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Antonio Marani con Marzia Varaldo di Raixe-Spazio digitale per la Cultura Tabarchina (foto 2017)

Antonio Marani, il filo della memoria tabarchina che unisce Pegli al Mediterraneo

Giornalista, amministratore e anima del Circolo Culturale Norberto Sopranzi, cofondatore e direttore de il PONENTINO: una vita dedicata alla memoria di Pegli e alla riscoperta dei legami con le comunità tabarchine

Ci sono persone che, attraverso il proprio lavoro, la propria passione o il proprio impegno, contribuiscono a costruire la storia di una comunità. Non sempre sono figure conosciute al grande pubblico. A volte sono persone che hanno dedicato anni alla cultura, al volontariato, alla tutela delle tradizioni, alla politica, all’associazionismo o semplicemente alla cura dei luoghi nei quali hanno vissuto e vivono. Sono uomini e donne che hanno scelto di mettere qualcosa di sé al servizio degli altri. Personaggi nasce per raccontare queste storie: percorsi individuali che diventano patrimonio collettivo, perché una comunità non è fatta soltanto dai luoghi, ma soprattutto dalle persone che nel tempo hanno contribuito a renderla più ricca e consapevole.

Antonio Marani

di Antonello Rivano

Ci sono persone che raccontano la storia. E poi ci sono persone che, con il loro impegno, fanno in modo che quella storia continui a vivere.

Antonio Marani, per tutti semplicemente Tonino, appartiene a questa seconda categoria.

Il suo nome è legato a Pegli, alla sua identità, alla cultura del territorio e soprattutto a quel filo antico che unisce la delegazione genovese alle comunità tabarchine di Carloforte, Calasetta, Tabarca e Nueva Tabarca.

Un filo fatto di mare, partenze, migrazioni, incontri tra culture diverse e di una memoria che nei secoli ha saputo resistere.

La vicenda tabarchina rappresenta una delle pagine più originali della storia del Mediterraneo. Le sue radici affondano nel XVI secolo, quando alcuni liguri, in particolare provenienti dall’area di Pegli, furono protagonisti della presenza genovese sull’isola tunisina di Tabarca.

Da quella esperienza nacque una comunità che, attraverso vicende storiche complesse, diede origine agli insediamenti di Carloforte e Calasetta in Sardegna e di Nueva Tabarca in Spagna, conservando lingua, tradizioni e un forte senso di appartenenza.

Una storia straordinaria che per molto tempo è rimasta conosciuta soprattutto all’interno delle comunità direttamente coinvolte. Una storia che Polis ha raccontato più volte negli anni, non soltanto per il suo valore storico e culturale, ma anche perché rappresenta un esempio significativo di adattamento, inclusione e resilienza: la capacità di una comunità di attraversare luoghi, epoche e cambiamenti senza perdere le proprie radici.

È proprio su questa memoria che Antonio Marani ha concentrato una parte fondamentale del suo percorso.

Antonio Marani nasce l’11 giugno 1942 a Sant’Agata Feltria, in provincia di Rimini. Dal 1958 si trasferisce a Genova, dove completa gli studi presso l’Istituto G.C. Abba, conseguendo nel 1963 il diploma di Ragioniere e Perito commerciale.

Dal 1964 inizia la sua attività professionale all’INAM come funzionario ispettivo, per poi proseguire dal 1978 all’INPS come ispettore addetto al controllo della gestione contributiva.

Parallelamente alla vita lavorativa cresce il suo impegno civile e politico. Nel 1977 viene eletto segretario politico della Democrazia Cristiana di Pegli e membro del Consiglio Provinciale della DC di Genova, incarichi che ricoprirà fino al 1992.

Un’esperienza che lo porta a conoscere profondamente il territorio, il rapporto con i cittadini e le trasformazioni sociali della comunità pegliese.

Nel tempo il suo impegno si orienta sempre più verso la cultura e la memoria del territorio.

Il Circolo Culturale Norberto Sopranzi e il PONENTINO

Nel 1997 è tra i fondatori del Circolo Culturale Norberto Sopranzi, realtà nata con l’obiettivo di promuovere la conoscenza della storia, delle tradizioni e del patrimonio culturale pegliese. Indicativo il nome a cui il corcolo è dedicato: Norberto Sopranzi (Genova, 27 novembre 1904 – Genova, 9 giugno 1985) è stato un saggista, drammaturgo, scrittore, educatore, italiano. Uomo di cultura e formazione umanistica non si piegò al regime fascista.

Marani nello stesso percorso assume il ruolo di direttore e autore del mensile Il Ponentino, di cui è stato cofondatore, diventando una delle voci più attente nel raccontare la vita della delegazione e le sue radici.

