Lun. Nov 28th, 2022

Gerardo Amarante e gli “Spaccapaese” a Torello di Castel San Giorgio domenica 29 maggio

Domenica prossima, 29 maggio, a Castel San Giorgio – località dell’Agro Nocerino Sarnese (provincia di Salerno) – sarà di scena il performer Gerardo Amarante; assieme al suo gruppo di musica “popolare”: gli “Spaccapaese”.

Appuntamento alle 21, presso l’arena di Santa Barbara – nella frazione Torello. Un toponimo che sta ad indicare un’altura: un luogo, appunto, elevato. Esiste anche un Torello a Mercato San Severino – cittadina limitrofa a Castel San Giorgio – e la stessa metropoli settentrionale di Torino deriva il suo etimo da Augusta “Taurinorum”: Augusta dei Galli Taurini, cioè dei barbari provenienti da aree montane o collinari. Anche la frazione di un’altra zona del Salernitano, Bracigliano, ha desunto la denominazione di Tuoro o Toro.

Tornando a noi, l’happening (evento) è organizzato dalla realtà associativa: “Santa Barbara” – appunto attiva a Torello di Castel San Giorgio. Un’associazione alquanto longeva, dal momento che è sorta l’11 settembre del 1994 – proprio a Torello: una popolosa frazione, tra le dodici che costituiscono il comune di San Giorgio. Su tale località insiste la chiesa della santa celebrata il 4 dicembre: per l’appunto Barbara. Patrona di Castel San Giorgio; di coloro che hanno a che fare con il fuoco (artificieri, pompieri, ma anche pasticcieri; poi minatori, artiglieri e responsabili delle polveriere – non a caso, difatti, le navi che trasportavano armi erano dotate di una stiva detta “santa barbara”) è una donna il cui nome indica un “balbettio”, un “bar-bar” (onomatopea, cioè termine indicante un suono) indistinto e incomprensibile. Era il nome affibbiato ai barbari, coloro i quali – secondo i Latini – con il loro linguaggio erano incomprensibili. Parevano proprio balbettare. In seguito, il nome indicò gli stranieri. Inoltre ci si riferisce alle “Odi barbare” di Carducci – così chiamate in quanto slegate dalla metrica tradizionale classica.

Nonostante questo, la santa – raffigurata iconologicamente e iconograficamente con la “classica” palma del martirio – ha reso tale appellativo affascinante con il proprio esempio di vita e le leggende legate alla sua persona. Ritorniamo a noi, dopo questo excursus: tutti i residenti nell’hinterland sangiorgese e gli altri avventori, di ogni età, attendono con ansia lo spettacolo di Amarante e degli “Spaccapaese”. Una kermesse invocata dopo due anni di lockdown e di lotta al temibile e famigerato Covid, in concomitanza con l’avvento dell’estate (prossima ventura) e con la ripresa delle attività culturali (finalmente) all’aperto. Per l’occasione, l’arena di Santa Barbara si ammanterà di pubblico. E di allegria. Di spensieratezza. Ci sarà la possibilità di rifocillarsi, con un apposito angolo bar e gastronomico – dove richiedere panini e bibite. La kermesse assicura divertimento e risate; tra suoni, canti e anche balli tipici della tradizione popolare.

Il che si abbina alla bellezza del sito sangiorgese, ossia la chiesa di Santa Barbara – risalente al 1500-1600. Ma se ne hanno notizie anche prima: informazioni varie, trapelate, attestano che il monumento era già conosciuto nel 1309. Posta al confine tra i gastaldati (centri di potere) longobardi di Rota (l’odierna Mercato San Severino) e di Sarno, la chiesa nel 1511 fu consacrata dall’arcivescovo di Salerno (poi cardinale) Federico De Campo Fregoso.

