Gli dèi greci erano davvero greci? -2-
GLI DÈI GRECI ERANO DAVVERO GRECI? Seconda puntata
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di Giorgio Saba
Se la lettura della prima puntata vi ha incuriosito, oggi introduco un nuovo indizio.
Dimitrina Mitova Djonova, un’archeologa bulgara, autrice dei saggi “Bulgarian and Jews” e “Origine e natura dei pozzi sacri protosardi”, venne incaricata di scavare archeologicamente due pozzi sacri; uno di questi “Funtana Coberta” presso Ballao possiede forma e proporzioni analoghe a quelle del pozzo di Garlo, vicino a Sofia.

La studiosa rilevò anche che svariati toponimi sardi, come Nugoro (Nuoro), Nuraminis, Magomadas (Macomer), Cuccuru s’Arriu, avevano significato nel linguaggio accadico, quello utilizzato dai sumeri e dai sardi.
Durante un colloquio con la Dott.ssa Djonova seppi anche che il mio cognome, Saba e altri come Caria, Cardia, Addis, Melis, Saddi, si trasferìronoin Anatolia e in Medioriente all’epoca delle migrazioni dei Popoli del Mare (1200 a. C.).
Incuriositomi, andai a leggere alcune leggende sumere:
“nel paese di Dilmun non esistono malattie né morte. Gli dèi decidono quindi di creare qui il loro paradiso, ma scarseggiano i fiumi (…) Enki, il dio Oceano o dio della acque sotterranee, fa scaturire l’acqua dal suolo (…) Dilmun diventa un lussureggiante giardino e gli dèi decidono di stabilirvisi.”
Dimitrina Djonova riteneva che nei pozzi sacri si celebrasse un rito in onore del dio Oceano, Enki. Mi chiedo se Enki non fosse un rabdomante.
Il coccio ceramico rinvenuto nel pozzo di S. Anastasia a Sardara tiene in braccio un bastone biforcuto da rabdomante. Ora guardiamo un bassorilievo raffigurante Enki e confrontiamolo con il bronzetto sardo denominato il musico essi hanno un mantello uguale.

Ma non solo, se osservo il disegno che fece Alfonso La Marmora a fine ‘800, si vede che il musico regge un bastone con biforcazione simile a quella del coccio di Sardara. Tale biforcazione venne eliminata (forse smarrita) durante il restauro da parte del Taramelli. Rimase solo un bastone che secondo G. Lilliu veniva battuto sulla testa durante riti musicali (ecco perché il nome del “musico).

(MASACCIO)
Il Bronzetto regge sulla testa un oggetto (un tamburo secondo la scienza ufficiale); guardiamolo da tutti i lati, sembra un otre per l’acqua (Enki, dio delle acque). Il bastone non più biforcuto, ma tridente, lo ritroviamo nelle rappresentazioni del dio dell’acqua Poseidone (Nettuno per i romani). Enki abitava presso le sponde del fiume Oceano. (più tardi vedremo perché questo dettaglio è importante).
Ninhursag (la dea madre?) fa spuntare otto piantine, ma ne proibisce il prelievo dei frutti (…) Enki è curioso e li mangia (…) Ninhursag lo maledice e gli toglie l’immortalità.
Mi ricorda qualcosa: IL FRUTTO PROIBITO.
Anche questo dettaglio è importante, ma per ora non voglio rivelare altro, ci risentiamo nelle prossime puntate.
CONTINUA…
Giorgio Saba
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Per approfondire:

Scusi, dov’è l’Ade? Ipotesi sulla storia antica della Sardegna
