Dom. Ott 18th, 2026

Concerto della Memoria a Pegli: musica e parole per non dimenticare

Sabato 24 gennaio alla Sala Conte, un percorso in quattro tappe unisce letture di Anne Frank, Primo Levi, Etty Hillesum ed Elie Wiesel alle note di Chopin, Debussy e Fauré per riflettere sulla memoria e sulla responsabilità civile

di Antonello Rivano

Nel calendario civile di una comunità ci sono date che non possono essere attraversate distrattamente. La fine di gennaio, che porta con sé il Giorno della Memoria, è una di queste. A Pegli, questo tempo di riflessione troverà una forma concreta e condivisa nel Concerto della Memoria, in programma sabato 24 gennaio 2026 alle ore 16 alla Sala Conte di via Cialli 6D, promosso dalla Scuola Musicale Giuseppe Conte con l’adesione delle associazioni Centro Universitario del Ponente, Donne a Ponente e Pegliflora.

L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività culturali che negli anni hanno trasformato la Sala Conte in un punto di riferimento per il quartiere: non soltanto uno spazio di spettacolo, ma un luogo in cui la musica, la parola e l’impegno civile dialogano con la vita reale della città. Anche questa volta, l’obiettivo non è “commemorare” in senso rituale, ma costruire un’occasione di ascolto e di coscienza, accessibile e condivisa.

Il Concerto della Memoria è pensato come un percorso in quattro quadri — Luce che resiste, Voci negate, voci ritrovate, Il filo della speranza, Memoria come promessa — che accompagna il pubblico lungo un itinerario emotivo e intellettuale. Ogni sezione si apre con una breve lettura tratta da testi di Anne Frank, Primo Levi, Etty Hillesum ed Elie Wiesel: quattro testimoni che, pur nella diversità delle loro vite e delle loro scritture, hanno consegnato al mondo una stessa urgenza, quella di dire l’indicibile senza trasformarlo in retorica.

Le parole non spiegano, non addolciscono, non cercano effetti: pongono domande. Ed è proprio a queste domande che la musica risponde, senza bisogno di traduzione. Sul palco si alterneranno Federico Manca al pianoforte, Eliano Calamaro al violino e Luca Benignetti al flauto traverso, tre interpreti che da anni collaborano con la Scuola Musicale Conte e che per questa occasione hanno costruito un programma di forte coerenza espressiva.

Il repertorio scelto attraversa alcune delle pagine più intime e meditative della musica europea: dalla Berceuse e dalla Sicilienne di Fauré al Clair de Lune di Debussy, dalla Ave Maria di Bach/Gounod al Preludium di Kreisler per violino solo, dalla Mélodie di Gluck al Notturno in do diesis minore op. 27 n. 1 di Chopin, fino alla Träumerei di Schumann. Brani che non descrivono la tragedia, ma ne attraversano le risonanze più profonde: la fragilità, il silenzio, la dignità, la nostalgia di ciò che è stato spezzato.

La scelta di questo repertorio non è casuale. Il concerto non vuole “mettere in scena” il dolore, ma offrire uno spazio in cui la memoria possa diventare presenza viva, non archivio. In questo senso, la musica agisce come una forma di ascolto ulteriore, capace di raggiungere zone che le parole da sole non possono toccare.

Sala Conte

L’atmosfera della Sala Conte, raccolta e priva di ogni enfasi, contribuirà a creare quella dimensione di comunità temporanea che è forse il vero cuore dell’iniziativa: persone diverse che, per un’ora, si siedono insieme non per essere intrattenute, ma per ricordare insieme. Un gesto semplice, ma oggi tutt’altro che scontato.

In un tempo in cui la memoria rischia di ridursi a formula o a ricorrenza vuota, questo Concerto della Memoria propone una strada diversa: quella della custodia. Custodire le voci di chi non può più parlare, custodire il senso di ciò che è accaduto, custodire l’idea che ricordare non è guardare indietro, ma assumersi una responsabilità verso il presente e il futuro.

L’ingresso è libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Antinello Rivano

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