La falsa Google che inganna il browser: come riconoscerla e difendersi
Una pagina che sembra quella del noto motore di ricerca può nascondere un browser hijacker. I segnali da non ignorare e cosa fare per proteggere dati, password e account

La falsa Google che inganna il browser: come riconoscerla e difendersi
di Antonello Rivano
Una pagina che sembra Google, ma non lo è. Il logo, i colori, l’aspetto generale: tutto può sembrare normale. Eppure dietro quella schermata può nascondersi un browser hijacker, un software o un’estensione indesiderata capace di modificare il comportamento del browser e indirizzare l’utente verso pagine non richieste.
È un problema che può passare inosservato proprio perché non presenta necessariamente i segnali classici di un’infezione informatica. Il computer continua a funzionare, Internet è disponibile e il browser si apre normalmente. Solo che, improvvisamente, la pagina iniziale non è più quella abituale.
Quando Google sembra Google, ma non lo è
Uno degli aspetti più insidiosi è la capacità di alcune pagine fraudolente di imitare l’aspetto dei servizi più conosciuti.
Nel caso di una falsa pagina Google, l’utente può trovarsi davanti a una schermata apparentemente familiare e pensare che sia tutto regolare. In realtà il browser può essere stato modificato in modo da aprire automaticamente una pagina diversa da quella prevista.
Nel caso affrontato recentemente, la situazione era ancora più insidiosa: la normale barra degli indirizzi non risultava visibile, rendendo meno immediata la possibilità di verificare quale pagina fosse stata realmente caricata.
Questo è un campanello d’allarme importante. Se l’interfaccia del browser appare diversa dal solito, la barra degli indirizzi non compare normalmente oppure la pagina si apre in una finestra con un comportamento anomalo, è bene fermarsi e non inserire alcuna informazione personale.
Il punto fondamentale è questo: non bisogna fidarsi soltanto dell’aspetto grafico di una pagina.
Il problema può partire da un’estensione o da un programma
Un browser hijacker non arriva necessariamente attraverso un file che l’utente riconosce come pericoloso.
Può essere associato a un programma gratuito, a un installer scaricato da un sito non affidabile oppure a un’estensione del browser. In alcuni casi l’utente accetta inconsapevolmente l’installazione di componenti aggiuntivi che successivamente modificano il motore di ricerca, la pagina iniziale o altri parametri del browser.
Per questo è importante prestare attenzione soprattutto quando, dopo l’installazione di un programma, il browser comincia improvvisamente a comportarsi in maniera diversa.
I campanelli d’allarme
Ci sono alcuni segnali che dovrebbero far scattare l’attenzione:
- la pagina iniziale del browser cambia senza che l’utente lo abbia deciso;
- compare un motore di ricerca sconosciuto;
- le ricerche vengono indirizzate verso siti diversi da quelli abituali;
- vengono installate estensioni che l’utente non ricorda di aver aggiunto;
- il browser apre automaticamente pagine pubblicitarie o sconosciute;
- alcune impostazioni non possono più essere modificate normalmente;
- compaiono messaggi o finestre che invitano a scaricare programmi;
- la pagina che dovrebbe essere quella di un servizio conosciuto presenta un comportamento insolito.
Non tutti questi segnali indicano necessariamente la presenza di un malware, ma la loro comparsa improvvisa merita una verifica.
Se Google è falso, posso usare il browser per altri siti?
È una domanda importante. Se il browser presenta un comportamento sospetto, non è prudente utilizzarlo immediatamente per accedere a servizi sensibili, anche se si tratta di siti diversi da quello che ha fatto scattare l’allarme.
Per esempio, se Chrome apre una falsa pagina Google, sarebbe meglio non utilizzare quello stesso browser, almeno fino alla verifica del problema, per accedere a home banking, Poste, posta elettronica, SPID o altri servizi che richiedono credenziali.
Il fatto di poter digitare manualmente un indirizzo diverso non garantisce, da solo, che il browser sia sicuro. Se infatti il problema riguarda un’estensione, un’impostazione modificata o un programma indesiderato, il comportamento anomalo potrebbe riguardare anche altri siti.
