{"id":561,"date":"2019-06-21T12:00:17","date_gmt":"2019-06-21T10:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edizionipolis.it\/magazine\/?p=561"},"modified":"2019-06-21T19:58:39","modified_gmt":"2019-06-21T17:58:39","slug":"alla-sera-che-si-va-per-erba-storia-di-una-canzone-popolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/2019\/06\/21\/alla-sera-che-si-va-per-erba-storia-di-una-canzone-popolare\/","title":{"rendered":"Alla Sera che si va per erba \u2013 Storia di una canzone popolare."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>A Carloforte il 24 Giugno, come da trentun anni a\nquesta parte. Il \u201cGruppo Folclorico Carolino\u201d riprendendo una antica tradizione\nlocale, attraverser\u00e0 il paese colorando le vie cittadine e riempiendole di\nmusica e&nbsp; canti, tra queste canzoni ve ne\n\u00e8 una con una storia particolare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 occasione \u00e8 quella della \u201cnotte di San Giovanni Battista\u201d, notte in cui la tradizione vuole che si raccolga un\u2019erba profumatissima, Menta Poleggio \u00a0 (nome scientifico Mentha Pulegium)\u00a0\u00a0comunemente\u00a0 nota come \u201cerba di San Giovanni Battista\u201d. Il dono dell\u2019erba a una persona cara sancisce un\u2019amicizia o un amore. La canzone che fa da colonna sonora, pi\u00f9 di altre, a questa tradizione \u00e8 quella di \u201cCarolina\u201d, conosciuta come \u201cAlla sera che si va per erba\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Vogliamo narrarvi la storia di questa canzone attraverso un racconto\nche, cos\u00ec come le tradizioni, sta in bilico sulla sottile linea che separa la\nrealt\u00e0 della fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 una storia d\u2019 amore ma anche d\u2019 incontro-scontro tra due culture, \u00e8\nla descrizione di un\u2019usanza dimenticata, il ricordo atavico di una comunit\u00e0,\nl\u2019esortazione a non lasciar morire la memoria collettiva e a tenere vivo il\nfolclore, ricchezza comune e incalcolabile di un popolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla Sera che si va per erba<\/strong> (Racconto di\nAntonello Rivano)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAmo passeggiare per le strette vie del mio paese,\nnelle prime ore del mattino o in tarda sera, quando posso ascoltare i loro\nsilenzi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono\nmomenti magici in cui ogni angolo, ogni uscio, pu\u00f2 raccontarti una storia,\nstorie di gente semplice che ha passato la propria vita in queste strade dando\nloro un\u2019anima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche\noggi sono uscito presto di casa, a caccia di storie da carpire alla strada per\npoterle poi raccontare ai miei lettori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8\nancora buio, il sole non \u00e8 ancora sorto a illuminare prima il mare e poi gli\nspazi tra le vecchie case, si sente nell\u2019aria il profumo di caff\u00e8 che\nconforter\u00e0 i pi\u00f9 mattinieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Passo\ndopo passo, lentamente , quasi con rispetto , percorro la parte pi\u00f9 antica,\nquella parte che pi\u00f9 ha da raccontare, dove i primi coloni hanno strappato agli\nsterpi la terra per iniziare a costruire il loro futuro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi\ninerpico su una scalinata dai vecchi scalini consumati da innumerevoli passi,\nquesta parte del paese \u00e8 quasi del tutto disabitata, gli abitanti hanno\npreferito costruire nuove abitazioni fuori dalle antiche mura che la\ndelimitavano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una\ncasa, dalla facciata scrostata dal tempo, attira la mia attenzione, la porta\nche da al suo interno ha ceduto al tempo e posso intravedere il suo interno:\u00c8\ncostituita da un unico vano e un soppalco in legno che doveva essere la camera\nda letto; al piano terra un tavolo con due sedie, una credenza consumati dai\ntarli e una cucina a legna in muratura costituiscono tutto l\u2019arredo .<br>\nSpingo leggermente la porta che cede docilmente, non posso resistere a quello\nche \u00e8 il mio pi\u00f9 grande pregio e difetto: la curiosit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa\ncasa deve essere disabitata da numerosi anni, il pavimento in mattonelle di\ncemento, un tempo probabilmente rosse e nere, \u00e8 divelto in vari punti, i muri\nanneriti dall\u2019 \u2018umidit\u00e0 e spogli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La\nscala che porta al soppalco ha resistito al passare del tempo e mi sembra\nancora sicura, cautamente provo a salire quegli scricchiolanti gradini.