Alla Sala Conte di Pegli: Rosmini e Bertetti, un epistolario tra filosofia e Chiesa
Il carteggio inedito tra il filosofo trentino e il suo procuratore romano torna a illuminare il dibattito sulla “questione rosminiana” nella conferenza del prof. Luciano Malusa
Genova Pegli. Proseguono gli appuntamenti degli Incontri alla Sala Conte, rassegna culturale ospitata dalla Scuola Musicale “Giuseppe Conte” di Genova Pegli. Sabato 18 ottobre 2025, alle ore 16, l’auditorium di via Cialli 6D accoglierà la conferenza del prof. Luciano Malusa, dal titolo Rosmini e Bertetti: un interessante esempio di epistolario in età risorgimentale.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’associazione Pegliflora, offre uno sguardo prezioso su una pagina poco conosciuta della storia del pensiero cattolico ottocentesco: il carteggio tra Antonio Rosmini e Pier Luigi Bertetti, suo procuratore a Roma, in un periodo cruciale della cosiddetta “questione rosminiana”.

Un dialogo nell’ombra del Sant’Uffizio
Tra il 1850 e il 1854, mentre la Congregazione dell’Indice esaminava le opere di Rosmini per valutarne l’ortodossia, il filosofo trentino intratteneva un intenso scambio epistolare con Bertetti, incaricato di seguirne la difesa a Roma. Quel fitto dialogo — rimasto a lungo inedito — è oggi al centro del volume Carteggio Antonio Rosmini – Pier Luigi Bertetti (FrancoAngeli, 2024), curato dallo stesso Malusa insieme a Stefania Zanardi.
Le lettere ricostruiscono i retroscena di una vicenda complessa, culminata nel decreto Dimittantur del 1854, con cui la Santa Sede riconobbe ufficialmente che negli scritti rosminiani “non si riscontravano elementi degni di censura”.
Un pronunciamento che, pur liberando Rosmini da ogni accusa, non chiuse del tutto la questione: anzi, come spiega Malusa, “il carteggio mostra come la prudenza romana si intrecciasse con una rete di tensioni interne, dove il timore di aperture riformatrici si confrontava con il desiderio di rinnovamento spirituale e culturale”.
Rosmini, tra filosofia e fede
Figura chiave del cattolicesimo ottocentesco, Antonio Rosmini (1797-1855) fu sacerdote, filosofo e fondatore dell’Istituto della Carità. Le sue opere — da Delle cinque piaghe della santa Chiesa a Della costituzione secondo la giustizia sociale — riflettevano un’idea di Chiesa viva e dialogante, radicata nella giustizia e nella libertà di coscienza.
Proprio questa tensione tra riforma e fedeltà alla tradizione fece di lui una figura scomoda, ammirata da Pio IX ma temuta da una parte della Curia. Il nuovo carteggio, sottolinea Malusa, “getta luce non solo sulla difesa intellettuale di Rosmini, ma anche sul clima di Roma negli anni del Risorgimento, quando il pensiero religioso si misurava con le sfide della modernità e con la pressione della politica”.
Un documento che parla al presente
Con oltre ottocento pagine di lettere, note e apparati critici, il volume curato da Malusa e Zanardi non è solo una scoperta filologica, ma un invito alla riflessione su un tema sempre attuale: il rapporto fra libertà di pensiero e autorità ecclesiastica.
Come scrive lo studioso nell’introduzione, “il carteggio Rosmini-Bertetti restituisce alla storia la voce di un pensatore che cercò la verità senza paura, nella convinzione che il dialogo fra fede e ragione fosse l’unica via per il futuro della Chiesa”.

Un appuntamento aperto a tutti
L’incontro di sabato 18 ottobre sarà un’occasione per approfondire queste tematiche in compagnia di uno dei maggiori studiosi italiani di storia della filosofia e del cristianesimo.
Il prof. Luciano Malusa, già ordinario nelle Università di Padova, Verona e Genova, è autore di numerosi saggi sul pensiero religioso dell’Ottocento e sulla storiografia filosofica italiana.
L’ingresso è libero e gratuito. La Sala Conte è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (bus, navebus, treno) ed è dotata di accessi idonei anche per persone con disabilità motorie.
Antonello Rivano

