{"id":22822,"date":"2026-10-17T00:00:00","date_gmt":"2026-10-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/?p=22822"},"modified":"2026-10-17T10:01:09","modified_gmt":"2026-10-17T08:01:09","slug":"pronto-soccorso-quando-lemergenza-diventa-attesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/2026\/10\/17\/pronto-soccorso-quando-lemergenza-diventa-attesa\/","title":{"rendered":"Pronto soccorso, quando l\u2019emergenza diventa attesa"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"559\" src=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Gemini_Generated_Image_ugq8wlugq8wlugq8-Photoroom-1024x559.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-22364\" style=\"width:600px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Gemini_Generated_Image_ugq8wlugq8wlugq8-Photoroom-1024x559.png 1024w, https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Gemini_Generated_Image_ugq8wlugq8wlugq8-Photoroom-300x164.png 300w, https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Gemini_Generated_Image_ugq8wlugq8wlugq8-Photoroom-768x419.png 768w, https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Gemini_Generated_Image_ugq8wlugq8wlugq8-Photoroom.png 1408w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>\u00a9Polis SA Magazine\u00ae<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Sanit\u00e0 Italiana \u2013 A cura della Redazione di Polis Sa Magazine<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em><strong><em>Tutte le puntate del dossier di Polis SA Magazine sono raccolte<\/em>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/category\/dossier-sanita-italiana\/?utm_source=chatgpt.com\">qui<\/a>.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pronto soccorso, quando l\u2019emergenza diventa attesa<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Dai tempi di permanenza in ospedale alla disponibilit\u00e0 delle cure vicino a casa: il confronto tra le Regioni mostra quanto sia importante verificare se la rete territoriale possa offrire alternative concrete all\u2019emergenza. I dati AGENAS, il carico dei medici di famiglia e lo stato delle nuove strutture aiutano a individuare le criticit\u00e0, ma anche i limiti di ci\u00f2 che oggi possiamo affermare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il problema non comincia sempre in ospedale<\/h3>\n\n\n\n<p>Quando si parla di pronto soccorso, l\u2019attenzione si concentra quasi sempre su ci\u00f2 che accade dentro l\u2019ospedale: pazienti in attesa, barelle nei corridoi, tempi lunghi per una visita, difficolt\u00e0 nel trovare un posto letto. \u00c8 comprensibile, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che il problema diventa visibile. Ma per capire perch\u00e9 il sistema arrivi a queste situazioni bisogna allargare lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pronto soccorso non \u00e8 un ambulatorio aperto a ogni ora per qualsiasi necessit\u00e0. \u00c8 il servizio destinato a valutare e trattare le condizioni acute, stabilendo le priorit\u00e0 sulla base della gravit\u00e0 clinica. Se una persona rischia la vita, deve essere assistita immediatamente; chi presenta una condizione meno grave pu\u00f2 dover attendere mentre vengono trattati i casi pi\u00f9 urgenti. Il tempo trascorso in sala d\u2019attesa, quindi, non pu\u00f2 essere giudicato senza conoscere il codice di triage e il percorso clinico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra domanda, altrettanto importante: quante persone che si rivolgono all\u2019emergenza avrebbero potuto trovare una risposta appropriata in un altro servizio, se quel servizio fosse stato realmente accessibile? E quanti pazienti, dopo una prima valutazione o una decisione di ricovero, restano in pronto soccorso perch\u00e9 mancano posti letto o alternative assistenziali?<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo rispondere a queste domande contando soltanto gli accessi. Dobbiamo esaminare l\u2019intera rete, dal medico di famiglia alla continuit\u00e0 assistenziale, dalle Case della Comunit\u00e0 all\u2019assistenza domiciliare, dagli Ospedali di Comunit\u00e0 alle Centrali Operative Territoriali. \u00c8 il passaggio che collega questa settima puntata del <em><a href=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/category\/dossier-sanita-italiana\/\"><strong>Dossier Sanit\u00e0 italiana<\/strong><\/a><\/em> alle precedenti: dopo aver verificato le risorse, il personale e lo stato della sanit\u00e0 territoriale, dobbiamo capire se e quanto questi elementi possano incidere sulla pressione esercitata sui pronto soccorso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cosa raccontano i dati dell\u2019emergenza<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Ministero della Salute raccoglie attraverso il Sistema informativo per il monitoraggio dell\u2019assistenza in Emergenza-Urgenza (EMUR) i dati relativi agli interventi del 118 e agli accessi in pronto soccorso. Il flusso informativo comprende le caratteristiche delle strutture, gli accessi e le dimissioni, le prestazioni erogate e gli esiti dei percorsi. AGENAS utilizza questi dati anche per analizzare la distribuzione regionale degli accessi, i codici di triage, la permanenza in pronto soccorso e gli accessi seguiti da ricovero.<\/p>\n\n\n\n<p>La valutazione delle performance pubblicata nel novembre 2025, riferita ai dati 2024, ha evidenziato differenze significative tra strutture. Tra gli indicatori esaminati figurano la quota di accessi con permanenza pari o superiore a otto ore e gli accessi che si interrompono prima della conclusione del percorso assistenziale. Sono risultati riferiti a singoli ospedali e a specifici indicatori: non costituiscono una classifica complessiva delle Regioni e non descrivono una situazione aggiornata all\u2019intero 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere la portata del problema, \u00e8 essenziale interpretare correttamente le misure utilizzate. Una permanenza di almeno otto ore non significa necessariamente che il paziente abbia aspettato otto ore prima di essere visitato: misura la durata complessiva dell\u2019accesso, che pu\u00f2 comprendere accertamenti, consulenze, osservazione e attesa del trasferimento in reparto. Per valutare il funzionamento dell\u2019emergenza occorre distinguere il tempo alla prima valutazione clinica dalla durata dell\u2019intero percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei risultati AGENAS diffusi nel novembre 2025, tra le strutture con una quota elevata di accessi con permanenza superiore alle otto ore figuravano il Sant\u2019Andrea di Roma, con il 23,6%, e l\u2019Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, con circa il 23%. Per l\u2019AOU di Verona era riportato il 17,5%, mentre per l\u2019AOU di Padova il 2,9%. Anche Tor Vergata, a Roma, risultava tra le strutture con valori elevati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto segnala una forte variabilit\u00e0, ma non basta da solo a stabilire quali ospedali funzionino meglio in assoluto. I dati vanno letti considerando la complessit\u00e0 dei casi, il tipo di accesso, gli esiti e il metodo di calcolo dell\u2019indicatore. La permanenza prolungata pu\u00f2 dipendere da pi\u00f9 fattori: difficolt\u00e0 nel percorso diagnostico, necessit\u00e0 di ulteriori consulenze, osservazione clinica o indisponibilit\u00e0 di posti letto nei reparti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 decisivo. Quando un paziente deve essere ricoverato ma il reparto non pu\u00f2 accoglierlo, l\u2019area dell\u2019emergenza rischia di trasformarsi in uno spazio di attesa improprio. I posti occupati da chi \u00e8 gi\u00e0 in attesa di ricovero non sono disponibili per i nuovi arrivi: la pressione si trasferisce cos\u00ec sull\u2019intero servizio. \u00c8 una delle ragioni per cui il sovraffollamento non pu\u00f2 essere attribuito soltanto al numero di persone che si presentano al pronto soccorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra criticit\u00e0 riguarda gli accessi che si interrompono prima della conclusione del percorso assistenziale. Nelle ricostruzioni dei risultati diffusi nel novembre 2025, tra le strutture con valori elevati figuravano il Cervello di Palermo, con il 24%, e l\u2019Azienda dei Colli di Napoli, con il 23%; il Civico e il Giaccone di Palermo erano indicati al 18%, mentre Tor Vergata a Roma risultava al 15%. Tra i valori pi\u00f9 contenuti figuravano Terni, con lo 0,3%, Padova, con l\u20191%, e il San Matteo di Pavia, con l\u20191,2%.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso bisogna rispettare la definizione dell\u2019indicatore: non \u00e8 corretto trasformare automaticamente questi valori in una misura generale di tutti i pazienti che rinunciano alle cure o affermare che ogni interruzione sia causata dall\u2019attesa. Per comprenderne le ragioni occorre distinguere le diverse situazioni, verificare i criteri di rilevazione e analizzare i dati di ogni struttura. Quando il fenomeno assume dimensioni rilevanti, tuttavia, \u00e8 necessario chiedersi se i tempi, l\u2019organizzazione e le modalit\u00e0 di presa in carico siano adeguati.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019emergenza comincia prima dell\u2019ospedale<\/h3>\n\n\n\n<p>La tempestivit\u00e0 della risposta sanitaria non dipende soltanto da ci\u00f2 che accade dopo l\u2019arrivo al pronto soccorso. Per una persona in condizioni critiche, anche il tempo necessario perch\u00e9 un mezzo di soccorso raggiunga il luogo dell\u2019evento pu\u00f2 incidere sulla possibilit\u00e0 di ricevere cure tempestive. La distribuzione delle postazioni, la disponibilit\u00e0 di mezzi e personale, la viabilit\u00e0 e le distanze concorrono a determinare il risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>I tempi di risposta del 118 e le permanenze in pronto soccorso misurano fasi differenti e non devono essere confusi. Il primo indicatore riguarda la risposta prima dell\u2019arrivo del personale sanitario sul luogo dell\u2019emergenza; il secondo descrive una parte del percorso all\u2019interno della struttura. Entrambi, per\u00f2, contribuiscono a delineare la capacit\u00e0 complessiva del sistema di rispondere al bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per confrontare correttamente le aziende sanitarie occorre utilizzare indicatori omogenei, verificare il periodo di riferimento e distinguere i tempi medi dai singoli interventi. Una media regionale o aziendale, infatti, non racconta da sola le differenze tra aree urbane, zone rurali, territori montani e localit\u00e0 difficili da raggiungere. Per questo, prima di inserire in una graduatoria editoriale i tempi medi di arrivo dei mezzi di soccorso, \u00e8 necessario ricondurre ciascun valore alla relativa scheda ufficiale e alla definizione dell\u2019indicatore.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa cautela vale per il trasferimento del paziente verso una struttura pi\u00f9 attrezzata. La disponibilit\u00e0 di un mezzo non coincide automaticamente con la possibilit\u00e0 di completare rapidamente il percorso: incidono la distanza, le condizioni ambientali, la disponibilit\u00e0 della struttura di destinazione e il coordinamento fra i servizi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La domanda decisiva: che cosa succederebbe con una rete territoriale pi\u00f9 efficiente?<\/h3>\n\n\n\n<p>Immaginiamo un sistema in cui una persona che non presenta segnali di emergenza possa ottenere una valutazione medica tempestiva anche fuori dall\u2019ospedale; in cui il medico di famiglia abbia il tempo e la possibilit\u00e0 di seguire i pazienti cronici; in cui la continuit\u00e0 assistenziale sia disponibile quando serve; in cui l\u2019assistenza domiciliare riesca a intervenire sulle persone fragili e le strutture territoriali lavorino in collegamento con i reparti ospedalieri.<\/p>\n\n\n\n<p>In una rete di questo tipo, una parte dei bisogni non urgenti potrebbe ricevere una risposta alternativa al pronto soccorso. Alcuni peggioramenti clinici potrebbero essere riconosciuti prima, alcuni trasferimenti potrebbero essere evitati e alcuni pazienti dimessi dall\u2019ospedale potrebbero proseguire il percorso assistenziale a domicilio o in una struttura intermedia appropriata. Non sarebbe una soluzione a ogni problema, ma potrebbe contribuire a utilizzare meglio le risorse disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p>La distinzione \u00e8 importante: una rete territoriale efficiente non serve a impedire ai cittadini di andare in pronto soccorso, ma a garantire che ciascuno trovi il servizio adatto al proprio bisogno. Un dolore toracico, un trauma importante, una difficolt\u00e0 respiratoria grave o un sintomo improvviso potenzialmente pericoloso richiedono una valutazione urgente. Non \u00e8 possibile invitare le persone a evitare l\u2019ospedale sulla base di una valutazione autonoma della gravit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il beneficio potenziale riguarda soprattutto i casi in cui esista un\u2019alternativa clinicamente appropriata e accessibile. Se il medico di famiglia non \u00e8 disponibile, la continuit\u00e0 assistenziale non \u00e8 raggiungibile, una Casa della Comunit\u00e0 non offre il servizio necessario o non esiste un percorso chiaro per la presa in carico, il pronto soccorso pu\u00f2 diventare l\u2019unica porta percepita come affidabile.