Sab. Gen 17th, 2026

La Notte dei Barbuti illumina Salerno tra Frida Kahlo e la Divina Commedia

Dal Messico ancestrale al cuore dell’Inferno dantesco: un doppio viaggio teatrale nella Notte dei Barbuti.

La magia del teatro torna ad animare il cuore di Salerno. Nell’Apollonia Hub di via San Benedetto, spazio rigenerato e restituito alla comunità, prosegue la Notte dei Barbuti, sezione speciale della quarantesima edizione del Barbuti Festival, diretta da Brunella Caputo. Una rassegna che negli anni ha trasformato il centro storico in un palcoscenico diffuso, capace di coniugare tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione.

Il fine settimana del 26 e 27 settembre porta in scena due spettacoli intensi e profondamente diversi, ma uniti dal desiderio di far dialogare l’arte con le domande del presente.

Venerdì 26 settembre 2025, alle ore 21.00, Machina Srl e Teatro Grimaldello presentano La Messi_Cana, regia di Antonio Grimaldi (ingresso 10 euro).
La figura di Frida Kahlo diventa chiave simbolica di un percorso che intreccia rituale e festa. Un inizio animale, feroce e primitivo, conduce al risveglio sciamanico e all’apparizione di Frida, moltiplicata nei volti e negli sguardi dei partecipanti. Il rito si fa festa, gioco, vita condivisa, fino al momento in cui Diego, l’amato, appare per un solo bacio che si trasforma in frattura: non la morte del corpo, ma quella dello spirito.

La scena finale si accende di colori, come un cimitero messicano popolato di doni e memorie, dove la morte diventa celebrazione di vita.

Sabato 27 settembre 2025, sempre alle ore 21.00, sarà la volta di Voci dall’inferno della Compagnia del Giullare, con Brunella Caputo e Davide Curzio, musiche dal vivo di Max Maffia, movimenti scenici di Virna Prescenzo, fotografie di Cristina Santonicola, regia di Brunella Caputo (ingresso 10 euro).
Un viaggio corale nella cantica più teatrale della Divina Commedia: le voci si rincorrono, si sovrappongono, si spezzano, evocando i suoni e le parole che Dante ha scolpito nella memoria collettiva.

Tra immagini infernali originali e suggestive, il pubblico è guidato in un percorso che alterna lentezza e accelerazione, paura e fascino, fino al bagliore finale di una luce che squarcia il buio. È il segno che dal dolore si può uscire, che esiste sempre un varco per “riveder le stelle”.

La Notte dei Barbuti conferma così la sua vocazione: essere non solo un cartellone di spettacoli, ma un’esperienza culturale e civile, un luogo dove il teatro incontra la comunità e la trasforma. La scelta di portare in scena due opere che parlano di morte e rinascita, di dolore e salvezza, non è casuale: il teatro, a Salerno, continua a essere un rito collettivo che unisce memoria, immaginazione e futuro.

Redazione Cultura e Spettacolo

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