Le due partite di Aleksander Zverev
La vittoria di Aleksander Zverev racconta una doppia sfida: quella per conquistare uno Slam e quella contro il diabete di tipo 1

‘Oltre gli ostacoli‘ è una rubrica che racconta storie di chi ha trasformato una condizione inizialmente limitante in una forza. Persone che non si sono fermate davanti alle difficoltà, ma le hanno affrontate con coraggio, trovando modi nuovi per esprimersi, lavorare, vivere. Un viaggio tra vite che ispirano, capaci di andare oltre ciò che sembrava un confine invalicabile…
Le due partite di Aleksander Zverev
di Sara Piccardo
Quando domenica sera, dopo una maratona durata quasi cinque ore, Aleksander Zverev è crollato sulla terra rossa del Philippe Chatrier, le mani sul volto e il corpo scosso dai singhiozzi, non abbiamo assistito soltanto ad un’esultanza sportiva. Su quel campo, infatti, non c’era solo un tennista che, dopo anni e anni di tentativi, trionfava in uno Slam. C’era prima di tutto un uomo che da tutta la vita convive con una patologia cronica pesantissima: il diabete di tipo 1.
La diagnosi è arrivata quando Aleksander aveva solo 4 anni. E con essa, sono arrivati i pareri dei medici su una possibile carriera tennistica, che Sasha sognava già allora, ispirato dal padre e dal fratello. Molto difficile, se non impossibile. Questo ritenevano gli specialisti.
Difficile lo è stato e lo è tuttora, Zverev lo ammette senza remore, ma “impossibile” è una parola che il tennista tedesco ha cancellato dal suo vocabolario.
Da qualche anno, ha eliminato anche il termine “silenzio”, che per gran parte della sua vita fino al 2022 è stato il suo compagno nella battaglia quotidiana contro il diabete. Silenzio che aveva un motivo ben preciso, Zverev lo spiega alla rivista tedesca Diabetes-Anker con parole molto chiare: “Non ho mai voluto che la gente vedesse la mia malattia come una giustificazione per le sconfitte. Non mi piacciono le scuse.”
Ha deciso di parlare dopo aver dimostrato quello di cui è capace, vincendo prima l’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e in seguito trionfando alle ATP Finals del 2021. A quel punto, nessuno avrebbe più potuto tirare in ballo la sua patologia per metterne in dubbio le capacità o, peggio, giustificarne le débacle.
Questa “rivelazione” ha portato con sé anche un nuovo progetto, la Aleksander Zverev Foundation, che coniuga la sensibilizzazione, l’accesso alle cure e l’assistenza sanitaria.
In una famosa intervista, Sasha Zverev ha usato una metafora molto calzante: “gioco due partite contemporaneamente”. Ci sentiamo di rispondergli che le ha vinte entrambe, l’una coronando il suo sogno (e il sogno di ogni tennista) di vincere uno Slam, l’altra uscendo dal silenzio mettendo a disposizione di bambini diabetici e famiglie la sua esperienza e la sua notorietà.
Sara Piccardo
Sara Piccardo vive a Genova Voltri ed è laureata in Scienze Politiche. È stata redattrice de Il Ponentino.it, versione online della storica testata del Ponente genovese. Per Polis SA Magazine cura recensioni letterarie e la rubrica “Oltre gli ostacoli”, dedicata alle persone che hanno saputo trasformare le proprie fragilità in una risorsa. Si occupa inoltre di storie di sport e di articoli dedicati a eventi, cultura e tradizioni del territorio ligure. Di sé ama dire di essere una “lettrice compulsiva” e che “scrive da sempre, ma non pubblica”.