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi il problema del ricovero. Un paziente che ha gi\u00e0 ricevuto le cure necessarie in pronto soccorso pu\u00f2 restare in attesa di un letto in reparto. In questo caso, la medicina territoriale pu\u00f2 aiutare soltanto in situazioni selezionate e quando esistono le condizioni cliniche per un percorso alternativo. La pressione dipende anche dall\u2019organizzazione ospedaliera, dalla disponibilit\u00e0 dei posti letto, dai tempi di dimissione e dalla capacit\u00e0 di trasferire i pazienti verso altri livelli assistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo non sarebbe corretto affermare che una migliore sanit\u00e0 territoriale risolverebbe da sola il sovraffollamento. Potrebbe contribuire a ridurre una parte degli accessi evitabili e a migliorare la continuit\u00e0 delle cure; non pu\u00f2 sostituire il personale, i posti letto e le competenze necessari all\u2019ospedale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La mappa regionale: strutture previste, servizi attivi e carico della medicina generale<\/h3>\n\n\n\n<p>Per verificare quanto sia plausibile questa relazione abbiamo incrociato il monitoraggio AGENAS sul decreto ministeriale 77\/2022, con dati al 31 dicembre 2025 e rapporto pubblicato nell\u2019aprile 2026, con i dati SISAC sui medici di medicina generale al 1\u00b0 gennaio 2025, analizzati dalla Fondazione GIMBE nel marzo 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>La tabella non \u00e8 una classifica della qualit\u00e0 sanitaria. \u00c8 una fotografia comparativa di alcuni elementi che possono influire sulla capacit\u00e0 di rispondere ai bisogni prima che arrivino in ospedale. Per le Case della Comunit\u00e0 distinguiamo il numero programmato, quelle dichiarate con almeno un servizio attivo, quelle con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi e quelle che risultavano pienamente operative, con i requisiti di presenza medica e infermieristica previsti dal DM 77. Per le COT indichiamo quante risultavano pienamente funzionanti rispetto al totale programmato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019assistenza domiciliare, la copertura indica la percentuale di distretti con almeno un erogatore pubblico o privato operativo. La colonna relativa all\u2019assistenza medica del MMG indica invece la presenza del servizio in almeno un erogatore nei distretti regionali: non misura quanti medici siano disponibili n\u00e9 la frequenza delle visite domiciliari. Il carico medio dei medici di famiglia \u00e8 riferito ai dati SISAC al 1\u00b0 gennaio 2025.<\/p>\n\n\n\n\n<div style=\"width:100%;overflow-x:auto;-webkit-overflow-scrolling:touch;\">\n<table style=\"width:100%;min-width:1050px;border-collapse:collapse;font-size:14px;line-height:1.45;\">\n<caption style=\"caption-side:top;text-align:left;padding:8px 0;font-weight:600;\">\nCase della Comunit\u00e0, COT, assistenza domiciliare e carico dei medici di famiglia: confronto regionale\n<\/caption>\n<thead>\n<tr style=\"background:#e9eef2;color:#172b3a;\">\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:left;\">Regione o Provincia autonoma<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">Case della Comunit\u00e0 programmate<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">Almeno un servizio attivo<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">Tutti i servizi obbligatori attivi<sup>*<\/sup><\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">Pienamente operative<sup>**<\/sup><\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">COT funzionanti \/ programmate<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">Distretti con ADI attiva<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">Distretti con assistenza domiciliare MMG<\/th>\n<th scope=\"col\" style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">Assistiti medi per MMG<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Abruzzo<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">42<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">13\/13<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.216<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Basilicata<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">19<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">6\/6<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.153<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Calabria<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">63<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">21\/21<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.242<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Campania<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">168<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">39<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">63\/66<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">85%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.425<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Emilia-Romagna<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">187<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">143<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">43<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">15<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">47\/47<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.420<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Friuli-Venezia Giulia<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">32<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">30<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">12\/12<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.473<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Lazio<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">145<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">96<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">13<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">6<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">61\/61<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">78%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.314<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Liguria<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">34<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">22<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">12<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">4<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">17\/17<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">74%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">42%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.345<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Lombardia<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">207<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">150<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">76<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">22<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">106\/127<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">20%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.533<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Marche<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">46<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">43<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">8<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">15\/15<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.406<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Molise<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">13<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">3\/3<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.154<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Provincia autonoma di Bolzano<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">12<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">5\/5<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.525<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Provincia autonoma di