“Pietra Madre”, la Sardegna antica raccontata attraverso la fotografia
A Sardara la giornalista Susanna Lavazza conduce la prima presentazione del libro fotografico di Alessandra Cossu e Fabrizio “Bibi” Pinna, un viaggio tra archeologia, paesaggi e memoria della Sardegna antica.

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“Pietra Madre”, la Sardegna antica raccontata attraverso la fotografia
di Antonello Rivano
La pietra come traccia della memoria, i monumenti come testimonianze di civiltà lontane e il paesaggio come parte inseparabile della storia. È attraverso questo sguardo che Pietra Madre. Archeologia e paesaggi della Sardegna antica, il nuovo libro fotografico di Alessandra Cossu e Fabrizio “Bibi” Pinna, invita a riscoprire il patrimonio culturale dell’Isola. Il volume, pubblicato da Imago Edizioni, sarà presentato per la prima volta sabato 24 ottobre a Sardara, con la conduzione della giornalista Susanna Lavazza, in un appuntamento aperto a tutti e pensato anche per coinvolgere le nuove generazioni.

L’iniziativa è organizzata dal Centro studi Acque sacre di Sardegna e dal Circolo ARCI 1° Maggio di Sardara, con il patrocinio del Comune. L’incontro si terrà alle 10.30 al Cineteatro comunale, in via Cagliari 7. Durante la mattinata saranno proiettate immagini tratte dal volume, offrendo ai partecipanti l’opportunità di avvicinarsi alla storia antica della Sardegna attraverso un linguaggio visivo contemporaneo. Saranno presenti anche alcune classi della scuola secondaria di primo grado, a sottolineare il valore divulgativo dell’iniziativa e l’importanza di trasmettere alle giovani generazioni la conoscenza del patrimonio storico e archeologico.
La pietra, il paesaggio, la memoria
In 160 pagine, Pietra Madre propone un racconto fotografico che mette al centro la materia e le forme dei monumenti archeologici, osservati nel loro rapporto con il territorio. Non soltanto testimonianze del passato, dunque, ma presenze che continuano a caratterizzare il paesaggio sardo e a raccontare la lunga vicenda delle comunità che hanno abitato l’Isola.
Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca e divulgazione che i due autori portano avanti da anni attraverso la fotografia e la documentazione dei luoghi meno conosciuti della Sardegna. Il loro lavoro spazia tra siti archeologici, monumenti, ambienti naturali e tracce di una storia che non si esaurisce nei luoghi più celebri o nelle immagini tradizionalmente associate alla destinazione turistica.

Come raccontano nell’ambito del progetto La Sardegna oltre al mare, la loro attenzione si concentra proprio su ciò che spesso rimane fuori dai percorsi più conosciuti: un patrimonio diffuso, da esplorare e documentare, che comprende nuraghi, pozzi sacri, domus de janas, grotte e altri luoghi di interesse storico e culturale. La fotografia diventa così uno strumento per avvicinare il pubblico a una realtà complessa, fatta di forme architettoniche, testimonianze materiali e relazioni profonde tra le opere dell’uomo e l’ambiente.
Il percorso dei due fotografi ha trovato spazio anche in una mostra dedicata a Pietra Madre, ospitata nel 2026 al Museo civico Michele Ruzittu di Arzachena. In quell’occasione il progetto è stato presentato attraverso due prospettive complementari: la ricerca fotografica sul campo di Alessandra Cossu, attenta alla materia e alla memoria dei luoghi, e lo sguardo aereo di Fabrizio Pinna, che utilizza anche il drone per restituire una visione più ampia dei complessi monumentali e del loro inserimento nel territorio.
Un centro studi dedicato alle acque sacre
La presentazione si lega anche alle finalità del Centro studi Acque sacre di Sardegna, nato lo scorso anno all’interno del Circolo ARCI 1° Maggio di Sardara. Il centro si propone di promuovere la conoscenza delle fonti sacre, dei templi a pozzo e dei pozzi sacri dell’Isola, approfondendo al tempo stesso il significato culturale dell’acqua e i legami tra le antiche civiltà.
I pozzi sacri rappresentano una delle espressioni più significative dell’architettura legata al culto delle acque nella Sardegna antica. Queste strutture, insieme alle fonti sacre, testimoniano l’importanza che l’acqua ha avuto nelle pratiche rituali e nella vita delle comunità del passato. Il loro studio consente di interrogarsi non soltanto sulle tecniche costruttive, ma anche sui rapporti tra ambiente, organizzazione sociale, spiritualità e territorio.

In questo contesto, Pietra Madre offre un’occasione di approfondimento che va oltre la presentazione editoriale: un invito a osservare il patrimonio archeologico come parte viva dell’identità culturale sarda, da conoscere, documentare e trasmettere.
All’incontro interverranno Giuseppe Garau, coordinatore del Centro studi Acque sacre di Sardegna, e gli autori Alessandra Cossu e Fabrizio “Bibi” Pinna.
Antonello Rivano
| Antonello Rivano — Direttore/Coordinatore Nazionale della Redazione di Polis SA Magazine, giornalista, scrittore, direttore editoriale e Web Media Manager. Si occupa di cultura, società, ambiente e problematiche territoriali, con particolare attenzione alle comunità locali e alle identità culturali. Ha partecipato come relatore a conferenze sulla storia e cultura tabarchine e a progetti di valorizzazione culturale in diversi territori italiani. È autore di romanzi, saggi e raccolte poetiche e ha ricevuto riconoscimenti letterari e premi per la comunicazione. Vanta inoltre una lunga esperienza nella progettazione e gestione di siti editoriali e nella comunicazione digitale. |
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