Lun. Lug 22nd, 2024
8000 tamburi per madre terra

“8000 Tamburi per Madre Terra”

Il 22 settembre scorso, giorno dell’Equinozio d’autunno, più di 60 paesi seguendo un’antica profezia hanno risposto all’appello di dare voce ai propri tamburi, di riunirsi in occasione del Ritrovo Mondiale degli 8000 Tamburi e suonare tutti insieme per Madre Terra

Lucia Quaranta

La terra ama il canto degli uccelli, il suono del mare, perfino l’ululato del vento; alla terra piace ascoltare la voce dei tamburi percossi dalle mani degli uomini perché in quel battito, come qualunque madre, riconosce il cuore dei suoi figli.

Alberi decapitati, foreste bruciate, animali vittime delle barbarie umane; da un capo all’altro del nostro pianeta il mare piange lacrime salate che nessuno vedrà e allora:

Quando 8000 Tamburi suoneranno di nuovo insieme sarà l’inizio di una grande guarigione della nostra Madre Terra, dei nostri popoli e di tutti gli esseri, portando più unità, rispetto, amore compassionevole, felicità e pace sulla Terra. E ‘ora di unificare noi stessi e riscoprire tutti i semi delle quattro direzioni, al fine di riattivare l’energia cosmica, guarire le ferite storiche e guarire Madre Terra, rispettare la vita, la libertà e la dignità dei nostri popoli.” (Profezia Otomi Toltechi, 1521)

Il 22 settembre scorso, giorno dell’Equinozio d’autunno, più di 60 paesi seguendo un’antica profezia hanno risposto all’appello di dare voce ai propri tamburi, di riunirsi in occasione del Ritrovo Mondiale degli 8000 Tamburi e suonare tutti insieme per Madre Terra.

Rosalba Morinelli massofisioterapista, esperta di tecniche di yoga e di pratiche olistiche racconta:

“Ci siamo incontrati ai piedi del Vesuvio, un falò con pietre laviche ha accolto attorno a sé un grande cerchio di tamburi, tamburello e altre percussioni. La sciamana percuotendo la pelle di un grande tamburo ha dato il via…e poi tutti noi presenti abbiamo rullato il nostro tamburo; con i suoni che si accordavano gli uni agli altri sentivo sotto i miei piedi la terra vibrare. Per un attimo ho avuto la sensazione che il Vesuvio si stesse risvegliando dal suo sonno e che cominciasse a far esplodere tutta la sua energia. Pur stando all’aria aperta ogni cosa sembrava immobile, stregata dal suono di “8000 tamburi”. Il ritmo incalzava, poi rallentava, eravamo un tutt’uno con Madre Terra, in perfetta connessione col fuoco, l’aria, l’acqua”.

La terra è culla, casa, superficie dove muoviamo i nostri passi, la terra non urla, alle ingiustizie e ai soprusi di cemento risponde con un fiore sull’asfalto. La terra ama il canto degli uccelli, il suono del mare, perfino l’ululato del vento; alla terra piace ascoltare la voce dei tamburi percossi dalle mani degli uomini perché in quel battito, come qualunque madre, riconosce il cuore dei suoi figli.

Lucia Quaranta

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