Trento<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">13<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">5<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">5\/5<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.388<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Piemonte<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">96<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">36<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">9<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">5<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">43\/43<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.407<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Puglia<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">121<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">3<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">44\/44<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.331<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Sardegna<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">79<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">41<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">0<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">16\/24<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.384<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Sicilia<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">154<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">12<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">4<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">50\/50<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.177<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Toscana<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">159<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">79<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">27<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">39\/39<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.413<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Umbria<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">22<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">8<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">5<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">2<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">9\/9<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.223<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\"><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Valle d\u2019Aosta<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">4<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">4<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1\/1<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.432<\/td><\/tr>\n<tr><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;\">Veneto<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">99<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">64<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">13<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">3<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">49\/49<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">100%<\/td><td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:8px;text-align:center;\">1.526<\/td><\/tr>\n<tr style=\"background:#e9eef2;font-weight:700;\">\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;\">Italia<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">1.715<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">781<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">219<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">66<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">625\/657<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">99%<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">92%<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #b8c2cc;padding:9px;text-align:center;\">1.383<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n\n<p style=\"font-size:13px;line-height:1.5;margin-top:12px;\"><strong>Fonte:<\/strong> AGENAS, Monitoraggio DM 77\/2022, II semestre 2025, dati al 31 dicembre 2025; Fondazione GIMBE, analisi su dati SISAC al 1\u00b0 gennaio 2025.<\/p>\n\n<p style=\"font-size:13px;line-height:1.5;\"><sup>*<\/sup> Strutture con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi, senza includere necessariamente il rispetto degli standard di presenza medica e infermieristica.<\/p>\n\n<p style=\"font-size:13px;line-height:1.5;\"><sup>**<\/sup> Strutture con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi e presenza medica e infermieristica conforme agli standard del DM 77\/2022.<\/p>\n\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-05632029db11419b895fe2527d27a9af\"><\/p>\n\n\n\n<p>Il dato di 219 Case della Comunit\u00e0 con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi e quello di 66 strutture pienamente operative descrivono due livelli distinti. Le prime non necessariamente rispettavano anche gli standard di presenza medica e infermieristica; le seconde risultavano conformi anche a tali requisiti. In totale, quindi, 285 strutture avevano tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi, ma soltanto 66 risultavano pienamente operative secondo gli standard del DM 77\/2022. La distinzione \u00e8 sostanziale: l\u2019attivazione dei servizi non coincide automaticamente con la piena operativit\u00e0 della struttura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dato di 219 strutture nella terza colonna e quello di 66 nella quarta descrivono due livelli distinti del monitoraggio. GIMBE considera complessivamente 285 Case della Comunit\u00e0 con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi; tra queste, 66 risultavano pienamente operative secondo i requisiti di personale. La differenza \u00e8 sostanziale: attivare i servizi e garantire la presenza dei professionisti secondo gli standard previsti non sono la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cosa emerge dal confronto<\/h3>\n\n\n\n<p>Il primo dato \u00e8 la distanza tra programmazione e operativit\u00e0 delle Case della Comunit\u00e0. Alla fine del 2025, a fronte di 1.715 strutture programmate, 781 risultavano dichiarate con almeno un servizio attivo. Di queste, 219 avevano tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi, senza necessariamente soddisfare i requisiti di presenza medica e infermieristica; 66 risultavano pienamente operative secondo gli standard del DM 77. Questo non significa che tutte le altre fossero prive di attivit\u00e0: indica che attivazione iniziale, completezza dei servizi e piena operativit\u00e0 sono livelli diversi, che non devono essere confusi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le differenze regionali sono rilevanti. L\u2019Emilia-Romagna aveva 143 strutture con almeno un servizio attivo su 187 programmate, mentre la Lombardia ne aveva 150 su 207. In Friuli-Venezia Giulia erano 30 su 32 e nelle Marche 43 su 46. In Campania, su 168 strutture programmate, 39 risultavano con almeno un servizio attivo, ma nessuna era pienamente operativa secondo tutti gli standard. In Puglia, su 121 programmate, tre avevano almeno un servizio attivo e nessuna risultava pienamente operativa. In Basilicata non risultavano Case della Comunit\u00e0 con almeno un servizio attivo nella rilevazione di fine 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono dati