Le notizie poi proseguono. Tra coloro che ne hanno “cantato” la storia e/o effettuato delle ricerche in merito o (ancora) creato spunti per la conoscenza di questo bene citiamo – tra molti altri studiosi e curiosi che ne hanno parlato – lo storico autodidatta Gaetano Izzo. Sangiorgese doc, molto attivo e appassionato. La tradizione racconta che la devozione alla santa è sorta, in questa zona, dalle invocazioni dei taglialegna di Torello – i quali temevano i temporali e le scariche di fulmini. Infatti Barbara protegge anche dai lampi e dai fulmini. Dunque Amarante e gli “Spaccapaese”. Dichiara la responsabile del sodalizio “Santa Barbara Torello” – Regina Zambrano, al timone dell’associazione dallo scorso 12 marzo: “A quasi trent’anni dalla costituzione dell’associazione, possiamo affermare che gli spettacoli e gli eventi organizzati sono stati molteplici. Come i nostri predecessori, anche noi ci stiamo impegnando a riprendere le tradizioni della zona. Allestendo, al contempo, kermesse sempre innovative. Tra gli happening più recenti, all’inizio del nostro mandato abbiamo aperto le porte alle famiglie – approntando un pic-nic nell’arena”. Prosegue la Zambrano: “Abbiamo voluto tra noi Gerardo Amarante e gli “Spaccapaese” in quanto sono artisti di una bravura eccezionale; siamo tutti molto contenti che abbiano accettato di esibirsi su nostro invito”.

Non è la prima volta che Amarante e i suoi cantano e suonano a San Giorgio. Amarante è un noto e stimato, nonché simpatico, docente originario di Angri. Vanta una lunga e apprezzata gavetta nel mondo dello show.biz. Di lui, ma anche del valido ed eclettico gruppo che lo segue – gli “Spaccapaese” (anch’esso dinamico e dai ritmi frenetici) – sono ben note le barzellette in vernacolo napoletano; le allusioni e gli ammiccamenti nell’ambito delle (numerose) tombolate… “scostumate” e delle caratterizzazioni da… “femminielli”; il recupero del sound mediterraneo e delle sonorità etnografiche; folk; popolari come la taranta e la tammurriata. “Con questa manifestazione – afferma nuovamente Regina Zambrano – speriamo di garantire un momento di sano divertimento e qualche ora di spensieratezza a tutti. In un periodo, quale l’attuale, in cui si sente parlare solo di pandemia o di guerra”. Ma l’associazione intera, composta da circa ottantotto aderenti, è già in fibrillazione per presentare sul territorio ulteriori avvenimenti: kermesse culturali; rassegne teatrali; show musicali; spettacoli per bambini; contest sportivi; incontri gastronomici faranno la loro parte nelle prossime settimane. Quindi… “stay tuned”, “rimanete sintonizzati” a breve – è l’invito di “Santa Barbara”. “Per noi – afferma nuovamente la Rescigno, a nome dei soci – è veramente importante valorizzare i nostri luoghi; abbiamo dei posti stupendi e tante bellezze naturali da riscoprire, da ri-valutare”. Ai cittadini di Castel San Giorgio, delle sue frazioni e (conseguentemente) pure ai visitatori provenienti dall’esterno gli associati fanno sapere che: “Siamo a disposizione di tutta la cittadinanza, aperti a qualsiasi richiesta. Speriamo anzi anche nella collaborazione degli abitanti, per mettere in risalto le tipicità del territorio”.

E, riguardo ai rapporti con le altre associazioni, i responsabili di “Santa Barbara” tengono a precisare che: “La nostra realtà è in buoni rapporti anche con gli altri sodalizi comprensoriali, ci piacerebbe allestire qualcosa che possa coinvolgere tutte le associazioni di San Giorgio”. Nel nome di Santa Barbara e delle occasioni per vivere appieno momenti sereni, trascorsi in letizia in compagnia delle famiglie. Benvenuti – ordunque – a Torello e a Castel San Giorgio. Ricordiamo l’appuntamento con il folclore e l’irriverenza, alle 21 di domenica 29 maggio – a Torello, nell’arena di Santa Barbara. Largo al dissacrante Gerardo Amarante e agli “Spaccapaese”. Seguiranno ulteriori iniziative.



Anna Maria Noia

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