colleghi\nspagnoli). Fare i wikipediani significa essere degli utenti volontari che\nalimentano e gestiscono i contenuti dell\u2019enciclopedia libera. In pratica\nscriviamo tutti i contenuti, a volte traducendoli, giorno per giorno li\nverifichiamo, li correggiamo e li aggiorniamo, senza limitarci a consultare\n\u201cpassivamente\u201d le pagine di Wikipedia, come fa la maggior parte degli utenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La nostra \u00e8 una comunit\u00e0 di respiro internazionale, molto\nvasta e variegata. Bisogna tenere conto che Wikipedia \u00e8 scritta in quasi 300\nlingue e ogni edizione \u00e8 un sito a se stante. Al momento circa 280 di queste\nedizioni hanno una comunit\u00e0 che le sostiene e ne gestisce i contenuti. Dato che\nle comunit\u00e0 nascono su base linguistica e non nazionale, ci teniamo a dire che\nla Wikipedia italiana non \u00e8 (e non sar\u00e0 mai) una \u201cWikipedia dell\u2019Italia\u201d; \u00e8\ninvece una Wikipedia in italiano, a cui contribuisce un numero straordinario di\nutenti oltre ogni confine, a partire ovviamente dalla Svizzera italiana; ma i\nnostri utenti &#8211; sia che leggano sia che scrivano &#8211; sono in ogni parte del\nmondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La nostra comunit\u00e0 \u00e8 cresciuta molto oltre i confini di\nWikipedia, dato che nel corso del tempo sono nati da essa molti progetti\n\u201cfratelli\u201d. Quindi molti di noi oggi si riconoscono maggiormente nel termine\ncomplessivo \u201cwikipediani\u201d, a indicare che facciamo parte di un movimento molto\npi\u00f9 vasto, quello appunto di Wikimedia. Anch\u2019io sono \u201cnato\u201d come utente di\nWikipedia, poi ho iniziato a collaborare anche ad altri progetti molto belli\nnati nel frattempo &#8211; come Wikimedia Commons per le immagini e Wikidata per i\ndati &#8211; tutti improntati alla stessa filosofia dell\u2019enciclopedia libera, cio\u00e8 la\ncondivisione aperta e gratuita del sapere attraverso le licenze libere<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Come nasce la figura del\nwikipediano in residenza e a chi si rivolge?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>A mano a mano che l\u2019enciclopedia libera cresce in dimensioni,\npopolarit\u00e0 e qualit\u00e0, la sua novit\u00e0 e importanza sono riconosciute dalle\nistituzioni culturali. Biblioteche, archivi e musei di vari Paesi hanno\niniziato ad affacciarsi a questo nuovo mondo, animati da intenzioni positive ma\nspesso senza sapere come orientarsi e come iniziare a collaborare. \u00c8 nata\ndunque l\u2019esigenza di una figura riconoscibile di riferimento, che faciliti i\nrapporti di collaborazione tra le istituzioni culturali (pubbliche e private) e\nla comunit\u00e0 wikipediana, una interfaccia, un facilitatore. In pratica un\nwikipediano in residenza assume l\u2019incarico di trascorrere del tempo presso\nl\u2019istituzione ospitante, per incontrarne il personale e il pubblico, dialogare\ne far comprendere quali sono le linee guida di Wikipedia e perch\u00e9 \u00e8 importante\nrispettarle, aiutare l\u2019istituzione a condividere i propri contenuti online in\nmodalit\u00e0 Open access, imparando a sfruttare lo strumento fondamentale\ncostituito dalle licenze libere Creative Commons. Il nome di \u201cwikipediano in\nresidenza\u201d \u00e8 nato per analogia all\u2019\u201dartist in residence\u201d dei paesi di cultura\nanglosassone, dove \u00e8 frequente che un artista o uno scrittore vengano ospitati\nper un certo periodo da una istituzione culturale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il primo wikipediano in residenza \u00e8 stato ospitato nel\n2010 al British Museum di Londra. Da allora ci sono state decine e decine di\nqueste figure in molte importanti realt\u00e0 culturali. In Italia il primo\nwikipediano in residenza in un museo \u00e8 stato istituito nel 2014. A mia volta ho\ncollaborato (e continuo a collaborare) in tale veste con varie istituzioni\nculturali italiane, quali la Fondazione BEIC (Biblioteca&nbsp; Europea di Informazione e Cultura), il Museo\nnazionale della scienza e della tecnologia \u201cLeonardo da Vinci\u201d di Milano e\nl\u2019Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), uno dei vari istituti centrali\ndella Direzione degli Archivi del Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali\ncon i quali Wikimedia Italia ha intrapreso progetti di collaborazione<\/em>.