Dom. Mag 16th, 2021

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Scuola, una missiva indirizzata al presidente della regione Campania

Due docenti campani richiedono più sicurezza per la ripresa delle attività scolastiche in presenza, altrimenti occorre chiudere gli istituti.

Di Anna Maria Noia

In una lunga e dettagliata lettera indirizzata al governatore della Regione Campania – Vincenzo De Luca. a firma di alcuni docenti del salernitano e dell’ambito regionale, in merito alle delicate ed attuali tematiche della sicurezza in classe, per contrastare i contagi da Covid-19, si chiedono chiariment isulla riapertura delle scuole.

Anche stavolta, la professoressa Cecilia Fontanella – docente di Chimica e Scienze della Terra (Scienze Naturali) presso il liceo “Giovanni da Procida” di Salerno – si attiva affinché si rispettino le norme di sicurezza a scuola. La “prof”,  esponente del sodalizio “Sicurezza e salute senza colore politico”, si rivolge nuovamente al Presidente della regione.

Lo fa siglando un documento ad hoc, assieme al collega Libero Tassella – per l’associazione “Scuola bene comune”. Anche stavolta, l’argomento della nota verte sulle condizioni di accesso ed agibilità nelle scuole. Uno dei settori chiave, nel mondo del lavoro, per valutare la sanificazione delle strutture, ma anche il contenimento dei contagi che interessano le varie figure – nell’ambito del personale docente e parascolastico.

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Nella lettera, Cecilia Fontanella e Libero Tassella rivolgono alcuni quesiti al nostro Governatore. Si chiedono, prima di tutto, come mai – nell’ ipotesi  delle riaperture annunciate  in Zona Rossa – non ci siano, in realtà, né le condizioni né i requisiti (pare, nel leggere il testo) per pensare a una “ripresa” appunto in “tutta sicurezza”.

Tra i molti aspetti, affrontati nel corpo della lettera, emergono alcune criticità e perpelessità . Peraltro, la Fontanella è favorevole alla Didattica a Distanza , Già in passato ha sostenuto, tante lotte e battaglie per migliorare l’opportunità di impartire le lezioni on line. Tra l’altro, la pandemia ha reso davvero necessario il ricorso ai supporti tecnologici e alle strumentazioni digitali. La lettera indica dei punti programmatici  da cui si evincono i dubbi degli insegnanti firmatari nei riguardi delle aperture  delle istituzioni educative. Ad esempio, i due prof stigmatizzano (la nota è rivolta, oltre che al Governatore , anche all’Assessore alle politiche scolastiche dott. ssa Lucia Fortini) il Decreto Legge 44/2021 recante “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, in materia di vaccinazioni anti Covid; di giustizia e di concorsi pubblici”.

I due insegnanti, dopo aver appreso “con grande preoccupazione” (sono loro parole) del ritorno alla scuola in presenza, anche in Zona Rossa, per i servizi dell’infanzia, della scuola primaria, della prima classe della Secondaria di I grado, rilevano  “ una situazione di allarme altissimo”; sotto “accusa” – se così possiamo affermare – anche il Governo, “reo”di aprire le scuole nel Lazio “per soli due giorni; e ne seguono immediatamente contagi e quarantene” (sono i termini usati nel documento inoltrato a Vincenzo De Luca).

Secondo I professori Fontanella e Tassella, il governo apre le scuole di ogni ordine e grado nelle zone “Arancione”, ma – si domandano – cosa “di serio e costruttivo” è stato posto in essere “per la sicurezza negli edifici scolastici e per il sistema dei trasporti”, alla luce “di varianti, assai diffusive”.

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Nel testo, i due snocciolano vari dati – per esempio sull’andamento della pericolosissima e diffusiva “variante inglese”: la variante “inglese” – dicono la Fontanella e Libero Tassella – il primo marzo 2021 (data di chiusura delle scuole) era rilevata sul 30% dei positivi in Italia; adesso, però, la diffusione di questa e di altre varianti è “estremamente elevata”. Attualmente – emerge dalla lettera – la “variante inglese” ha incrementato la sua presenza; registrando una prevalenza pari all’86,7% – con valori oscillanti (nelle singole regioni italiane) tra il 63,3% e addirittura il 100%. Poi il testo parla della variante “brasiliana”: “è risaputo – scrivono gli autori – che contro tale versione il vaccino AstraZeneca nulla può”.

Le scuole assurgerebbero, dunque, a luoghi estremamente esposti a rischi; da monitorare continuamente.

“Come può il Cts cambiare parere dall’oggi al domani?”, continua la lettera,  “che credibilità può avere sull’opportuna riapertura delle scuole?”. Per gli altri studenti, affermano i firmatari, “la scuola ridiventa insicura”. Parlando della diffusione del virus, Fontanella e Tassella argomentano anche sulla campagna vaccinale che procede “con estrema lentezza”; in più rivolgono al presidente del Consiglio, Mario Draghi, l’accusa di aver sì promosso la campagna vaccinale,  ma di non pensare  al contenimento della pandemia.

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Sono azioni, dichiarano i latori della missiva, che “dovrebbero andare di pari passo”; altrimenti (recita la nota) “pagheremo un conto assai salato, esponendoci a una quarta ondata, proprio quando il Paese è maggiormente esausto”.

Nella lettera si chiede  di assicurare screening nelle scuole – per individuare al meglio i positivi asintomatici e paucisintomatici; di assicurare un contact tracing “adeguato ed efficace”, per spegnere sul nascere tutti i possibili focolai epidemici;,  di assicurare un distanziamento fisico idoneo e un uso costante e corretto di mascherine Ffp2,  di assicurare un’adeguata ventilazione nelle aule.

Infine, la lettera auspica di assicurare un sistema di trasporto “efficiente, adeguato e continuo” – che garantisca “condizioni di sicurezza” per gli alunni e i lavoratori nel mondo della Scuola. Si chiede anche di far rispettare i divieti di assembramento all’ingresso e all’uscita delle scuole. Inoltre i due docenti auspicano che l’indice Rt sia basso e significativamente sotto il limite fissato ad 1.

Gazzetta Ufficiale: il testo del decreto-legge n. 44/2021 Covid-19

Tutti questi argomenti – evidentemente – a sostegno della Didattica a Distanza e “contro” (almeno a livello generale e almeno senza condizioni di sicurezza) alla scuola “in presenza”. A chiusura  della lettera,  i firmatari invocano l’attuazione dell’articolo 2 (comma 1) del suddetto DL 44/2021 che consente ai presidenti di Regione e ai Sindaci di derogare la ripresa delle attività educative “in presenza”, in casi “di eccezionale e straordinaria necessità, dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del Covid e delle sue varianti – nella popolazione scolastica”.

La nota invita i responsabili degli enti locali succitati (Regioni e Comuni) a intervenire e a vigilare. Incrementando al più presto “urgenti ed immediate misure di analisi e di monitoraggio, finalizzate ad accertare la sussistenza o meno – nella popolazione scolastica campana – delle condizioni di rischio di diffusione delle varianti virali”. In assenza di tali attività preposte ai Governatori e ai primi cittadini, conclude la lettera: “La ripresa delle attività scolastiche in presenza è difforme dal DL 44/2021; pertanto individua la possibile insorgenza di contenziosi in sede amministrativa, civile, penale”.

Anna Maria Noia

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