riferiti a quella data, non una certificazione della situazione al 16 ottobre 2026. Il monitoraggio AGENAS del primo semestre 2026 compare nel catalogo dei servizi dell\u2019Agenzia, ma nella documentazione pubblica consultata non \u00e8 disponibile un nuovo rapporto nazionale consolidato con i risultati regionali. Il termine del 30 giugno 2026 previsto per i target PNRR \u00e8 ormai trascorso: per valutare il risultato raggiunto occorre distinguere le strutture dichiarate attive, quelle conformi agli standard e quelle formalmente validate ai fini del target. Non possiamo presumere che il quadro di fine 2025 sia rimasto invariato, n\u00e9 anticipare risultati non ancora documentati pubblicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro delle Centrali Operative Territoriali \u00e8 diverso. AGENAS registrava 625 COT pienamente funzionanti su 657 programmate. In molte Regioni il numero delle centrali funzionanti coincideva con quello delle strutture programmate; le differenze pi\u00f9 evidenti riguardavano la Lombardia, con 106 COT funzionanti su 127, e la Sardegna, con 16 su 24. Il target PNRR di 480 COT era gi\u00e0 stato raggiunto secondo il monitoraggio. La presenza di una centrale funzionante, tuttavia, non dimostra da sola che l\u2019intera rete sia coordinata efficacemente: il suo compito dipende dalla disponibilit\u00e0 dei servizi con cui deve lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche gli Ospedali di Comunit\u00e0 mostrano una distanza tra programmazione e attivit\u00e0. Nel rapporto AGENAS al 31 dicembre 2025 risultavano attive 163 strutture, per un totale di 2.921 posti letto. Il monitoraggio dei servizi dichiarati attivi evidenziava, tuttavia, che nessuna Regione aveva ancora completato tutti i requisiti per la piena operativit\u00e0 del modello. Sono strutture pensate per pazienti che non necessitano di un ricovero per acuti ma non possono essere assistiti in sicurezza a domicilio: la loro funzione dipende quindi dalla disponibilit\u00e0 di personale, dall\u2019effettiva attivazione dei servizi e dal collegamento con ospedali e assistenza territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assistenza domiciliare richiede una lettura altrettanto attenta. Il monitoraggio AGENAS indicava una copertura ADI pari al 99% dei distretti italiani: significa che in quasi tutti i distretti era presente almeno un erogatore pubblico o privato operativo. Non garantisce che ogni cittadino possa ricevere tempestivamente tutte le prestazioni necessarie. La presenza dell\u2019assistenza medica del MMG in almeno un erogatore era indicata nel 92% dei distretti a livello nazionale, con differenze regionali marcate: 42% in Liguria, 20% in Lombardia, 78% nel Lazio e 85% in Campania. Questi valori non misurano la qualit\u00e0 complessiva dell\u2019assistenza domiciliare, ma mostrano che una copertura formalmente elevata pu\u00f2 nascondere differenze nella composizione dei servizi disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, il carico medio dei medici di famiglia aiuta a completare il quadro. Secondo SISAC, al 1\u00b0 gennaio 2025 i 36.812 medici di medicina generale avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media nazionale di 1.383 persone per medico. Il dato non equivale al numero di cittadini privi di medico: misura il carico medio dei professionisti in servizio. Una media regionale relativamente bassa, inoltre, non esclude che singoli comuni o ambiti siano privi di un medico disponibile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Medici di famiglia: la crisi non si ferma al dato medio<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi pubblicata da Fondazione GIMBE il 17 marzo 2026, basata sui dati SISAC al 1\u00b0 gennaio 2025, stima una carenza complessiva di <strong>5.716 medici di famiglia<\/strong>, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Per calcolarla, GIMBE ha assunto come riferimento un medico ogni 1.200 assistiti, considerando anche la distribuzione territoriale e la prossimit\u00e0 degli ambulatori. Si tratta di una stima del fabbisogno, non del conteggio ufficiale di altrettanti posti vacanti: il fabbisogno effettivo dipende dagli ambiti territoriali e dalle regole applicate dalle singole aziende sanitarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Le situazioni pi\u00f9 critiche, secondo questa stima, riguardavano Lombardia, con 1.540 medici mancanti, Veneto con 747 e Campania con 643. Seguivano Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio. La Sicilia non presentava una carenza nella stima basata sulla media regionale, ma questo non esclude che esistano ambiti territoriali o singole aree in cui i cittadini incontrino difficolt\u00e0 nel trovare un medico.<\/p>\n\n\n\n<p>La riduzione del numero di medici \u00e8 un elemento strutturale. Tra il 2019 e il 2024 i MMG sono diminuiti di 5.197 unit\u00e0, pari al 14,1%, passando da 42.009 a 36.812. Il calo pi\u00f9 marcato \u00e8 stato registrato in Sardegna, con il 40,3%. GIMBE segnala inoltre che, tra il 2025 e il 2028, 8.180 medici raggiungeranno o raggiungerebbero il limite di et\u00e0 pensionabile, mentre le borse di formazione in medicina generale sono diminuite nel 2025 rispetto all\u2019anno precedente. Anche nello scenario pi\u00f9 favorevole considerato dalla Fondazione, il ricambio generazionale non sarebbe sufficiente a compensare tutte le carenze stimate e i pensionamenti attesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi dati aiutano a capire perch\u00e9 la medicina generale debba essere considerata parte della discussione sui pronto soccorso. Ma il rapporto non pu\u00f2 essere semplificato: non possiamo affermare che ogni medico mancante produca un determinato numero di accessi in pi\u00f9 in ospedale, n\u00e9 che una media regionale favorevole garantisca ovunque un servizio accessibile. Per dimostrare una relazione servirebbe confrontare, nello stesso periodo e per ciascun territorio, carico dei medici, disponibilit\u00e0 effettiva degli ambulatori, accessi in pronto soccorso, codici di triage, ricoveri e tempi di permanenza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le Regioni: dove si aprono le domande pi\u00f9 importanti<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Lombardia e Veneto.<\/strong> Sono tra le Regioni con il maggior carico medio di assistiti per medico di famiglia: rispettivamente 1.533 e 1.526. In Lombardia, inoltre, il monitoraggio di fine 2025 mostrava 150 Case della Comunit\u00e0 con almeno un servizio attivo su 207 programmate, ma soltanto 22 pienamente operative secondo tutti gli standard. Le COT funzionanti erano 106 su 127. In Veneto, 64 Case su 99 avevano almeno un servizio attivo e tre risultavano pienamente operative; tutte le 49 COT programmate erano dichiarate funzionanti. Questi dati non dimostrano che il carico dei MMG provochi un aumento degli accessi al pronto soccorso, ma indicano che la disponibilit\u00e0 reale dei servizi e la pressione sulla medicina generale meritano di essere esaminate insieme.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Campania.