\u00bb\n<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Cosa l\u2019ha spinta ad intraprendere quest\u2019attivit\u00e0 anche come\nprofessione?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Prima che una\nprofessione la mia \u00e8 una \u201cmissione\u201d che nasce in continuit\u00e0 col mio impegno di\nvolontario su Wikipedia, nel movimento Wikimedia e nell\u2019associazione Wikimedia\nItalia. Nel 2011, quando sono stato chiamato da una fondazione per la prima\nvolta a fornire un supporto professionale a professionisti degli enti\nculturali, ero gi\u00e0 da anni un utente attivo di Wikipedia. \u00c8 stato per me\nabbastanza naturale iniziare a mettere a disposizione l\u2019esperienza accumulata\nnegli anni &#8211; assieme alla passione &#8211; per aiutare altri ad affacciarsi a questo\nmondo. Un mondo affascinante, ma &#8211; mi rendo conto &#8211; non facile all\u2019inizio per\nmolti operatori culturali, che devono imparare a rivedere o \u201ccapovolgere\u201d il\nproprio modo di operare sul web in modo da rispettare le linee guida\ndell\u2019enciclopedia libera, la quale non \u00e8 un prodotto editoriale qualsiasi, n\u00e9\nun sito commerciale, n\u00e9 tanto meno un social network.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ritengo che per far\nfunzionare davvero un progetto su \u201cWiki\u201d con una istituzione culturale serva\ncoinvolgere pi\u00f9 figure diverse e in particolare numerosi volontari come gli\nutenti dei progetti Wikimedia. Come wikipediano in residenza faccio soprattutto\nda tramite, da facilitatore, e lavoro con l\u2019obiettivo di coinvolgere la comunit\u00e0\ne valorizzare i contenuti culturali offerti dall\u2019ente. Le istituzioni che hanno\ncompreso l\u2019importanza di collaborare col mondo Wikimedia e hanno fatto il primo\npasso sono ancora &#8211; specie in Italia &#8211; relativamente poche; dunque c\u2019\u00e8 molto\npi\u00f9 spazio in quest\u2019ambito di quanto si possa immaginare, anzitutto come\nvolontari ma anche come professionisti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una parte consistente\ndella mia attivit\u00e0 \u00e8 dunque condurre percorsi di formazione per gli operatori\ndel settore culturale, affiancandoli nelle loro attivit\u00e0 fino a che abbiano\nacquisito sufficiente esperienza per operare da soli. Negli ultimi anni varie\nuniversit\u00e0 italiane mi hanno inoltre chiesto di operare da tutor per i loro\nstudenti, o anche per i dottorandi, dato che scrivere voci di Wikipedia\ncostituisce per gli studenti un ottimo esercizio per apprendere le basi della\nscrittura scientifica e per i ricercatori un buon modo per imparare ad essere\nchiari e divulgativi. Allo stesso modo conduciamo progetti didattici con le\nscuole secondarie di primo e secondo grado, grazie ai quali gli studenti e gli\ninsegnanti affinano le competenze di digital literacy.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Lei conosce molto bene la rete e le norme del mondo digitale.\nCosa possiamo dire soprattutto ai giovani che usano molto internet ma conoscono\npoco i rischi a cui potrebbero andare incontro?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>La rete \u00e8 un mondo\nsorprendente e meraviglioso, ma pu\u00f2 essere anche banalizzante e pericoloso se\nnon si esercita sempre lo spirito critico, non si adottano le necessarie\nprecauzioni e non si viene educati a un uso corretto degli strumenti. Vedo\nmolta superficialit\u00e0 &#8211; anzitutto in noi adulti, prima che nei giovani &#8211;\nnell\u2019approccio alla comunicazione su Internet, che spesso si limita all\u2019uso di\npochi social network e app di messaggistica, mentre c\u2019\u00e8 molto altro da scoprire\ne imparare a sfruttare. Da questo punto di vista, Wikipedia e i numerosi altri\nprogetti Wikimedia sono una positiva eccezione a questo panorama di\nappiattimento culturale di cui siamo spettatori e vittime, causato dal\npredominio di poche immense piattaforme commerciali che sfruttano i nostri dati\npersonali con scarsa trasparenza e pochi scrupoli. Il modo in cui oggi \u00e8 cos\u00ec\nfacile orientare l\u2019opinione pubblica attraverso la disinformazione (le\ncosiddette \u201cfake news\u201d) o l\u2019informazione parziale \u00e8 un campanello d\u2019allarme; \u00e8\nfonte di grande pericolo per lo sviluppo di una sana democrazia partecipativa.