Dom. Mag 16th, 2021

Petrella Tifernina, un incantevole borgo avvolto nella natura nel Molise che “non esiste”

Del comune, immerso nel verde della valle del Biferno, è possibile ammirare le viuzze di un luogo che sembra magico.

Di Silvia De Critistofaro

L’intenzione, e la redazione di Polis Magazine lo ha ampiamente spiegato nell’articolo di presentazione del brand turistico “Il Molise non esiste”, tra i più interattivi a livello nazionale, è quella di valorizzare una terra che in passato mancava di un’immagine, di una visione che presentasse il Molise come un luogo turistico ad alto interesse culturale.

L’impegno di questo appropriato marketing digitale è stato quello di individuare una logica di attrattività in grado di costruire un servizio turistico che evidenzi la valenza ambientale e storico-culturale della regione più sconosciuta d’Italia.

#ilmolisenonesiste

L’obiettivo di “Il Molise non esiste”, che proprio in quest’ultimo mese riesce a catturare l’attenzione di 4 milioni e mezzo di italiani, ottenendo cinquantamila followers, è sicuramente quello di rafforzare la competitività del territorio molisano come destinazione turistica: la comunicazione digitale diventa così uno strumento che consentirà la sopravvivenza delle tradizioni, delle identità locali, delle tipicità paesaggistiche, delle produzioni locali artistiche ed enogastronomiche. Si fa necessaria la conservazione della memoria di questi luoghi creando proprio una documentazione digitale fotografica, storica dei borghi molisani: un mondo antico che va proiettato nel presente perché  consentirà di sopravvivere nel futuro.

Tra i luoghi menzionati nella pagina facebook de “Il Molise non esiste”, spicca senz’altro Petrella Tiferina( Petrèlle, in dialetto molisano), delizioso borgo adagiato nella valle del Biferno, già menzionato da Plinio nella sua “ Historiarum Mundi” (l’agro di Petrella era all’epoca compreso nella pertica di Fagifulae).

-Chiesa San Giorgio-

L’etimologia del nome Petrella è latina e deriva da “petra” ossia pietra, riferita senz’altro ai suoi grossi conglomerati calcarei caratteristici della zona. Ma le origini sembrano risalgano alla preistoria a causa di ritrovamenti di oggetti litici, conservati nel museo preistorico-etnografico “Luigi Pigorini” a Roma. Già dal IV secolo a.C., queste zone erano abitate dalle popolazioni italiche dei Sanniti. In seguito alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, il Molise fu vittima delle dominazioni barbariche di Visigoti, Vandali, Eruli, Goti, Greci bizantini, Longobardi, Normanni.

Petrella, come altri feudi, fu poi sotto il dominio dei d’Angiò e degli Aragonesi. Petrella Tifernina fu sotto il dominio della signoria dei Mormile fino al 1547 e nel periodo del Viceregno spagnolo nelle mani delle famiglie Pignatelli e Di Costanzo. Con la nascita della Repubblica Partenopea, Petrella venne assegnata al Distretto di Campobasso ed al Governo di Ripalimosano. Nel 1808, il paese divenne Comune.

-Interno chiesa San Giorgio-

Tra i monumenti più interessanti da visitare spicca la chiesa (dichiarata monumento nazionale nel 1901) in stile romanico dedicata a San Giorgio Martire, patrono di Petrella e risalente al dodicesimo secolo. Il territorio di Petrella è attraversato da una fitta rete di percorsi viari e non è distante dai percorsi tratturali di Lucera-Castel di Sangro e Celano-Foggia.

Caratteristiche le vie del borgo, alcune sono pavimentate come un tempo. Da vedere il Palazzo “Sette Medici”.

I petrellesi organizzano una rappresentazione sacra “Le tentazioni di Sant’Antonio” ed il 23 aprile, durante la festività di san Giorgio usano cucinare pietanze saporite e tradizionali come i cappelli di prete, i frascatelli, le petacce, pasta fatta in casa condita con pancetta e ricotta, la ricciata (con grano e ceci lessati), “u piccellato” dolce a base di uova, sugna, zucchero e lievito. In onore a san Giuseppe viene organizzato un pranzo di tredici portate a base di legumi cotti nelle tipiche marmitte di pietra.

E’ dello scorso anno, l’incredibile iniziativa per la valorizzazione del turismo in Molise: promossa dall’amministrazione comunale, l’idea è stata quella di ospitare gratuitamente i turisti (di altre regioni) in visita nelle case messe a disposizione dagli abitanti del borgo. Le vacanze a costo zero hanno attratto l’attenzione dei media che della gente molisana ne hanno scoperto purezza e genuinità. Il borgo è definito un museo en plain air per i murales creati dall’artista Massimo Nardi ed ha ospitato le riprese di Sole a catinelle” di Checco Zalone.

Silvia De Cristofaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *