Gli dèi greci erano davvero greci? -4-

GLI DÈI GRECI ERANO DAVVERO GRECI? Quarta puntata

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I fenici non erano davvero fenici

di Giorgio Saba

Ed eccoci alla quarta puntata di questo resoconto, con cui tento di restituire alla Sardegna quella parte di Storia che nei millenni, le è stata sottratta. Oggi gli indizi che riporto sono più pesanti di quelli delle puntate precedenti.

Una quarantina d’anni fa mi iscrissi al Corso di Perfezionamento sull’ Archeologia della Sardegna; docenti Enrico Atzeni, Maria Luisa Ferrarese Ceruti, Giovanni Lilliu. E proprio con questi effettuai diverse visite in importanti siti archeologici sardi; tra questi il Tophet di S.Antioco (Sulci). Qui Lilliu mi disse che le tante stele funerarie posizionate presso le urne contenenti ceneri di antichi bambini sulcitani, venivano prodotte anche per essere commercializzate lungo le coste Mediterranee, persino nella ricca Cartagine.

In quel periodo mi regalarono un libro di Sabatino Moscati (considerato il più grande esperto di civiltà fenicia) dal titolo L’ENIGMA DEI FENICI, pubblicato nel 1982; in quelle pagine lessi che il Moscati ricevette dal Soprintendente Ferruccio Barreca, l’incarico di effettuare scavi a S. Antioco. Si rinvenne una sorprendente quantità di reperti, che lui definì fenici (come mai così tanti?); ma non solo: in quella piccola area vennero alla luce oltre mille stele funerarie (oggi sono quasi duemila) il che consente di considerare Sulci il luogo deputato più importante del Mediterraneo per la produzione di tali lapidi.

Molte di esse vennero anche trasportate a Cartagine (esattamente come raccontatomi dal Lilliu). Dopo qualche tempo effettuai sulla mia barca a vela una escursione nel Nord della Tunisia. Non volli perdermi (era quello il vero scopo del viaggio – per quanto interessantissimo) una visita a Cartaginee, anche la guida locale che mi accompagnò nel Tophet, mi confermò la presenza di numerose stele funerarie sarde tra quelle presenti e me le indicò.

Gli studiosi tradizionalisti definivano i tophet aree funerarie di matrice fenicia (libanese?).

Ora vorrei precisare che i tophet sono stati rinvenuti in Sardegna, a Sulci, Tharros, Bitia, Monte Sirai; in Sicilia a Mozia e Lillibeo; nell’attuale Tunisia, a Cartagine e Sousse: Nemmeno uno a tutt’oggi è stato

rinvenuto in Fenicia. Si può pertanto affermare che i tophet non sono fenici.

Nella parziale marcia indietro i tradizionalisti definirono i tophet, aree sacre cimiteriali puniche ed essendo Cartagine una colonia fenicia, anch’essi potevano considerarsi fenici. Cartagine colonia fenicia? è vero?  No!!

I genetisti contraddicono questa ipotesi. L’esame di numerosi scheletri umani dell’antica Cartagine evidenza l’assenza di orma genetica libanese o siriana negli abitanti del luogo; piuttosto si rileva in essi un DNA comparabile con quello delle coeve popolazioni dell’occidente europeo e del Nord Africa.

Ora chiediamoci: si sono rinvenute stele funerarie cartaginesi a Sulci (Sulki)? No.

Vi sono più tophet in area punica che in Sardegna? No. In Sicilia? No.

È corretto definire puniche tali aree sacre? No.

Possiamo definirle SARDE? Sì.

Il più importante centro di produzione orafa dell’antichità era Cartagine? No, era THARROS.

Il toponimo MAURITANIA era sempre stato attribuito all’Africa nord occidentale oppure è nato in Sardegna sud occidentale (Sulcis) per poi estendersi all’Africa nel XII secolo a. C., durante le migrazioni dei sardi alla fine dell’età del bronzo? A voi la risposta.

Esiodo scrisse che Gerione era nipote di Medusa (regina di Sardegna e di Corsica); Erizia è figlia di Gerione e madre di Norax, il fondatore della città di Nora. Siamo partiti dalla Sardegna e sempre rimasti in Sardegna.

Ancora: le prime grandi statue a tutto tondo dell’Occidente vennero rinvenute a Mont’e Prama presso Cabras.

Sulki, Nora, Tharros, Karales erano città puniche? o piuttosto, Cartagine era in origine una città sarda?

Per ora mi fermo qui, ma nelle prossime puntate vedremo per quale arcano motivo le stele di Sulci erano così richieste nel Mediterraneo occidentale.

Vi riporterò anche altre intriganti ipotesi, non meno importanti di quelle sinora viste in questa piccola rassegna. Per ora cercate di memorizzarne i punti salienti, più avanti li dovremo riesaminare e valutare.

CONTINUA…

Giorgio Saba

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