Napoli.”La persistenza della memoria”, la fotografia che sfida il tempo

di Silvia De Cristofaro

Custodire il passato, abbattendo le dimenticanze, utilizzando la memoria per frenare e fermare il tempo. La fotografia è uno strumento che si fa magico quando il suo obiettivo è in grado di inquadrare la mente, scavare in situazioni già trascorse, concluse, chiuse, riaprirle con un click, scattare e trasformare in eternità un punto, magari ben preciso, di tempi passati che è destinato a non essere cancellato. È una potenza, la fotografia: le immagini stampate si tramandano, non vanno perdute, restano a inondarci di emozioni gli occhi ed anche il cuore.

“La persistenza della memoria” è una mostra fotografica organizzata appunto per istruirci a non rinnegare legami, sensazioni, finanche fragranze antiche e suoni che vengono custoditi nella mente. Per ammonirci a non mollare quel che resta indietro. La rassegna fotografica del Lab di Cult 202 è incentrata su un progetto tematico a livello nazionale dettato dal Dipartimento Cultura della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche che, per gli anni 2024 e 2025, ha prospettato ai suoi soci ed ai suoi gruppi di fotografi l’argomento delle “Memorie. Ciò che è stato, ciò che resta, ciò che resterà”.

Così, su questa tematica, l’inaugurazione della collettiva, che ha previsto l’esposizione di circa centoventi fotografie, del 30 maggio scorso, in uno spazio tra i più suggestivi del centro antico di Napoli (il chiostro di San Domenico Maggiore), è stata caratterizzata dal proposito di dar concretezza al passato in fermi-immagine che si trasformano in testimonianze. Ciascuno dei dieci fotografi partecipanti, ognuno per sé, ha espresso il suo modo di affrontare la memoria, di depositare un frammento di passato, un’esperienza, una visione con l’intenzione di dare una lezione: la percezione visiva rafforza il processo di memorizzazione. E se a questa pratica si include la passione e la bravura nel ritrarre oggetti o contesti o viste e sviste, scenari o paesaggi, allora una rassegna di tal genere può considerarsi straordinaria nella sua autenticità.

Carmelo Italia, Francesca Fratta, Francesca Sciarra, Francesco Blenx, Gianfranco Vista, Linda Iacuzio, Maria Leone, Mena Martino, Nataliya Striletska, Tony Limongelli esporranno fino al 6 giugno attraverso un tragitto artistico che l’organizzazione (che rientra nell’ambito del laboratorio fotografico indipendente a Napoli per iniziativa della fotogiornalista Francesca Sciarra, della docente di Arte ed Immagine Anna Serrato ed in collaborazione con la fotografa ed archivista Linda Iacuzio) ha definito ampiamente “articolato”. Complesso, dunque, perché in grado di “alternare memoria privata e memoria dei luoghi, dimensione autobiografica ed osservazione sociale”.

La mostra si articola negli spazi dell’Associazione Sportiva Virtus Partenopea, per la direzione amministrativa di Fabiana Leonardi, in vico San Domenico Maggiore n. 18 e si concluderà il prossimo sabato 6 giugno alle 10, quando sarà previsto il finissage con un’interessante visita guidata ai progetti fotografici dei dieci artisti della fotografia partecipanti.

In un tempo dominato dalla rapidità delle immagini e dal consumo immediato dei contenuti visivi” spiega l’organizzazione “La persistenza della memoria funge da antidoto alla dimenticanza“. Il laboratorio fotografico FIAF di Napoli si configura, si legge nelle note di presentazione della rassegna, come uno spazio di ricerca e soprattutto di condivisione in cui fotografi con esperienze e sensibilità differenti possono confrontarsi intorno ad un tema che è comune.

Chi crede che l’umanità si realizzi e si sintetizzi nella ricerca costante di una cooperazione e di una cura reciproca che è espressione dell’idea stessa della fraternità, non ha che da andar a percorrere, ad esplorare, a visualizzare gli attimi di memorie che val la pena immagazzinare nel nostro vissuto culturale.

Silvia De Cristofaro

Per approfondire il lavoro e il profilo dell’autore: Silvia De Cristofaro