Questo sembra essere il pilastro su cui si regge l’essenza dell’io che non dubita di sé, ma dubita  di ciò che esiste intorno a sé.

Prima della pandemia, i negazionisti erano noti soprattutto in campo storico, designando il fenomeno che va sotto il nome di revisionismo.

In pratica, per costoro, l’Olocausto è stato solo pura invenzione, una ricostruzione scenica degli orrori nazisti.

Roba da set cinematografico pure i campi di concentramento; carnevalate, soltanto maschere macabre le foto dei corpi scheletrici e dei visi scavati ed allucinati dei torturati, così come si può dire per i cumuli di ossa accatastate, tanto per far spettacolo.

Allo stesso modo, tanto per semplificare, i fumi nei cieli grigi della Polonia o di altri luoghi europei, si possono (per costoro) ritenere semplici segnali di camini accesi, piuttosto che evaporazioni drammatiche dei risultati delle camere a gas.

Ora, senza voler approfondire, senza voler mettere mano dove l’ignominia umana la fa da padrone, meglio è approdare laddove c’è possibilità di un riparo.

Infatti, il raccapriccio delle tesi negazioniste del nazismo o di altre forme di dittatura del passato e di vari regimi dei nostri tempi, ha trovato una sorta di giustizia e di tutela, un paraurti, in ambito legislativo.

E meno male!

 Almeno per regolamentazione giuridica, il negazionismo dei genocidi, prevede pene certe, come previsto nei Paesi della UE (28 Novembre 2008), mediante una Decisone Quadro(2008\913).

In essa si fa chiaro riferimento al contrasto contro tutte le forme di apologia, di negazione dei crimini dei genocidi, dei crimini di guerra, di razzismo e xenofobia, mediante il diritto penale.

Si invitano gli Stati dell’unione ad adottare tutte le misure necessarie per rendere punibili i reati indicati.

Interessante sarebbe approfondire questo tema, per conoscere

 Le varie modalità in cui gli Stati hanno legiferato in materia; altrettanto lo sarebbe, dando uno sguardo oltreoceano, per cogliere come anche nelle realtà extraeuropee, la legge punisce chi si macchia di simili reati.

 Una semplice ricerca basta a soddisfare quello che in questo articolo non viene approfondito, in quanto la riflessione si vuole incentrare, piuttosto, sui negazionisti che esistono in questo nostro periodo tragico ed angosciante: coloro che negano il Covid-19.

Pertanto, si tralascia anche quella che sarebbe l’interessante situazione legislativa italiana sui reati prima citati, per dire che, ahinoi, sul suolo italico, si è provveduto a colmare u vuoto solo nel 2016(Legge n.115 del 16 Giugno).

Prima, si stava “tranquilli”, essendo punibile solo l’incitamento all’odio e l’apologia del delitto (comma3, art.414 del codice penale)

Un ritardo ingiustificabile, dovuto alle levate di scudi di intellettuali di ogni specie, nonché di vari ordini professionali (fra loro anche storici ed esponenti della Camera Penale), mossi dalla convinzione di tutelare, con le loro rimostranze, la libertà di espressione e di opinione dei cittadini.

Ovviamente, tali tesi condivisibili o meno hanno, giocoforza, ingenerato al riguardo inibizioni in Parlamento per troppi lunghi anni.

Ma, allora, ragionando per traslazione, si potrebbe ipotizzare “qualcosa” di simile anche per coloro che negano l’esistenza del virus?

Imperterriti, sin dall’inizio della pandemia, in ogni angolo del mondo, anche con grandi raduni, li abbiamo visti levare i loro strali, con orgoglio e totale incoscienza, lasciandoli esprimere liberamente.

Anche in questi casi, dove si attenta alla salute pubblica, la libertà di espressione e di manifestazione, sembra essere l’ottica vincente.

Basta qualche ammenda ed il problema appare risolto.

 Lo stesso discorso, può adattarsi alle circostanze create dai cosiddetti “NO-VAX “degli anni scorsi, ora riesumati, in buona parte, nella lotta contro quello che ritengono un virus voluto dalle lobby farmaceutiche, con un complice di non poco conto, che di nome fa Bill Gates.

 Attualmente, in correlazione alle possibilità dei vaccini in arrivo (aspettati come fondamentale spiraglio, unica luce possibile per uscire dal lugubre tunnel di questi mesi), molti dei sostenitori della lotta ai vaccini comuni, trovano buona sostanza per rivendicare la veridicità delle loro convinzioni.

La questione è delicata e proprio per questo pare che il governo italiano non rende obbligatorio il vaccino, ma ne garantisce la gratuità.

L’antidoto che aspettiamo, però per i negazionisti, non sarebbe altro che la prova provata delle loro teorie.

 Il vento del complotto, pertanto, circola senza sosta per i nostri cieli e vaga, come mina impazzita, per le vie di questo nostro strano mondo.

A prescindere dalla libertà individuale, ciò che irrita e stupisce è il fatto che si possa pensare che il virus sia frutto di manipolazioni, tese ad assoggettare la popolazione mondiale, giocando sul terrore.

La letteratura anticipa spesso quello che poi si verifica nella realtà.

Ma qui siamo nel campo in cui tutto è possibile.

 I negazionisti del Covid sono soggetti che non fanno la letteratura, ma potrebbero rientrarvi, come protagonisti di un libro di fantascienza.

 Davvero surreali, invece, nella nostra realtà: si immergano in un mare oscuro di supposizioni strampalate, richiamando alla mente le epoche remote, quelle basate su alchimie e superstizioni, lontane assai dalla luce della veridicità scientifica.

Nego, dunque sono! Questo sembra essere il pilastro su cui si regge l’essenza dell’io che non dubita di sé, ma dubita  di ciò che esiste intorno a sé.

Ne viene fuori un paradigma datato, anacronistico, fondato non sulla limpidezza del razionalismo,quanto sul pensiero che scava nel nulla,derubricando  farneticazioni allo stato puro.

L’evidenza di milioni di morti barattata con cretinerie pericolose, ma che trovano seguito in varie frange della popolazione mondiale.

Insopportabile sentire la paranoia che prende a schiaffi gli intubati, che dissacra la morte in solitudine, che irride il pianto di chi non ha potuto chiudere, con una carezza, gli occhi di un congiunto.

E mentre continua la nostra marcia, oberati da stanchezza e paura, oscillando fra solitudine e speranza, privandoci di abbracci e di sorrisi, ci tocca pure subire questi che ci ritengono dei fessi, in preda ai capitani dei profitti, presto sudditi di un impero retto sul male! E i malati? E i morti? E le bare?

Finzione, no? Semplice e facile finzione! Diamine, lo avevano già fatto nel dopoguerra, molto più facile rifare le scene ora!

La storia non vorremmo si ripetesse e invece si beffa di noi.

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