Questo percorso si intreccia anche con l’esperienza di chi scrive, avendo avuto l’onore di dirigere la redazione della versione online di quella che è stata una importante esperienza editoriale per il Ponente genovese.

Il Ponentino è stata una realtà capace di raccontare il territorio attraverso la storia, la cultura, le persone e le vicende della comunità. Un’esperienza editoriale che oggi non esiste più, ma la cui assenza si avverte ancora nel panorama dell’informazione locale del territorio.

Per Marani l’informazione locale non era soltanto cronaca. Era uno strumento per custodire la memoria, rafforzare l’identità di una comunità e creare partecipazione.

Il Circolo Culturale Norberto Sopranzi diventa negli anni un luogo di incontro, ricerca e confronto. Un punto di riferimento per chi voleva approfondire la storia di Pegli e valorizzarne il patrimonio culturale.

Dal 1° luglio 2007 al 31 ottobre 2014 Antonio Marani ricopre inoltre l’incarico di Assessore alla Cultura, Scuola e Sport del Municipio VII Ponente del Comune di Genova.

Anche nelle istituzioni porta la stessa visione: la cultura non come semplice celebrazione del passato, ma come strumento per costruire comunità, creare consapevolezza e valorizzare le identità territoriali.

La tabarchinità, il filo che Tonino Marani ha scelto di seguire

Se c’è un tema che più di ogni altro ha segnato il percorso culturale di Antonio Marani, è quello della tabarchinità.

Per lui non era soltanto una pagina di storia da studiare, ma una realtà viva fatta di persone, relazioni e comunità.

La sua convinzione era che Pegli dovesse riscoprire il proprio ruolo all’interno di questa grande vicenda mediterranea.

Non per rivendicare un primato, ma per ricostruire un legame.

Marani ha dedicato anni alla ricerca delle origini pegliesi dell’epopea tabarchina, promuovendo incontri, approfondimenti e rapporti con studiosi e rappresentanti delle comunità coinvolte.

Il suo lavoro ha avuto soprattutto un valore: creare relazioni.

Carloforte, Calasetta, Tabarca e Nueva Tabarca non erano per lui soltanto luoghi geografici, ma comunità unite da una storia comune.

La tabarchinità diventava così uno strumento per avvicinare territori diversi, riscoprendo un’identità nata dal mare e dalle migrazioni.

Un percorso nel quale il Circolo Culturale Norberto Sopranzi, e con esso il PONENTINO hanno avuto un ruolo fondamentale, diventando punti di riferimento per iniziative culturali, incontri e momenti di approfondimento.

Tra gli appuntamenti più significativi ci sono state le Giornate Storiche Pegliesi, iniziative dedicate alla storia e alle tradizioni del territorio, attraverso le quali la memoria locale è stata riportata al centro della vita della comunità.

Le Giornate Storiche Pegliesi hanno rappresentato proprio la filosofia di Marani: raccontare il passato non come qualcosa di distante, ma come uno strumento per comprendere il presente.

Nel corso delle varie edizioni sono stati affrontati temi legati alla storia di Pegli, ai suoi personaggi, ai luoghi simbolo e alle vicende che hanno costruito l’identità del territorio.

All’interno di questo percorso la storia tabarchina ha trovato uno spazio sempre più importante.

Uno dei momenti più significativi è stato il convegno internazionale “Pegli – Tabarca – Pegli. L’epopea del popolo Tabarchino”, promosso dal Circolo Culturale Norberto Sopranzi.

L’iniziativa ha riunito studiosi, rappresentanti istituzionali e membri delle comunità tabarchine, con l’obiettivo di valorizzare una vicenda unica nel panorama mediterraneo.

Al centro del confronto anche il percorso verso il riconoscimento dell’Epopea Tabarchina come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Un progetto che racchiudeva il senso del lavoro di Marani: alcune storie non appartengono soltanto ai luoghi dove sono nate, ma a tutte le comunità che nel tempo le hanno custodite.

Il documento del convegno raccoglie il programma e i contenuti di quell’iniziativa:

“Pegli – Tabarca – Pegli. L’epopea del popolo Tabarchino”


Documento del convegno del Circolo Culturale Norberto Sopranzi

Il rapporto tra Antonio Marani e la tabarchinità era stato raccontato anche sulle pagine di Polis nel 2019, con l’intervista “Pegli, alla radice della tabarchinità”, realizzata insieme ad Antonio Marani e Marzia Varaldo, presidente della Cooperativa Millepiedi, ideatrice del progetto Raixe – spazi digitali per la cultura tabarchina.

Un progetto nato con l’obiettivo di raccogliere, valorizzare e rendere accessibile il patrimonio storico e culturale della comunità tabarchina, attraverso strumenti digitali e percorsi di divulgazione.

