Il campus universitario di Fisciano
Fisciano (SA), tra università, storia e comunità attiva
Le associazioni “84zero84” e “Open Polis” donano beni essenziali agli istituti locali, rafforzando il legame con la comunità e promuovendo cittadinanza attiva
In questi giorni, l’associazione fiscianese (Fisciano è in provincia di Salerno) “The Club 84zero84” ha compiuto – insieme all’altra realtà associativa “Open Polis” – un concreto gesto di solidarietà per Fisciano e dintorni. Nel comune dell’hinterland salernitano, appunto Fisciano – dove sorge anche il campus dell’ateneo salernitano – i due attivi sodalizi hanno donato alcuni beni essenziali agli istituti comprensoriali “Don Alfonso De Caro” e “Rubino Nicodemi”. Scuole del primo ciclo dell’istruzione, insistenti sul territorio. Tra questi oggetti, ricordiamo rotoloni di carta e carta igienica. “Si è trattato – dichiara Luigi Rinaldi, tra i referenti di “84zero84” – di un’azione semplice, ma dal valore profondo. Un modo per prenderci cura di spazi che, per molti di noi, hanno rappresentato una parte importante della crescita, non solo scolastica ma anche personale”. I motivi sono più che validi: “Tra quelle aule – esprimono sia da “84zero84” (dal codice di avviamento postale, o CAP, di Fisciano) che da “Open Polis” – sono nati ricordi, esperienze, valori che ancora oggi ci accompagnano. Ed è proprio da questo legame che nasce il desiderio di restituire qualcosa”. In poche parole, i giovani appartenenti alle succitate associazioni hanno frequentato le aule delle due realtà scolastiche, vivendo le prime avventure dell’istruzione e della conoscenza. Per questo, essi nutrono molta ri-“conoscenza” (è proprio il caso di dirlo) verso i maestri e/o professori di un tempo, tra le mura e sui banchi delle due istituzioni fiscianesi. “Oggi quegli stessi luoghi – affermano gli aderenti alle due associazioni – continuano ad accogliere nuovi ragazzi, che rappresentano il presente e il futuro della nostra comunità”. E, ancora: “Crediamo che il cambiamento passi anche da qui, da piccoli gesti concreti e sinceri, capaci di fare davvero la differenza”. “Perché – concludono – prendersi cura della propria comunità significa partire dalle cose semplici, ma fondamentali. Insieme possiamo continuare a costruire qualcosa di importante. Un passo alla volta”.

In sé, il gesto è appunto “semplice”, però non banale: si tratta di un esempio ed episodio – ci auguriamo non l’unico – di cittadinanza attiva, in un circolo virtuoso che mira a restituire, in modalità concreta, ciò che dirigenti, insegnanti e personale amministrativo di “Don Alfonso De Caro” e “Rubino Nicodemi” hanno offerto – con passione e abnegazione – ai piccoli studenti, cittadini del futuro, ma anche del presente. Il sapere non è tangibile, ma è importante tanto quanto i gesti. È questo l’insegnamento, la “lezione” – diciamo così – dei ragazzi sopra citati: un modo per essere grati a quanto gli educatori hanno fatto tanto tempo fa per loro. Oggi e in futuro, altri docenti e altri referenti dell’istituzione e della cultura faranno lo stesso con ulteriori scolaretti, trasformandoli in uomini e donne “pensanti”, onesti, capaci, molto competenti nella società, sia per quanto concerne le nozioni apprese sui libri e le capacità “tecniche”, sia per le doti morali e intellettuali. La prima cosa da insegnare ai bambini e da “ricordare” ai maturi, agli adulti.
“La nostra associazione – dichiara Luigi Rinaldi, parlando a nome di tutti i membri di “84zero84” – è operativa dal 2018 su tutto il territorio di Fisciano”, un comune ameno e ricco di storia, nella Valle dell’Irno, che conta circa 14mila abitanti. Dieci le frazioni: Bolano, Canfora, Carpineto, Gaiano, Lancusi, Penta, Pizzolano, Settefichi, Soccorso e Villa. Uno dei santi patroni o protettori è S. Giovanni Battista; in suo onore, ogni anno, concentrandosi particolarmente in estate, fervono svariate occasioni di festeggiamenti, molto sentiti. Proprio a Fisciano è organizzata da tempo “La notte del profeta”, appositamente per celebrare degnamente la “notte di Walpurga”, ossia il transito tra il 23 e il 24 giugno: il dies natalis (la nascita al Cielo) del cugino di Gesù. È a ridosso del solstizio d’estate, con tutte le (complesse) ritualità in nome del santo – peraltro onorato anche nelle Langhe piemontesi – con dei falò: si narra, però qui al Sud, che nella notte di S. Giovanni Battista le streghe salgono sugli alberi di noce per consumare uno dei loro “famosi” (o famigerati) sabba. Ma i contadini, previdenti, in quest’occasione confezionano i serti o nzerti (in napoletano), sterpaglie, per cui le streghe stesse, contando tali sterpi, perdono tempo; giunge l’alba e devono scomparire. In Sardegna, invece, la notte di S. Giovanni si caccia fuori dalle porte la falce coi denti, e le streghe li contano, attardandosi fino al chiarore del giorno. Questo viene espresso anche nel romanzo del premio Nobel Grazia Deledda: “Cenere”. Sempre tra il 23 e il 24 giugno, si prepara il liquore nocino, si coglie l’iperico (il cui liquido è detto: “sangue di S. Giovanni” o “sangue di drago”) e si prepara una miscela detta “acqua di S. Giovanni”. Insomma, un bel retaggio etnografico, ripreso negli anni scorsi dai sodalizi fiscianesi e/o dal comitato festa ad hoc.

Torniamo a noi. L’associazione “84zero84” è un’APS, cioè ha come fine la promozione sociale, per unire la collettività e valorizzare le aree fiscianesi attraverso il “volontariato attivo”. I pilastri principali su cui costruire discorsi, eventi fattivi e supporto alla cittadinanza sono: inclusione e solidarietà. Sia questo sodalizio che “Open Polis” organizzano attività e laboratori per ragazzi con differenti abilità – tipo “Oltre la disabilità” –, promuovono la donazione del sangue in collaborazione con l’AVIS, allestiscono eventi locali, curando animazione per bambini e iniziative legate alle festività nelle frazioni di Fisciano, come “La befana della gioia”, il carnevale ed happening estivi o natalizi. Ma tra i progetti emergono anche iniziative educative, con la partecipazione a progettualità e bandi regionali, ad esempio volti al contrasto della povertà educativa giovanile, a mo’ di punto di riferimento che si occupa di coesione sociale. Tutto tra Fisciano e dintorni, pure in sinergia con altri sodalizi o realtà.
Questa è, davvero, la “buona gioventù”. Un plauso alle associazioni comprensoriali, quindi.
Anna Maria Noia