\nSe non siamo capaci di discernere la qualit\u00e0 delle informazioni e delle notizie\n&#8211; quindi l\u2019affidabilit\u00e0 delle fonti &#8211; siamo destinati ad essere controllati a\nnostra insaputa, ad essere sudditi e non cittadini.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019utilizzo critico e la\ncontribuzione attiva ai contenuti delle piattaforme libere Wikimedia\ncostituiscono un buon esercizio per apprendere quelle basi di cittadinanza\ndigitale che dovremmo acquisire tutti, fin dagli inizi del nostro percorso scolastico.\nVedo quindi un rischio per i giovani &#8211; quello di essere lasciati a loro stessi\nsenza essere educati a un\u2019autentica cittadinanza digitale &#8211; ma vedo un rischio\nanche maggiore per le persone mature e della terza et\u00e0, che non utilizzano, o\nutilizzano acriticamente, questi strumenti (il cosiddetto \u201canalfabetismo\nfunzionale\u201d) e sono a rischio tutti i giorni di venire truffati da operatori\ncommerciali e politicanti da strapazzo.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Come le istituzioni culturali, quelle formative e gli enti\npubblici possono trovare delle opportunit\u00e0 nell\u2019utilizzo di Wikipedia? <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Wikipedia \u00e8 da anni il\nquinto-sesto sito pi\u00f9 consultato al mondo (trascurando per un attimo i grandi\nsiti riservati ai cinesi e controllati dal loro governo) ed \u00e8 probabilmente\nl\u2019unico non profit e senza pubblicit\u00e0 tra i primi 100. Il suo utilizzo aperto e\nlibero la rende in pratica &#8211; e di gran lunga &#8211; la migliore piattaforma per la\ndiffusione di contenuti culturali. Vari studi dimostrano che contribuire a\nWikipedia \u00e8 di gran lunga il migliore investimento da parte di un ente\nculturale a questo fine. Le istituzioni &#8211; pubbliche e private &#8211; possono entrare\nin questo circuito positivo a una condizione: adottare in modo serio una\npolitica di \u201caccesso aperto\u201d (open access) dei propri contenuti con licenze libere,\ncos\u00ec da condividerli con un pubblico potenzialmente molto vasto. Dunque,\nrendere testi, immagini, contenuti multimediali e dati riutilizzabili\nliberamente e liberamente modificabili (questo significa \u201clicenza libera\u201d). Ci\nsono ancora molte resistenze rispetto a questa modalit\u00e0 da parte di operatori\ndella cultura, sia pubblici sia privati, che cercano di difendere inutilmente\nle proprie posizioni acquisite. Questo \u00e8 &#8211; secondo il mio punto di vista &#8211; un\ngrande spreco, ma anche un grave pericolo per gli enti stessi, che sono\ndestinati ad essere spazzati via se rimangono ancorati a pratiche e concezioni\ndel passato.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E le aziende? E le associazioni? C\u2019\u00e8 spazio anche per loro su\nWikipedia?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>A mio modo di vedere,\nil modo corretto per contribuire all\u2019enciclopedia libera \u00e8 senza dubbio quello\ndegli enti e associazioni culturali che mettono a disposizione i contenuti\ndigitali in proprio possesso con licenze libere in modalit\u00e0 open access, perch\u00e9\nsollecita gli utenti a utilizzarli, se sono contenuti di qualit\u00e0. Viceversa,\nun\u2019azienda (o anche un ente) che cercasse di promuoversi su Wikipedia con le\ntecniche tradizionali del marketing andrebbe incontro ad amare sorprese, come\nla cancellazione di tutti i contenuti nel giro di pochi minuti, e il blocco\ndelle utenze per spam in caso d\u2019insistenza. Infatti, la comunit\u00e0 di Wikipedia\nnon \u00e8 affatto tenera con chi cerca di sfruttare l\u2019enciclopedia libera a scopo\npromozionale. Dunque, non c\u2019\u00e8 spazio su Wikipedia per i reputation manager o\nper coloro che promettono di inserire profili a pagamento. Solo una\npiccolissima percentuale di aziende o associazioni (per oggettiva rilevanza e\nlunga storia) hanno la possibilit\u00e0 di avere una voce su Wikipedia, della quale\ncomunque non potranno mantenere il controllo dei contenuti. Questo vale per\ntutti, dalle aziende alle persone (non \u00e8 permesso inserire il proprio CV su\nWikipedia) e persino per gli enti benefici, dato che l\u2019enciclopedia libera si\nbasa su un \u201cpunto di vista neutrale e oggettivo\u201d (NPOV) secondo il quale ogni\naffermazione va comprovata citando fonti indipendenti e autorevoli, e non tutti\ni punti di vista hanno identico peso.