“Raixe”, che in tabarchino significa radici, ha sede a Calasetta dove si trova anche il museo multimediale realizzato nell’ambito del progetto.

Quell’intervista rappresenta oggi una testimonianza significativa di un percorso culturale nel quale diverse realtà e persone hanno lavorato nella stessa direzione: custodire una memoria comune, raccontarla alle nuove generazioni e rafforzare il legame tra le comunità nate dall’antica esperienza di Tabarca.

Un dialogo nel quale emergeva il significato profondo del suo lavoro: riportare alla luce il legame storico tra Pegli e le comunità nate dall’antica esperienza di Tabarca, non come semplice ricostruzione del passato, ma come occasione per rafforzare una memoria comune e creare nuove relazioni tra territori.

Quell’intervista rappresenta oggi anche una testimonianza di una fase nella quale Tonino era protagonista diretto di quel percorso culturale, seguendo incontri, iniziative e progetti dedicati alla valorizzazione della cultura tabarchina.

L’intervista completa di Polis:
“Pegli, alla radice della tabarchinità”

Due cittadinanze onorarie, due comunità unite dalla memoria

Questo percorso di valorizzazione ha trovato anche due importanti riconoscimenti istituzionali.

Antonio Marani è infatti cittadino onorario del Comune di Sant’Agata Feltria, il paese delle sue origini, un legame che ha accompagnato il suo percorso umano anche dopo il trasferimento a Genova.

Un altro riconoscimento particolarmente significativo è arrivato dal Comune di Calasetta, una delle comunità simbolo della cultura tabarchina, che gli ha conferito la cittadinanza onoraria per il lungo lavoro dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione di una storia comune.

Due scelte che hanno un valore che va oltre il riconoscimento personale.

Rappresentano un esempio di come le comunità possano custodire e valorizzare la propria memoria, riconoscendo il contributo di chi, attraverso la cultura, l’impegno civile e la capacità di creare relazioni, ha lavorato per rafforzare un’identità condivisa.

Sant’Agata Feltria e Calasetta indicano una strada possibile anche per altre realtà legate alla storia tabarchina: quella di riconoscere non soltanto i luoghi, ma anche le persone che hanno dedicato tempo e passione a mantenere vivi i legami tra comunità.

Perché una storia comune vive davvero quando viene raccontata, condivisa e affidata alle nuove generazioni.

Il valore di ricordare oggi

Negli ultimi anni Tonino Marani ha dovuto rallentare il proprio impegno pubblico per motivi legati alla salute.

Una presenza preziosa è diventata più difficile, ma ciò che è stato costruito rimane.

Restano gli articoli, gli incontri, le iniziative, le relazioni create tra comunità diverse.

Resta soprattutto quel filo della memoria che lui ha raccolto e contribuito a non spezzare.

Persone come Tonino meritano di essere ricordate mentre sono ancora parte della comunità.

Non soltanto quando il tempo avrà affidato il loro nome ai ricordi.

Perché riconoscere oggi il valore di un percorso significa restituire dignità a chi ha dedicato una parte della propria vita alla propria terra e alla storia delle persone che l’hanno abitata.

Antonio Marani ha dimostrato che la memoria non è soltanto ciò che resta del passato.

È qualcosa che continua a vivere quando qualcuno sceglie di proteggerla e consegnarla agli altri.

Il filo che da Pegli porta a Tabarca, a Carloforte, a Calasetta e a Nueva Tabarca continua così il suo viaggio.

Perché la storia non è fatta soltanto da grandi eventi o da nomi conosciuti da tutti. È fatta soprattutto di persone, spesso lontane dai riflettori, che con il loro impegno contribuiscono a custodire, raccontare e condividere la memoria di una comunità.

Persone capaci di creare legami tra generazioni e territori diversi, mantenendo vivo un patrimonio fatto di storie, tradizioni e identità.

Perché i fili della memoria, quando vengono condivisi, non si spezzano.

Antonello Rivano


Antonello Rivano è Direttore/Coordinatore Nazionale della Redazione di Polis SA Magazine. Giornalista, scrittore e poeta, ha al suo attivo romanzi e raccolte poetiche, con riconoscimenti in premi letterari internazionali. Nel 2025 è stato insignito del premio per la comunicazione nell’ambito della Festa del Libro in Mediterraneo. Collabora con diverse testate di informazione online ed è direttore editoriale di Carloforte Magazine. E’ stato Caporedazione di il PONENTINO.it, versione digitale della storica testata del Ponente genovese. A livello giornalistico si occupa di cultura, società, attualità e territorio, con particolare attenzione alla narrazione sociale, alle identità locali e alle realtà delle comunità e delle periferie.

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