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come\nsupponevo mi trovo nella camera da letto di quell\u2019umile abitazione, quello che\nresta di un pagliericcio arrotolato \u00e8 stato il letto di chi vi aveva abitato,\nuna cassapanca con i resti del guardaroba di quello che doveva essere stato\nl\u2019unico abitante della casa: un uomo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In\nun angolo un comodino, con sopra ancora i resti dell\u2019ultima candela accesa per\nilluminare quel giaciglio, ha un piccolo cassetto che rimane leggermente\naperto, quasi un invito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Provo\nad aprirlo, \u00e8 incastrato e devo fare una certa fatica per riuscirci, ma ne vale\nla pena: al suo interno vecchi fogli ingialliti, che sembrano essere lettere, e\nuno spartito musicale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Scendo\nal piano terra, il sole ora \u00e8 sorto e qualche debole raggio illumina di\ntraverso la stanza da una piccola apertura, priva di porta che da su un piccolo\ncortile interno, ingombro di vecchie reti da pesca e nasse di giunco ormai\ninservibili.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla\nluce di quei raggi provo a leggere quelle lettere, lasciando per ultimo lo\nspartito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono\nlettere d\u2019amore, le metto in ordine cronologico anche se non \u00e8 facile, in\nalcuni punti sono talmente sbiadite che risultano illeggibili, sono cinque.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi\nimmergo in quella difficoltosa lettura: le prime tre lettere sono di una\nragazza che parla al suo fidanzato di un amore grande e di promesse di vita\nassieme, nella quarta la ragazza dice al suo uomo di come sia ostacolato questo\namore, di come sia impossibile realizzarlo e di come le loro promesse non si\npossano realizzare, la quinta invece \u00e8 scritta dal ragazzo, mai giunta a\ndestinazione perche mai consegnata, una lettera di rabbia e rancore per un\ngrande amore finito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Comincio\na capire di chi fosse stata quella dimora ,anche se poi, probabilmente, \u00e8\nancora stata abitata da altri, la zona e la tipologia della casa mi lasciano\npochi dubbi, mi occorre ancora una prova e me la d\u00e0 lo spartito: E\u2019 ancora pi\u00f9\nsbiadito e malconcio delle lettere, non sono mai stato capace a leggere la\nmusica ma riesco a leggere alcune parole del testo \u201cAlla sera che si v\u00e0 per\nerba, che si fa compare e comare, Carolina, che ti pare? Qual \u00e8 il dolce che\npiace a t\u00e8?\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ora\nne sono certo, tanti anni fa questa fu la casa di Gennarino e le lettere sono\nquelle di Carolina.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quella\ndi Gennarino e Carolina \u00e8 una storia d\u2019amore che fa ormai parte della nostra\ntradizione folcloristica, e proprio quello spartito, quella canzone, ce la\nricorda ogni anno in una notte particolare, ma lasciate che vi racconti:\nCarolina \u00e8 una ragazza del popolo, una ragazza semplice con ancora tanto sangue\nligure che le scorre nelle vene, fa parte di una famiglia che \u00e8 diretta\ndiscendete di quella gente che, partita da Pegli, si \u00e8 recata in un\u2019 isolotto\nafricano per la pesca del corallo, quell\u2019 isola poco pi\u00f9 di uno scoglio era\nTabarca.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo\ndue secoli quei liguri di terra d\u2019africa affrontano un altro viaggio, per\nun\u2019altra isola questa volta sarda, che li porter\u00e0 a fondare Carloforte, il mio\npaese.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019\ngente che deve strappare alla vegetazione lo spazio per le abitazioni e per i\npiccoli poderi nei quali coltivare vigne e orti per il fabbisogno famigliare ,\nun paese in riva al mare con alle spalle colline e campagne, un lembo di\nLiguria in una terra sarda .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gente\nforte che dovr\u00e0 subire le razzie dei pirati saraceni e le invasioni straniere,\npassare attraverso riscatti e liberazioni, vivere di pesca del corallo e del\ntonno, bonificare paludi ed estrarre il sale dalle antiche saline.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019\nfiglia di quella gente Carolina, gente umile ma fiera, forte della loro storia\ne del loro passato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le\nsue giornate sono quelle delle ragazze della sua et\u00e0, la faccende di casa per\naiutare la madre, la strada fatta con le amiche per prendere l\u2019 acqua alla\nfontana con la giara e le relative chiacchiere , la messa la domenica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019\ndurante le poche occasioni per uscire sola di casa che Carolina incontra\nGennarino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gennarino\n\u00e8 figlio di altra gente e altre tradizioni,la sua parlata non \u00e8 ligure ma\ncampana, fa parte delle famiglie che raggiunsero la nostra isola solo un secolo\ndopo la fondazione del paese.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Viene\nda Ponza la famiglia di Gennarino, altra storia, altro dialetto, altri\nmestieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Abitano\nla parte alta del paese, quasi un villaggio di pescatori \u201cnapoletani\u201d , tenuti\nin disparte dagli altri paesani , una sorta di discriminazione, anche il loro\nmestiere di pescatori di nassa e lenza viene disprezzato dai tonnarotti e\ncorallari di discendenza ligure.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tanto\n\u00e8 timida e riservata Carolina quanto \u00e8 spavaldo e sfacciato Gennarino, incontra\nCarolina per la prima volta alla fontana dove \u00e8 andato a dissetarsi,lei \u00e8 in\nattesa del proprio turno per riempire la giara di terracotta, sta scambiando\nchiacchiere e pettegolezzi con le altre donne e ride, una risata limpida come\nquell\u2019acqua che scorre dalla fonte, ride con quella bocca colore delle rose e\nGennarino non ha neppure pi\u00f9 sete, si dimentica per cosa si era venuto e rimane\nl\u00ec, incantato, ad osservare quella ragazza salda come una roccia e allo stesso\ntempo dolce come il miele, rimane li incapace di dire e fare qualsiasi cosa,\nstregato da quelle trecce rosse, colore del mare al tramonto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si\nsente osservata Carolina e si volta, \u00e8 un attimo, incrocia due occhi scuri in\ncui subito si perde, un ragazzo vestito da pescatore: scalzo con i pantaloni\narrotolati sin sotto il ginocchio;la camicia priva di bottoni, sulla maglia di\nlana, \u00e8 fermata alla vita con un nodo; un berretto di lana a retina, che da un\nlato ricade sin sopra la spalla, dal quale spuntano riccioli neri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non\n\u00e8 alto ma ha un fisico robusto e ben proporzionato, sostiene lo sguardo della\nragazza che si sente trafitta da quegli occhi: scrutata sin dentro l\u2019anima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carolina\nabbassa lo sguardo e si pone la giara sui generosi fianchi, sta per avviarsi\nverso casa ma Gennarino gli si para di fronte sbarrandole il passo: -Lascia che\npossa ancora guardarti anche se solo per pochi istanti-<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A\nquelle parole Carolina avvampa, la temerariet\u00e0 del ragazzo la infastidisce ma\nallo stesso tempo la conquista, lo evita e affretta il passo , spaventata non\ndal gesto ma da ci\u00f2 che sta provando.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non\n\u00e8 che l\u2019inizio di una storia d\u2019amore fatta di furtivi incontri e biglietti\nscambiati con la complicit\u00e0 delle amiche di lei.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gennarino,\npur se di umili origini, \u00e8 dotato di una spiccata intelligenza e doti\nartistiche, sa come parlare al cuore di Carolina e per lei compone canzoni che\nle accenna durante i loro incontri segreti, non potr\u00e0 cantarle quelle canzoni\ndurante le serenate come altri innamorati fanno alle loro belle, il loro \u00e8 un\namore reso difficile dalle loro diverse origini , un amore \u201cproibito\u201d e\nchiacchierato: Non \u00e8 sfuggito agli occhi dei paesani e ai pettegolezzi delle\ncomari, pettegolezzi giunti alle orecchie dei genitori di Carolina che hanno\navuto un violento scambio di \u201copinioni\u201d con quelli di Gennarino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma\nqueste diversit\u00e0 e questi ostacoli non hanno spaventato i due innamorati, anzi\nil loro amore si \u00e8 sentito fortificato da tutto questo e si sono dati un\nappuntamento: la Notte di San Giovanni Battista.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In\nquesta particolare notte di Giugno, oltre che andare alla ricerca di una\nprofumatissima erba che fiorisce solo in quel periodo, si accendevano fal\u00f2 e ci\nsi scambiavano promesse di amicizia ed amore: Durante questa festa si celebrava\nla consacrazione di un\u2019amicizia e di un affetto, la fratellanza e la\nsolidariet\u00e0, la fedelt\u00e0 e l\u2019amore e si andava per la campagna cantando\nstornelli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In\nquesta occasione si celebravano due riti: lo scambio della promessa fra\ninnamorati e l\u2019elezione di \u201c compari e comari\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Durante\nla promessa tra innamorati l\u2019uomo , con la mano sinistra, deponeva in seno alla\nragazza alcuni chicchi di grano, simbolo dell\u2019abbondanza, e gli stringeva la\ndestra, mentre la ragazza passava tra le sue mani il rosario, simbolo della\nfede.