La soluzione più prudente è utilizzare temporaneamente un altro browser che non presenti anomalie, oppure effettuare prima i controlli di sicurezza sul browser interessato.
Se anche digitando manualmente indirizzi diversi il browser continua a reindirizzare verso pagine sconosciute, la situazione merita una verifica più approfondita del sistema.
Cosa fare se compare una falsa pagina Google
La prima regola è semplice: non inserire password, dati bancari o altre informazioni personali.
Non bisogna nemmeno scaricare programmi suggeriti dalla pagina per presunti aggiornamenti o problemi di sicurezza.
È invece opportuno:
- chiudere la pagina sospetta;
- controllare le estensioni installate nel browser;
- verificare quale motore di ricerca è impostato come predefinito;
- controllare la pagina di avvio;
- verificare i programmi installati recentemente sul computer;
- eseguire una scansione con l’antivirus;
- mantenere aggiornati Windows e il browser;
- se il problema continua, valutare il ripristino delle impostazioni del browser o, nei casi più persistenti, la sua rimozione e reinstallazione.
La reinstallazione del browser, però, non dovrebbe essere il primo intervento automatico. Prima è opportuno capire che cosa abbia modificato il sistema e verificare che non rimangano programmi o estensioni indesiderate.
Attenzione soprattutto alle password
Se, prima di accorgersi del problema, l’utente ha inserito una password in una pagina che ora sospetta essere falsa, è necessario intervenire rapidamente.
La password va modificata accedendo direttamente al sito ufficiale, non attraverso un collegamento presente nella pagina sospetta. Dove disponibile, è inoltre consigliabile attivare l’autenticazione a due fattori.
Questo vale non soltanto per Google, ma per qualsiasi servizio online: posta elettronica, social network, home banking, servizi cloud e account utilizzati per lavoro.
Il falso Google non è necessariamente un “virus”
Un’altra distinzione importante riguarda il linguaggio.
Quando il browser viene modificato, si tende a parlare genericamente di “virus”. In realtà dietro il problema possono esserci situazioni differenti: un’estensione indesiderata, un programma potenzialmente indesiderato, un browser hijacker, adware o, nei casi più seri, un vero e proprio malware.
Per l’utente finale la conseguenza può comunque essere la stessa: il browser non si comporta più come dovrebbe e porta verso pagine che non sono state richieste.
Per questo è più utile concentrarsi sui sintomi e sulle procedure di sicurezza piuttosto che cercare immediatamente di dare un nome preciso al problema.
La regola più importante
Una pagina Internet non diventa sicura perché assomiglia a Google, Microsoft, Poste Italiane o a qualsiasi altro servizio conosciuto.
Logo, colori e grafica possono essere imitati. Anche il nome del servizio può comparire in una pagina che si trova altrove.
Quando qualcosa appare diverso dal solito, la cosa migliore da fare è fermarsi, non inserire credenziali e non installare nulla.
Nel dubbio, meglio chiudere la pagina e verificare il problema attraverso il sito ufficiale o gli strumenti di sicurezza del proprio computer.
Perché oggi, più che riconoscere un virus dal computer che “non funziona”, è necessario imparare a riconoscere quando un computer funziona, ma qualcuno ha modificato il modo in cui ci porta su Internet.
Antonello Rivano
![]() Antonello Rivano — Direttore/Coordinatore Nazionale della Redazione di Polis SA Magazine. Giornalista, scrittore e direttore editoriale, si occupa di informazione, cultura, società e territorio, con particolare attenzione alle comunità locali, alle identità culturali, alle problematiche territoriali e alle trasformazioni sociali, oltre che alle nuove tecnologie e alla comunicazione digitale. Ha esperienza nella gestione e progettazione di siti giornalistici e nella comunicazione attraverso web e social media. È autore di romanzi, saggi e raccolte poetiche e ha ricevuto diversi riconoscimenti letterari e premi per la comunicazione. |