<\/strong> Su 168 Case della Comunit\u00e0 programmate, 39 risultavano con almeno un servizio attivo e nessuna era pienamente operativa secondo tutti gli standard. Le COT funzionanti erano 63 su 66 e la copertura ADI risultava presente in tutti i distretti, con assistenza medica del MMG in almeno un erogatore nell\u201985%. Il carico medio dei medici di famiglia, pari a 1.425 assistiti, era superiore alla media nazionale. La domanda da verificare \u00e8 se i servizi gi\u00e0 disponibili riescano a garantire risposte tempestive e se la rete territoriale sia in grado di intercettare una parte dei bisogni che oggi arrivano in ospedale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sicilia.<\/strong> Alla fine del 2025, 12 Case della Comunit\u00e0 su 154 programmate risultavano con almeno un servizio attivo e due erano pienamente operative secondo tutti gli standard. Le 50 COT programmate risultavano tutte funzionanti; la copertura ADI era indicata nel 100% dei distretti e il carico medio dei MMG era di 1.177 assistiti. Quest\u2019ultimo valore, pi\u00f9 basso della media nazionale, non \u00e8 sufficiente per concludere che la medicina generale sia facilmente accessibile in ogni territorio. Le medie regionali possono nascondere differenze tra citt\u00e0, aree interne, isole minori e comuni distanti dai presidi sanitari. La disponibilit\u00e0 dei servizi territoriali deve essere valutata anche in termini di orari, personale, distanze e tempi di accesso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sardegna.<\/strong> Il monitoraggio rilevava 41 Case della Comunit\u00e0 con almeno un servizio attivo su 79 programmate, ma nessuna risultava pienamente operativa secondo tutti gli standard. Le COT funzionanti erano 16 su 24. La copertura ADI risultava presente in tutti i distretti e il carico medio dei MMG era di 1.384 assistiti. In un territorio caratterizzato da aree interne, distanze e insularit\u00e0, il dato medio non basta a descrivere l\u2019accessibilit\u00e0. Bisogna verificare anche la distribuzione dei presidi, la disponibilit\u00e0 dei mezzi di soccorso, i tempi effettivi di intervento e i collegamenti tra servizi territoriali e ospedali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Liguria.<\/strong> La Regione presentava 22 Case della Comunit\u00e0 con almeno un servizio attivo su 34 programmate e quattro strutture pienamente operative secondo tutti gli standard. Tutte le 17 COT programmate risultavano funzionanti. Il dato pi\u00f9 rilevante per l\u2019assistenza domiciliare era la copertura ADI nel 74% dei distretti e la presenza dell\u2019assistenza medica del MMG in almeno un erogatore nel 42%. Questi indicatori non dimostrano che l\u2019assistenza domiciliare sia assente nel restante territorio, ma segnalano una copertura meno uniforme rispetto ad altre Regioni e giustificano una verifica pi\u00f9 approfondita dei servizi disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto regionale non consente di stilare una graduatoria della qualit\u00e0 sanitaria. Una Regione pu\u00f2 avere molte strutture attive e mantenere criticit\u00e0 nei pronto soccorso; un\u2019altra pu\u00f2 avere un\u2019organizzazione territoriale differente e rispondere ai bisogni attraverso servizi diversi. Per stabilire se la prossimit\u00e0 riduca davvero la pressione ospedaliera occorre confrontare indicatori omogenei, riferiti allo stesso periodo e alla stessa popolazione, considerando anche la gravit\u00e0 dei casi e la disponibilit\u00e0 di posti letto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le isole minori: quando la distanza diventa una variabile sanitaria<\/h3>\n\n\n\n<p>Nei territori insulari, la stessa rete deve confrontarsi con un elemento aggiuntivo: il collegamento con strutture e servizi che possono trovarsi fuori dall\u2019isola. La disponibilit\u00e0 di un presidio locale, la presenza di personale, l\u2019operativit\u00e0 dei collegamenti marittimi e la possibilit\u00e0 di attivare un trasferimento sanitario non sono aspetti accessori, ma componenti dell\u2019effettivo accesso alle cure.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema \u00e8 stato affrontato anche in sede istituzionale. Nell\u2019audizione del 23 luglio 2025 davanti alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall\u2019insularit\u00e0, AGENAS ha esaminato le criticit\u00e0 connesse all\u2019accesso ai servizi sanitari nei territori insulari. La documentazione richiama una disparit\u00e0 tra il bisogno di ricovero e la capacit\u00e0 delle strutture presenti sulle isole minori di rispondervi: una parte rilevante della domanda richiede il ricorso a presidi esterni. Il dato riguarda i ricoveri e non deve essere confuso con il numero di accessi ai pronto soccorso o con una misura diretta dei tempi di soccorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutte le isole hanno la stessa organizzazione: alcune dispongono di un ospedale con pronto soccorso, altre si affidano a servizi territoriali e a trasferimenti verso strutture sulla terraferma. Per questo non \u00e8 corretto descrivere l\u2019intero sistema insulare con un\u2019unica formula. Il punto comune \u00e8 un altro: quando una prestazione non pu\u00f2 essere erogata sul posto, la sua accessibilit\u00e0 dipende anche dalla possibilit\u00e0 concreta di raggiungere il servizio alternativo. La distanza geografica diventa cos\u00ec una variabile dell\u2019organizzazione sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza di un servizio sanitario su un\u2019isola non garantisce necessariamente la disponibilit\u00e0 di un pronto soccorso. Per valutare l\u2019accesso alle cure urgenti occorre distinguere tra ospedali per acuti, pronto soccorso ospedalieri, punti di primo intervento e servizi territoriali, considerando anche la possibilit\u00e0 di trasferire i pazienti verso strutture sulla terraferma o su altre isole. La tabella mette a confronto le principali isole minori con almeno 3.000 residenti, includendo anche i casi di particolare interesse nei quali l\u2019emergenza viene gestita senza un ospedale tradizionale.<\/p>\n\n\n\n\n<p>Il confronto distingue il pronto soccorso ospedaliero dagli altri punti di emergenza. Per \u201caltro punto\u201d si intendono PPI e PTE, non la semplice presenza del 118 o della guardia medica. I residenti sono riferiti ai dati ufficiali indicati nella colonna: quando il dato riguarda il Comune o un gruppo di isole, \u00e8 specificato nella tabella.<\/p>\n\n<div style=\"overflow-x:auto;\">\n<table style=\"width:100%;border-collapse:collapse;font-size:14px;line-height:1.45;\">\n<thead>\n<tr style=\"background:#e9eef2;\">\n<th style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:left;\">Regione<\/th>\n<th style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:left;\">Isola<\/th>\n<th style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">Residenti<\/th>\n<th style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">PS ospedaliero<\/th>\n<th style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">Altro punto di emergenza<\/th>\n<th style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:left;\">Quale servizio \/ struttura<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sicilia<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Lipari<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">12.475*<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ospedale con pronto soccorso; il dato demografico comprende il Comune insulare.