Ven. Dic 9th, 2022

Conclusione del progetto Pon per insegnare italiano agli ucraini al Cpia di Salerno e di San Severino

Ai primi di giugno si è concluso, al Cpia (Centro provinciale istruzione adulti) di Mercato San Severino – costola operativa del più “vasto” Cpia Salerno – il progetto Pon inerente ad un corso “breve” di Lingua Italiana per Ucraini.

Di Anna Maria Noia

Il corso è iniziato a maggio. Constava di 30 ore, dedicate all’apprendimento delle principali regole grammaticali in Italiano e all’approfondimento delle tecniche di conversazione e di ascolto relative a questo non semplice idioma neolatino. Destinatari e/o coinvolti: un gruppo di circa venti/trenta persone, tutte ucraine più due “allieve” russe. Con lo status (le Ucraine) di rifugiate politiche e/o profughe (di guerra) – in merito ai recentissimi e attuali eventi bellici, che hanno interessato; sconvolto l’Ucraina e la Russia. Oltre ad altri scenari bellici. In maggior parte donne, in quanto gli uomini sono ancora “richiesti” al fronte e/o lavorano. Oppure, ancora, agli uomini fino ai 60 anni di età non è consentito di uscire – tanto facilmente – da questi Paesi martoriati. Per lo “svolgimento” del progetto ci si è “avvalsi” della collaborazione fattiva e/o della “mediazione culturale” di alunni ed ex allievi del Cpia di Salerno e provincia. Sia di San Severino che di altre zone – afferenti al centro salernitano. In qualità di interpreti e/o di coadiutori.

L’amministrazione comunale di Mercato San Severino, in convenzione con il Cpia (Salerno), ha opportunamente pubblicizzato la meritevole iniziativa mediante l’affissione di manifesti – per le strade della cittadina. Importante comprendere le sinergie tra Cpia Salerno e sedi “distaccate”, diciamo così, sempre però al servizio del territorio. Per tale corso “intensivo”, si è trattato di un progetto (ri)convertito – appositamente per Ucraini/Ucraine. Di modo da “colmare” – se così possiamo affermare – gli inevitabili svantaggi socioculturali e le difficoltà vissuti da questo fiero popolo che si trova a dover affrontare simili scenari di guerra. È da notare che ciascuna “allieva” di tale corso ha una sua propria “storia” da raccontare – a chi avrà la pazienza e la “bontà” di ascoltarla: c’è chi ha gestito (e/o gestisce) un teatro; chi ha invece visto una propria clinica veterinaria essere distrutta dalle bombe; ci sono altri “frammenti” di vita “quotidiana” sconvolti dall’invasione di questo Paese.

Il Pon ha avuto lo scopo precipuo – tra altre, innumerevoli iniziative promosse dal Centro istruzione per adulti di Salerno in solido con la sede sanseverinese e non solo – di rendere maggiormente palesi gli intenti di inclusione/integrazione/interculturalità verso le persone (definite, denominate) “straniere”. Il corso in questione si è tenuto nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì presso gli ampi locali della sede di Mercato San Severino – frazione Pandola (via dei Due Principati). Con classi soleggiate e dotate di innovativi, moderni ritrovati tecnologici. Specificamente è un corso di Italiano “L2”. Voluto e attuato per conferire alle alunne rudimenti della disciplina “Italiano”, quale lingua da studiare per la “comunicazione essenziale” nella nostra nazione e – nello specifico – a Salerno; Mercato San Severino; nell’ambito provinciale e/o regionale. Sempre questo Pon – rivolto alle allieve ucraine dai 18 ai 30 anni – ha visto protagoniste persone di tale range d’età. Ma anche più… adulte – oltre la trentina.

A coordinare il tutto, quale “tutor”, è stata Renata Cavaliere – docente di Matematica, responsabile e/o referente di numerose iniziative didattiche all’interno del Cpia sanseverinese. Sempre nell’ottica e nell’ambito dei percorsi educativi della “sede centrale” – ovvero quella di Salerno. Come ricordato in precedenza. Torniamo a noi. La Cavaliere “vanta” oltre vent’anni di “carriera” e di insegnamento all’interno del centro. Che una volta veniva detto Ctp – Centro territoriale permanente. Il quale, come adesso il Cpia, si è occupato di creare occasioni di “scolarizzazione” e di lotta all’analfabetismo (anche “di ritorno”) presso coloro (in età, appunto, adulta – ma non solo) che per vari motivi non hanno avuto l’opportunità di frequentare istituti pedagogici e istituzioni scolastiche. O per coloro che hanno lasciato la scuola. Tanti, dunque, i percorsi offerti agli adulti che intendano – magari – conseguire diplomi; certificazioni; attestati di competenze (nei più recenti quadri normativi). Sempre nell’ottica, globale e locale, del recupero dell’individuo – dal punto di vista dell’istruzione – per garantirgli un posto “certo” nella società. Con un diploma di qualità, che gli consenta di poter mostrare la propria “spendibilità” nel mondo del lavoro e delle professioni. Con… professionalità – per l’appunto. Per ciò che concerne il corso di Italiano per studenti ucraini, tra i referenti ecco il professor Giuseppe Cosentino, di Castel San Giorgio. Specializzato negli insegnamenti di Italiano e di Italiano L2. Ben quindici anni con l’istruzione degli adulti, vari “master” e/o percorsi educativi e pedagogici all’attivo. “Un progetto similare – rivela Cosentino – è stato attivato anche a Nocera Inferiore, presso l’istituto Di Pira – Genovesi”. A breve, partirà – a cura del professor Cosentino – un percorso estivo (di “scuola/estate”) ispirato dal famoso Pnrr voluto dal premier Draghi: il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si parla di un corso di “resilienza” per Ucraini. Di Cosentino, ma diretto e “a cura” del Cpia di Salerno “in generale”, diretto da Maria Montuori.

