Il colore è un linguaggio – 4: Arancione
Caratteristiche e luoghi comuni sui colori principali in sardegna e altrove.
A cura di Giorgio Saba
Quarta puntata: L’arancione
Lo studio del colore interessa più discipline, tutte strettamente legate ad applicazioni concrete nella vita quotidiana di ognuno di noi, al rapporto tra le persone e alla comunicazione. Interessa la fisica, ma specialmente l’ottica per tutto ciò che avviene all’esterno del sistema visivo. La fisiologia, per quanto riguarda il funzionamento dell’occhio e la generazione, elaborazione, codifica e trasmissione dei segnali nervosi dalla retina al cervello. La psicologia, riguardo all’interpretazione dei segnali nervosi e alla percezione del colore. La psicofisica che studia la relazione tra lo stimolo e la risposta del sistema visivo (la colorimetria è una branca della psicofisica.
SEMIOTICA
Siamo alla quarta puntata di questa rassegna sulla comunicazione attraverso il colore, ma, in pratica, stiamo trattando il linguaggio dei segni, cioè trattiamo di quella recente branca della linguistica che, da circa un secolo, chiamiamo semiotica.
Occorre, a questo punto, che si faccia una precisazione, se trattiamo di un linguaggio, questo deve consentire di effettuare un discorso e pertanto soddisfare il possesso di tre componenti: la componente sintattica, la pragmatica e la semantica.
Partiamo dalla pragmatica con un semplice esempio

Se il messaggio è servito a qualcosa significa che la pragmatica è stata rispettata. E la componente sintattica? Vediamo un facilissimo esempio di discorso verbale, corretto o errato

Bene! E con il linguaggio dei segni?


Nella cultura occidentale tutti o quasi riconoscono nel dipinto di Masaccio “La cacciata dal Paradiso di Adamo ed Eva”. Ma un buddista o un taoista lo capirebbero? In questo caso la semantica non funziona

Usando solo il colore, abbiamo già visto l’esempio degli ingressi in un porto. La pragmatica è il risultato che si ottiene nel comunicare ai naviganti come entrare o uscire dal porto.

LA SEMANTICA – Nell’immaginario collettivo, il faro marittimo è un potente simbolo di guida, speranza e sicurezza in mezzo al buio e all’instabilità del mare, rappresentando un punto di riferimento stabile per i naviganti. Questi significati prescindono dalla forma o dal materiale che compone i fari, ma attiene solo alle luci, più o meno colorate che essi proiettano (o all’eventuale intermittenza di tali luci).
Un altro esempio che abbiamo già esaminato nelle puntate precedenti è il piano del colore del borgo di Portovenere.

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Chiariti questi concetti, andiamo a esaminare il quarto colore di questa rassegna.
ARANCIONE
È un colore vibrante e accogliente; Simboleggia attenzione e ricerca;
È utilizzato nei siti web per la sua caratteristica di polarizzare l’attenzione; In cromoterapia, aumenta la pressione arteriosa, rigenera il tessuto nervoso e ricarica chi è stanco; stimola la respirazione profonda.


Spesso un colore prende il nome da un frutto o da un fiore.

FIORI D’ARANCIO – simboleggiano il matrimonio (però sono bianchi);
ARANCIONE – il colore che rappresenta l’estate;
ARANCIONE – simbolo della famiglia reale olandese;
ARANCIONE – in alcuni paesi mediorientali simboleggia il lutto;
ARANCIONE – infonde l’idea di accoglienza, calore, appetenza, attenzione, ricerca;
ARANCIONE – esprime ottimismo e consapevolezza nelle proprie capacità;
Paolo conte disse che la voce di Malika Ayane aveva un timbro ARANCIONE;
GLI “ARANCIONI” o Hare Krishna sono membri dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna (ISKCON), un movimento religioso neoinduista fondato nel 1966.
Praticano il buddismo e adottano un’alimentazione latto-vegetariana.
La sessualità è ammessa solo dentro il matrimonio.


Ancora qualche esempio dell’arancione in architettura:


QUI SOTTO, IL CORTILE DELLA VILLA DELL’ARCHITETTO MESSICANO LUIS BARRAGAN

L’arancione termina qui, ma spero di non avervi annoiato e di ritrovarvi nella prossima puntata, la quinta.
Giorgio Saba
Giorgio Saba, nato a Cagliari. Laureato in Architettura a Firenze, svolge attività di libera professione. Nel 1983 frequenta un anno del Corso di Perfezionamento in Archeologia e Storia della Sardegna (docenti, Giovanni Lilliu e Enrico Atzeni).
Dal 1984 al 2017 è docente nella Scuola pubblica (negli ultimi 30 anni insegna Architettura al Liceo).
Dal 2012 al 2017 è Presidente dell´Ordine Architetti, P.P. e C. di Cagliari e ottiene l´attivazione degli Esami abilitanti la professione di Architetto. Membro dell´Osservatorio Città Metropolitane del CNAPPC. Coordinatore di URBANPRO Cagliari (Ordine Architetti, CCIAA, Confcommercio, ANCE). È stato relatore e coordinatore in oltre quaranta convegni su temi di Architettura, Paesaggio, Archeologia, Teoria del Colore, Linguaggi semiotici.
Nel 2016 pubblica il libro Scusi dov´è l´Ade? (la prima edizione va esaurita in otto mesi). Nel 2024 è uscito Sardegna: dimora antica degli dei… e di altri condomini. Per Polis ha già curato la serie, in otto puntate, Gli dèi greci erano davvero greci?