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Wikipedia si pone nel web per la diffusione libera della\ncultura in tutto il mondo. Ci sono Paesi che hanno oscurato o reso meno\naccessibile l\u2019enciclopedia libera?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Si, ci sono vari Paesi\ndel mondo i cui governi hanno deciso di oscurare (in tutto o in parte)\nWikipedia ai propri cittadini, ritenendo alcuni dei suoi contenuti \u201csgraditi\u201d\nal regime al potere. Ad esempio, la Cina (all\u2019interno della quale \u00e8 vietato\nanche solo citare l\u2019esistenza la rivolta di Piazza Tienanmen), alcuni Paesi\narabi e la Turchia, quest\u2019ultima da quasi tre anni (anche se la Corte\nCostituzionale turca alla fine del 2019 ha giudicato illegittimo l\u2019oscuramento\nin quanto contrario ai diritti umani). Personalmente ritengo la libert\u00e0 di cui\ngode Wikipedia in una certa nazione sia un buon \u201ctermometro\u201d per misurare il\nlivello della democrazia. Il Presidente russo Putin ha pi\u00f9 volte minacciato di\nsostituire Wikipedia con una versione aggiornata della \u201cGrande enciclopedia\nsovietica\u201d: si tratta per il momento di semplice propaganda, ma non lo trovate\npreoccupante? Potrebbe stupire alcuni, ma persino in Italia, pochi anni fa,\nabbiamo dovuto inventarci uno \u201csciopero di Wikipedia\u201d di 48 ore, quando il\nParlamento stava discutendo di una legge \u201cbavaglio\u201d per i blog che rischiava di\ndanneggiare anche Wikipedia. Il motivo ritengo sia sempre il solito: i politici\nnon gradiscono vedere riportate in rete le proprie malefatte e vorrebbero avere\nil controllo delle principali fonti d\u2019informazione, ma \u00e8 una battaglia persa.\nAlmeno finch\u00e9 siamo in democrazia&#8230;<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Come \u00e8 riuscita Wikipedia a diventare la pi\u00f9 grande\nbiblioteca digitale del mondo?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Credo che il titolo di\n\u201cpi\u00f9 grande biblioteca digitale\u201d vada di diritto al web e a Internet nel suo\ncomplesso, ma certamente Wikipedia \u00e8 il principale sito di consultazione\ngeneralista, cio\u00e8 su un po\u2019 tutti gli argomenti, al mondo. Il suo segreto\nritengo sia una combinazione tra la chiarezza dell\u2019idea di base (creare\nun\u2019enciclopedia per tutti), la piattaforma Wiki che permette a chiunque di\nmodificare facilmente i contenuti, la licenza libera che fa funzionare il\nmeccanismo della diffusione e del miglioramento continuo dei contenuti e infine\nl\u2019incredibile dedizione della sua comunit\u00e0 di utenti, che ogni giorno donano\nuna parte del proprio tempo libero.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Nel sito di Wikipedia non compaiono\nbanner pubblicitari. Come riesce a sostenersi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Riusciamo a fare a meno\ndella pubblicit\u00e0 &#8211; e di ogni sostegno governativo &#8211; grazie alle donazioni di\ntantissimi utenti. Si tratta in genere di piccole donazioni, ma la base \u00e8 molto\ngrande. Siamo in molti a ritenere che l\u2019autofinanziamento sia un fattore\nfondamentale per mantenere l\u2019indipendenza di Wikipedia. Ogni anno viene\ncondotta una grande raccolta fondi, che vanno direttamente alla Wikimedia\nFoundation negli Stati Uniti, la quale fa funzionare i server e in parte\nredistribuisce le risorse. A livello di singoli Paesi, esistono varie\nassociazioni ufficialmente riconosciute che sostengono le proprie attivit\u00e0 sul\nterritorio raccogliendo contributi detraibili e donazioni; Wikimedia Italia si\nfinanzia soprattutto grazie al 5&#215;1000; in tal modo rimaniamo liberi e\nindipendenti.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quali sono gli obiettivi futuri di Wikipedia?