Ricordiamo che le varie, principali sedi associate – sul territorio provinciale – sono quelle di San Severino; di Nocera Inferiore; di Eboli e di Vallo della Lucania. “Resilienza ucraina” interesserà tutti gli Ucraini iscritti al Cpia Salerno. Ricordiamo che nell’ambito provinciale sono – attualmente – milleduecento iscritti. Dei quali ben mille “stranieri” (extracomunitari – è meglio). Costoro provengono da tutti i continenti, specialmente dalle aree più disagiate dell’Africa centrale; del Centro/Sud America; dell’Oriente (India, Pakistan, Sri Lanka). Del Cpia salernitano (e relative diramazioni) fanno parte circa duecento Italiani – dai 16 ai 70 anni – tornati… “in formazione” (ovvero per recuperare il fenomeno della dispersione scolastica).

L’intero “complesso” dei Cpia provinciali conta 45 insegnanti impegnati a “ri-scolarizzare” gli adulti. Una decina sono a San Severino. Sia il centro salernitano che le sue branche (provinciali) “funzionano” su tutte le 24 ore, coprendo le esigenze di tanti studenti anche in orario serale. Per contattare l’ufficio segreteria, occorre comporre – in orari di ufficio – il numero 089 301859. La nascita – anche tra Salerno e provincia – del Cpia risale al 2015. Grazie al Dpr 262, che ha instaurato questo tipo di centro didattico. Prima esisteva – come detto sopra – il Ctp, il Centro territoriale permanente. Il Cpia Salerno e quello di San Severino, nella fattispecie, garantiscono una grande offerta di ampliamento formativo: si attivano e/o si sono attivati corsi di informatica, di lingua inglese, di cinema, di scrittura collaborativa – con lavori di gruppo.

Esclamano i responsabili: “I Pon del Cpia hanno avuto il merito di aver messo in rapporto gli allievi con il mondo della formazione professionale”. Ciò grazie agli svariati percorsi, attivati a livello “centrale” e/o “periferico” dal centro. Ad esempio: il corso di pasticceria; di pizzaiolo; di lavorazione della pasta; quello per i formaggi (figura del “casaro”) e così via. “Questi progetti professionalizzanti – esprime ancora il personale del Cpia – sono stati considerati innovativi. Un vero e proprio modello di eccellenza sul territorio”. Cosa volere di più, dunque? Inoltre ci sono dei protocolli d’intesa e collaborazioni con numerose aziende presenti nel comprensorio. Ancora, è da rilevare la partecipazione del Cpia intero a “Scuola viva” (2019). “Questo – dichiarano i referenti – per sviluppare delle competenze legate, per esempio, al mondo della ristorazione e dei sommelier. Oppure per ciò che riguarda corsi sull’imprenditorialità”.

Alcune tra le materie insegnate al Cpia, sia di Salerno che delle sedi distaccate, vertono su Italiano; Geostoria; Matematica; Lingua Inglese. L’orario è articolato su 12 ore settimanali in tutto. Due i “periodi didattici”: il primo, all’uopo di conseguire la licenza media (il diploma di scuola secondaria di primo grado – primo ciclo dell’istruzione) e il secondo periodo. Durante cui si studiano le discipline comuni afferenti al primo biennio delle superiori (inizio secondo ciclo dell’istruzione). Gli allievi del Cpia – di ogni età – vedranno essere garantiti il riscatto sociale (ci sono opportunità anche per detenuti, presso le sedi carcerarie di Salerno; Eboli Icatt; Vallo della Lucania) e una celere introduzione nel mondo del lavoro. Gli esami, per gli avventori del Cpia – sia a Salerno che a San Severino, come pure negli altri distaccamenti – avvengono in sede. Quale unico ente certificatore. Infine, il Cpia Salerno “lavora” anche nel cosiddetto terzo settore (volontariato). Mediante contatti con diverse realtà associative. Ciò riguarda prevalentemente gli immigrati. “Per creare un’adeguata accoglienza per i ragazzi e gli adulti forestieri” – affermano dal centro. I migranti, pertanto, potranno conseguire – almeno – il livello A2 di Italiano. Ben vengano, quindi, progettualità come queste che hanno coinvolto gli Ucraini di Salerno, San Severino, provincia. In tutto il Cpia sono iscritti sessanta discenti ucraini. Essi, durante il Pon, hanno “lavorato” sulla comunicazione essenziale; sulla grammatica “semplice”; sull’ascolto e/o produzione orale; sulla produzione scritta. Per terminare, annoveriamo anche delle visite “d’istruzione” da effettuare e/o già effettuate dai membri Cpia: ad esempio le visite guidate al Mann di Napoli (Museo archeologico nazionale); quelle a Napoli città; quelle alla reggia di Caserta e al borgo di Caserta “vecchia”; visite ad Ercolano e a Pompei; una giornata intera sul “Sentiero degli dei” tra Cava de’ Tirreni e la “divina” costiera amalfitana. Alla festicciola conclusiva per la chiusura del Pon abbiamo potuto incontrare molti esponenti del personale del Cpia sanseverinese: il simpatico collaboratore scolastico Ciro Alfano; il già citato e disponibile prof Cosentino; la professoressa Cavaliere – di cui sopra. Ce ne sono poi tanti altri, tra i quali ricordiamo i docenti Filomena “Menita” Manzi e Stefania De Sio.



Anna Maria Noia

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