<br>\nLa promessa era formulata alla presenza di parenti ed amici, e dice la\ntradizione che nessun giuramento fatto la notte di San Giovanni sia mai stata\ninfranta.<br>\nGennarino e Carolina si scambiano la promessa alla presenza dei loro migliori\namici, in un angolo appartato e nascosto alla vista degli altre compagnie, poi\nsi allontanano mano nella mano per sancire in altro modo quella unione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma\nla tradizione che vuole quelle promesse mai infrante viene disattesa:\nQuell\u2019amore non ha un lieto fine, Carolina non riesce a contrastare il parere\ndei genitori, non \u00e8 cosi forte come pensava di essere e cede al loro volere,\nsposer\u00e0 un ragazzo della sua gente: un \u201ctabarchino\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gennarino\n\u00e8 disperato e pieno di rabbia, non riesce a credere alla parole scritte in quel\nbiglietto, che la sua innamorata gli ha fatto avere attraverso la solita amica,\nparole che parlano di difficolt\u00e0, di impossibilit\u00e0, di un amore finito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Scrive\nuna lettera Carolina, una lettera piena di rancore , ma poi la ripone in un\ncassetto, non \u00e8 cosi che la ferir\u00e0, non basta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Prende\nun foglio da musica e inizia a comporre quello che sar\u00e0 il suo regalo di nozze\nper lei.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Passa\nil tempo e arriva il giorno del matrimonio, una cosa semplice come semplici\nsono le famiglie degli sposi, pochi invitati , la chiesa e il modesto\nrinfresco, la sposa che piange dopo il \u201cSi\u201d, un pianto che non \u00e8 di gioia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019\nnotte, la prima notte di nozze per i giovani sposi, una notte di mezza estate,\nnella casa dove sono andati a vivere ora tutto tace e le luci sono spente, la\nstrada \u00e8 illuminata dalla luce argentea della luna, si dovrebbe sentire solo il\ncanto dei grilli nelle vicine campagne ma non \u00e8 cosi: Carolina si desta\nincredula, le \u00e8 sembrato di sentire le note di una fisarmonica, e una voce che\nconosce bene, quella di Gennarino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gennarino\nle sta facendo quella serenata che mai era riuscito a farle, ha composto una\ncanzone per lei :- \u201c\u2026Alla sera che si fa per erba, che si fa compar e comari,\nCarolina che ti pare? Quale \u00e8 il dolce che piace a te? Hai mangiato e\nconfetture degli amici e dei compari, Carolina che ti pare? Quale \u00e8 il dolce\nche piace a te?-<br>\n<br>\nIl riferimento alla notte della promessa \u00e8 chiaro, come \u00e8 chiara la domanda:\nOra che hai provato il mio \u201camore\u201d e quello di chi hai sposato, quale \u00e8 quello\nche preferisci?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carolina\nsi sente mancare, anche il marito \u00e8 sveglio e la guarda, lei si chiede se pu\u00f2\ncomprendere anche lui il significato di quella canzone, il giovane fa per\nalzarsi, minaccioso nei confronti del rivale, ma Carolina lo trattiene per un\nbraccio, il volto rigato dalle lacrime\u00ad- No, per favore no-<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La\nvoce e lo strumento ora tacciono, il regalo di nozze \u00e8 stato consegnato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><br>\nChe io sappia, da quello che \u00e8 stato tramandato, Gennarino non avr\u00e0 altri\namori, mentre Carolina continuer\u00e0 il suo infelice matrimonio che non sar\u00e0\nbenedetto da nessun figlio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ripongo\ni fogli dove li ho trovati, sono rimasti li tanti anni e li resteranno ancora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Esco\ncercando di accostare il meglio possibile la sgangherata porta, \u00e8 ormai giorno,\nil paese \u00e8 del tutto sveglio e io mi avvio verso casa per scrivere questa\nstoria, in attesa che queste vie, queste case, me ne raccontino altre.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Nota dell\u2019autore: Con l\u2019andar del tempo la comunit\u00e0 Ponzese si \u00e8 perfettamente integrata con quella Tabarchina, sino a diventarne parte indisolubile<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>Antonello Rivano<\/em><\/p>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-bottom-left\"><a href=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/561?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutogalanteoliva.it\/magazine\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-print-title\">Download in PDF<\/span><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Carloforte il 24 Giugno, come da trentun anni a questa parte. 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