<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\">\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sicilia<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Pantelleria<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">7.496*<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ospedale Bernardo Nagar.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sicilia<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Lampedusa<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">6.356**<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">PTE, Punto territoriale di emergenza. Residenti riferiti a Lampedusa e Linosa insieme.<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\">\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sicilia<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Favignana<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">4.289*<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO documentato<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Continuit\u00e0 assistenziale; nessun PPI\/PTE autonomo confermato in questa ricognizione.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sardegna<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">La Maddalena<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">10.874*<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ospedale Paolo Merlo, con pronto soccorso.<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\">\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sardegna<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Isola di San Pietro<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">5.996*<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO documentato<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Casa della Salute e servizi territoriali; non equivalgono a un PS ospedaliero.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sardegna<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Sant\u2019Antioco<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">10.854*<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO documentato<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Servizi territoriali; rete ospedaliera di riferimento nel Sulcis.<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\">\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Campania<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ischia<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">Circa 62.000<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ospedale Anna Rizzoli.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Campania<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Procida<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">Circa 10.400<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">PPI, Punto di primo intervento; da distinguere dal PS ospedaliero.<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\">\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Campania<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Capri<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">Circa 14.000<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ospedale G. Capilupi, con pronto soccorso.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Lazio<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ponza<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">Circa 3.300<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO documentato<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">118, poliambulatorio e continuit\u00e0 assistenziale; non sono equivalenti a un PS o a un PPI.<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"background:#f5f7f9;\">\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Toscana<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Isola d\u2019Elba<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:right;\">Circa 32.000<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">S\u00cc<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;text-align:center;\">NO<\/td>\n<td style=\"border:1px solid #bbb;padding:9px;\">Ospedale di Portoferraio, con pronto soccorso.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n\n<p><strong>Fonti sanitarie:<\/strong> Ministero della Salute, elenco delle strutture della rete dell\u2019emergenza ospedaliera attive al 31 dicembre 2025; aziende sanitarie regionali competenti. Il 118 e la continuit\u00e0 assistenziale sono riportati come servizi territoriali e non conteggiati come punti fisici di pronto intervento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quanto si potrebbe ridurre la pressione sui pronto soccorso?<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 la domanda che pi\u00f9 interessa ai cittadini, ma anche quella a cui non \u00e8 corretto rispondere con una percentuale inventata. I dati disponibili non consentono di stabilire in modo affidabile quanti accessi potrebbero essere evitati se tutte le Case della Comunit\u00e0 fossero operative o se l\u2019assistenza domiciliare fosse pi\u00f9 sviluppata. Per farlo occorrerebbe identificare gli accessi effettivamente gestibili altrove, tenere conto della gravit\u00e0 clinica e confrontare territori simili prima e dopo il potenziamento dei servizi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per\u00f2 possibile indicare quali risultati ci si dovrebbe attendere da una rete pi\u00f9 efficace e quali indicatori utilizzare per verificarli. Una maggiore disponibilit\u00e0 di servizi territoriali potrebbe contribuire a ridurre una parte degli accessi non urgenti; una migliore presa in carico dei pazienti cronici potrebbe prevenire alcuni peggioramenti; un\u2019assistenza domiciliare tempestiva potrebbe evitare trasferimenti non necessari; una maggiore disponibilit\u00e0 di strutture intermedie potrebbe facilitare il passaggio dall\u2019ospedale al domicilio quando clinicamente appropriato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per misurare questi effetti, per\u00f2, bisogna osservare non soltanto gli accessi totali, ma anche quelli per codice di triage, i ricoveri, gli accessi interrotti prima della conclusione del percorso, i tempi di permanenza, i tempi di risposta del 118 e la disponibilit\u00e0 dei posti letto. Se gli accessi diminuissero ma aumentassero i ricoveri urgenti o i tempi di risposta, non sarebbe possibile parlare automaticamente di un miglioramento. Allo stesso modo, una struttura territoriale potrebbe essere utile anche senza ridurre il numero totale degli accessi, perch\u00e9 potrebbe migliorare la presa in carico e la continuit\u00e0 delle cure.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato pi\u00f9 importante, quindi, non sarebbe semplicemente avere meno persone in pronto soccorso. Sarebbe garantire che ciascuna riceva la risposta appropriata, nel luogo giusto e nel tempo necessario.