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>L\u2019obiettivo\nfondamentalmente di Wikipedia e di tutto il movimento Wikimedia rimane sempre\nlo stesso, cio\u00e8 offrire una fonte di conoscenza aperta e gratuita per tutti, a\nognuno nella sua lingua. Per essere davvero aperta a tutti, per\u00f2, Wikipedia\ndeve diventare pi\u00f9 inclusiva, visto che al momento \u00e8 ancora scritta\nprevalentemente da maschi bianchi occidentali. Non bastasse questo, molte voci\nsi basano su fonti storiche vecchie (quelle liberamente accessibili), pertanto\nesse tendono a rappresentare, senza volerlo, un punto di vista legato a schemi\nculturali del passato, oggi superati in molti Paesi. Ad esempio, per quanto\nriguarda il sessismo: solo una piccola parte delle biografie su Wikipedia\nriguarda le donne, le quali tendono ad essere sotto-rappresentate, come pure\nmolte altre categorie e culture minoritarie. Si potrebbe obiettare che questo\naccada semplicemente perch\u00e9 in fondo Wikipedia rispecchia la cultura, ma\nsarebbe un po\u2019 come nascondersi dietro un dito, eludendo la questione. Ritengo\nche porre rimedio a questo grave problema sia un dovere per i wikipediani e una\ngrossa sfida che comporter\u00e0 molti anni di lavoro e un notevole impegno da parte\ndi tutti, nonch\u00e9 il superamento di abitudini e schemi culturali molto consolidati\nin ognuno di noi, insomma un\u2019autentica evoluzione nel segno del\nmulticulturalismo (e non del politicamente corretto). Non tutti nella comunit\u00e0\nsi dimostrano realmente sensibili a questo problema e desiderosi di porvi\nrimedio, ma si tratta di un processo che ritengo ineludibile<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il mondo digitale corre ad una velocit\u00e0 incredibile. Nel giro\ndi pochi anni ha cambiato il nostro modo di vita. Come bisogna agire per non\ntrovarci impreparati?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>In realt\u00e0 bisogna\ncontinuare a fare quello che abbiamo sempre fatto o cercato di fare: leggere e\nstudiare! Ma dobbiamo studiare meglio e con strumenti pi\u00f9 adeguati. Uno dei\nrischi che corriamo \u00e8 quello di pensare che ormai siano sufficienti le fonti\ndisponibili online: non \u00e8 cos\u00ec, purtroppo. Non possiamo fare a meno delle\nbiblioteche. Solo una piccola parte del nostro patrimonio culturale \u00e8 stata\ndigitalizzata; a sua volta solo una piccola parte di questa \u00e8 disponibile a\ntutti in open access. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inoltre, abbiamo\nbisogno di diffondere una cultura del rispetto. Perch\u00e9 la nostra vita (digitale\ne non) possa migliorare invece di peggiorare, abbiamo bisogno di lottare sul\nserio contro alcuni fenomeni gravi, come la disinformazione e la propagazione\ndi contenuti inneggianti all\u2019odio e alla violenza, contro le violazioni sistematiche\ndella privacy dei cittadini da parte degli Stati e delle multinazionali, le\nquali eludono le leggi e realizzano enormi profitti non tassati grazie ai\nparadisi fiscali. Non solo gli Stati devono darsi da fare &#8211; creando leggi\nmigliori, maggiori tutele e coordinandosi meglio &#8211; ma anche noi singoli\ncittadini possiamo fare molto, cominciando a stare pi\u00f9 attenti a quali\ncontenuti condividere e quali no, e dove. Diffondere la gentilezza \u00e8 di per s\u00e9\nun mezzo straordinario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Wikipedia non basta, ma\n\u00e8 certamente un esempio positivo che pu\u00f2 essere seguito<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Grazie<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>\u00c8 stato un piacere. E la prossima volta che trovate un errore o una imprecisione su Wikipedia\u2026 ricordatevi di fare clic sul tasto \u201cmodifica\u201d.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>Sante Biello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOTA: <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo articolo \u00e8 concesso dagli autori con licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; (CC BY-SA) 4.0 Internazionale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-bottom-left\"><a href=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1895?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-print-title\">Download in PDF<\/span><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Chemello \u00e8 un architetto vicentino che opera su Wikipedia, la pi\u00f9 grande enciclopedia digitale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1896,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,8],"tags":[],"class_list":["post-1895","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-12","category-cultura_e_societa"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>WIKIPEDIA E WIKIPEDIANI. 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