Il colore è un linguaggio –11: Blu

Lo studio del colore interessa più discipline, tutte strettamente legate ad applicazioni concrete nella vita quotidiana di ognuno di noi, al rapporto tra le persone e alla comunicazione. Interessa la fisica, ma specialmente l’ottica per tutto ciò che avviene all’esterno del sistema visivo. La fisiologia, per quanto riguarda il funzionamento dell’occhio e la generazione, elaborazione, codifica e trasmissione dei segnali nervosi dalla retina al cervello. La psicologia, riguardo all’interpretazione dei segnali nervosi e alla percezione del colore. La psicofisica che studia la relazione tra lo stimolo e la risposta del sistema visivo (la colorimetria è una branca della psicofisica)


Undicesima puntata della rassegna sul colore e questa volta è il turno del

Il blu è forse il colore con maggiori varianti tra le definizioni normalmente in uso:

          Per citare solo le più comuni.

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Il nome di questo colore deriva dal francese bleu che a sua volta si rifaceva al provenzale antico blau, quest’ultimo affonda le radici nel termine francone blāo. Quindi di origine germanica o proto-germanica (blewaz); questa (forse) ci riporterebbe alla radice protoindoeuropea bhle-was che significa “colore della luce”, o magari al latino blavus e anche all’antico norreno blár. In definitiva, l’etimologia della parola BLU è incerta (punto).

Al tempo della civiltà greca antica era considerato un colore sconveniente, ma oggi è il colore preferito dalla maggior parte della popolazione occidentale.

Nei dipinti antichi veniva usato raramente, perché essendo ottenuto dai lapislazzuli, il suo costo era rilevante; Michelangelo, nella cappella Sistina, ne fa largo uso sul “Giudizio Universale” poiché il Vaticano se ne era assunto le spese.

CASCHI BLU – sono una forza militare non combattente al servizio dell’ONU, che si interpone tra due eserciti belligeranti, per salvaguardare la vita dei civili; in Libano l’esercito israeliano sta mostrando di non averne alcun rispetto.

BLUES – deriva dalla frase “to have the BLUE devils” avere in corpo I diavoli BLUE e indica lo stato d’animo dei musicisti che si esprimono in tale genere musicale.

RAPSODIA IN BLU – celebre brano musicale di George Gershwin, composto originariamente per due pianoforti e successivamente adattato a pianoforte più grande orchestra (con la parte polifonica arrangiata da Ferde Grofé)

BALENOTTERA AZZURRAè l’animale più grande che sia mai esistito con i suoi 28 m di lunghezza e le 160 tonnellate di peso; forse con l’eccezione, solo ipotetica, di alcuni sauropodi come il maraapunisaurus.

BARBABLÙpersonaggio della tradizione popolare tramandatoci in  una fiaba scritta da Charles Perrault nel XVII secolo.

NEL BLU DIPINTO DI BLU – canzone scritta da Domenico Modugno e conosciuta in tutto il mondo con il sottotitolo “Volare”, trionfò al Festival di Sanremo del 1958. Il testo è di Franco Migliacci che si ispirò a due quadri del pittore Marc Chagall con figure svolazzanti nel cielo blu. Ne esistono molte decine di versioni, famose anche negli USA.
PRINCIPE AZZURRO – personaggio delle fiabe, se ne contano svariati,

ma oggi è entrato nel linguaggio comune per indicare l’attesa di un partner ideale il cui arrivo è assai improbabile.

BLUè il colore del cielo, come sapeva bene Vincent Van Gogh

LAGUNA BLU BULGARI prezioso diamante del peso di 11,16 carati. Bulgari Laguna Blu è un gioiello straordinario sotto ogni aspetto; questo diamante blu a forma di pera non modificato ha ricevuto il grado più alto per un diamante blu dal Gemological Institute of America, riconoscendo il suo colore e tonalità ipnotizzanti. Questa vera meraviglia della natura è stata selezionata da Bulgari, la prestigiosa Maison in gioielleria romana, oltre cinquant’anni fa, per creare un anello per un collezionista privato esigente (per poterselo permettere, si è nutrito di alette di pollo per dieci mesi), che da allora lo ha conservato. Il diamante Bulgari Laguna sarà presentato per la prima volta sul sempre atteso tappeto rosso del Met Gala.

LAGUNA BLU  – film del 1980, che ha riscosso un grande successo e ha diviso l’opinione pubblica, facendo scandalo per la storia d’amore tra due adolescenti ivi raccontata.

Da allora numerosi villaggi turistici ne hanno adottato il nome, anche laddove la laguna non è presente.

FIFA BLU – condizione di timore intenso, tale da far assumere al viso un colorito bluastro.

MATITA BLU – veniva usata nelle scuole di primo grado per evidenziare un errore di modesta importanza (gli errori gravi venivano segnati in rosso).

AUTO BLU – parco auto destinato a politici o funzionari di alto livello. I partiti progressisti tendono ad abolirle o quantomeno a ridurne il numero. Un’inchiesta di Edoardo Nastri per il Corriere della sera, consultando i dati del Pubblico Registro Automobilistico, le ha “contate”: sono ben 37.281 le auto blu della Pubblica amministrazione. Decisamente troppe.

ABITI BLU – politici e alti funzionari un tempo solevano indossare l’abito nero, ma negli ultimi decenni il colore di prammatica è diventato il blu, solitamente di tonalità blu elettrico (è quasi d’obbligo per i politici di destra, forse in riferimento ai berlusconiani “azzurri”).

 Al funerale del più grande Papa degli ultimi secoli, i capi di stato di tutto il mondo indossavano un abito nero da lutto; solo Donald (sì proprio quello che fece una paternale a Zelenskyj per essersi presentato alla Casa Bianca in felpa) arrivò con un improbabile abito BLU (no! La foto non ve la mostro).

E i cavalli BLU dell’artista, originario di Thiesi, Aligi Sassu dove li lasciamo?

Talvolta un’architettura banale può attirare l’occhio, con una semplice tinteggiatura.

E cosa dite, questi bauletti dalla forma contorta, foderati in BLU, prodotti da Louis Vuitton, sono o non sono ispirati al Museo Guggenheim?

Con questa undicesima puntata termina la rassegna sul linguaggio dei colori:

abbiamo visto il ROSSO più passionale;

l’ARANCIO dei frutti da spremuta;

il NERO continente africano;

 il ROSA… cosa c’è di più rosa delle rose?

il GRIGIO degli elegantoni;

il BLU dei cieli della Sardegna

IL COLORE è un linguaggio a pieno titolo; semmai sono gli altri linguaggi ad aver bisogno del colore per poter esprimere al meglio le loro affermazioni, ma ora sconfiniamo nella comunicazione multimediale e/o nei metalinguaggi che, per ora, accantoniamo perché esulano dallo scopo di questa rassegna.

Conclusioni: “il linguaggio del COLORE” ha occupato, per alcuni mesi, le pagine di questo Magazine. in cui spero di non avervi annoiato; per il futuro, vedremo, se sarà il caso, di trattare altri argomenti e altri linguaggi semiotici.

Immagine di copertina Foto di Pexels da Pixabay

Un abbraccio a tutti voi!

                                 Il Vostro

Giorgio Saba