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La conclusione: non basta aprire una struttura<\/h3>\n\n\n\n<p>I dati mostrano che la rete territoriale italiana \u00e8 ancora disomogenea. Le COT risultavano in larga parte funzionanti alla fine del 2025, mentre per le Case della Comunit\u00e0 esisteva una distanza significativa tra programmazione, attivazione di almeno un servizio e piena conformit\u00e0 agli standard. Gli Ospedali di Comunit\u00e0 erano attivi in 163 strutture, ma nessuna Regione aveva ancora completato tutti i requisiti del modello. L\u2019assistenza domiciliare aveva raggiunto una copertura nominale del 99% dei distretti, ma la presenza di almeno un erogatore non garantisce automaticamente una presa in carico continua, tempestiva e adeguata alla complessit\u00e0 dei bisogni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro regionale mette in evidenza situazioni differenti, ma non autorizza una classifica semplice tra sistemi sanitari. Una Regione pu\u00f2 avere un numero elevato di strutture attive e mantenere criticit\u00e0 nei pronto soccorso; un\u2019altra pu\u00f2 avere una rete formalmente meno sviluppata ma organizzare diversamente i servizi. Per stabilire se la prossimit\u00e0 riduca davvero la pressione ospedaliera occorre confrontare indicatori omogenei e riferiti allo stesso periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto da cui partire \u00e8 dunque chiaro: una sanit\u00e0 territoriale efficiente potrebbe contribuire a ridurre gli accessi evitabili e a migliorare il percorso dei pazienti, ma il suo effetto deve essere misurato. Non basta contare le strutture inaugurate, n\u00e9 attribuire automaticamente ogni attesa alla carenza di servizi fuori dall\u2019ospedale. Servono dati sulla disponibilit\u00e0 reale dei professionisti, sugli orari, sui tempi di accesso e sulla capacit\u00e0 di coordinare i diversi livelli assistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pronto soccorso \u00e8 il luogo in cui le difficolt\u00e0 del sistema diventano pi\u00f9 evidenti, ma la risposta non pu\u00f2 essere cercata soltanto al suo interno. Bisogna seguire il percorso del paziente, dal primo bisogno di assistenza fino alla valutazione, alla cura e, quando necessario, al ricovero. \u00c8 l\u00ec che si potr\u00e0 capire se la riforma della sanit\u00e0 territoriale stia diventando un\u2019alternativa concreta oppure resti, almeno in parte, un progetto ancora da completare.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>Nella prossima puntata<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sanit\u00e0 italiana, il diritto alla salute \u00e8 ancora uguale per tutti?<\/h3>\n\n\n\n<p>Ottava e ultima puntata del Dossier Sanit\u00e0 Italiana. Finanziamento pubblico, liste d\u2019attesa, rinuncia alle cure e divari territoriali: il bilancio di un sistema chiamato a garantire a tutti lo stesso diritto alla salute.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fonti e metodo<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Ministero della Salute<\/strong>, Sistema informativo per il monitoraggio dell\u2019assistenza in Emergenza-Urgenza (EMUR): <a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/tema\/nuovo-sistema-informativo-sanitario\/assistenza-emergenza-urgenza\/\">https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/tema\/nuovo-sistema-informativo-sanitario\/assistenza-emergenza-urgenza\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>AGENAS<\/strong>, Pronto Soccorso: analisi nazionale e regionale basata sui dati EMUR: <a href=\"https:\/\/www.agenas.gov.it\/?catid=87&amp;id=1713%3Apronto-soccorso&amp;view=article\">https:\/\/www.agenas.gov.it\/?catid=87&amp;id=1713%3Apronto-soccorso&amp;view=article<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>AGENAS<\/strong>, Monitoraggio DM 77\/2022, rapporto nazionale del II semestre 2025, dati al 31 dicembre 2025, pubblicato il 9 aprile 2026: <a href=\"https:\/\/www.agenas.gov.it\/pnrr\/missione-6-salute\/monitoraggio-dm-77\">https:\/\/www.agenas.gov.it\/pnrr\/missione-6-salute\/monitoraggio-dm-77<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Fondazione GIMBE<\/strong>, <em>Crisi dei medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700, carenze in 18 Regioni<\/em>, 17 marzo 2026: <a href=\"https:\/\/press.gimbe.org\/press\/comunicato.it-IT.html?id=489\">https:\/\/press.gimbe.org\/press\/comunicato.it-IT.html?id=489<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Fondazione GIMBE<\/strong>, <em>PNRR: riforma della sanit\u00e0 territoriale al palo<\/em>, 31 marzo 2026: <a href=\"https:\/\/press.gimbe.org\/press\/comunicati\/comunicato.it-IT.html?id=490\">https:\/\/press.gimbe.org\/press\/comunicati\/comunicato.it-IT.html?id=490<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>SISAC<\/strong>, Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati: <a href=\"https:\/\/www.sisac.info\/\">https:\/\/www.sisac.info\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il confronto sulle strutture territoriali utilizza i dati AGENAS al 31 dicembre 2025; il carico medio dei medici di famiglia si riferisce al 1\u00b0 gennaio 2025. I dati sulle permanenze in pronto soccorso e sugli accessi interrotti si riferiscono alla valutazione delle performance pubblicata nel novembre 2025, basata sui dati 2024, e non costituiscono una serie completa di risultati regionali per il 2026. Per aggiornare il quadro dopo il 30 giugno 2026 occorre acquisire il successivo rapporto nazionale AGENAS e verificare le eventuali certificazioni dei target PNRR. I dati sono presentati distinguendo le strutture programmate, quelle con servizi attivi e quelle pienamente operative; non vengono dedotti rapporti causali tra attivazione dei servizi territoriali e pressione sui pronto soccorso in assenza di confronti omogenei.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati utilizzati sono quelli pi\u00f9 aggiornati disponibili per ciascun indicatore al momento della pubblicazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elaborazione: Redazione Polis SA Magazine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">\u00a9 Polis SA Magazine\u00ae<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"80\" height=\"65\" class=\"wp-image-21877\" style=\"width: 80px;\" src=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/cropped-cropped-Polis-SA-Magazine-copia-1.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/cropped-cropped-Polis-SA-Magazine-copia-1.png 310w, https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/cropped-cropped-Polis-SA-Magazine-copia-1-300x242.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 80px) 100vw, 80px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-black-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-6ada6faa0a6d8ec6d99611cb0df08cd4\" style=\"font-size:15px\"><strong>\u00a9Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 633\/1941 sul diritto d&#8217;autore e delle normative internazionali sul copyright. \u00c8 vietata la riproduzione, anche parziale, senza il permesso scritto della redazione<\/strong> <strong>di \u00aePolis SA Magazine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-bottom-left\"><a href=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22822?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-print-title\">Download in PDF<\/span><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settima puntata del Dossier Sanit\u00e0 Italiana. 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