Lun. Nov 28th, 2022

Pontecagnano (SA). Il Premio Sud 20/40 a Nicola Gratteri e Pino Aprile

il Premio Sud 10/40  a due eccellenze del Meridione nei loro rispettivi campi professionali; a Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro, da trent’anni in prima linea contro la ‘ndrangheta e a Pino Aprile, giornalista e studioso da anni della questione meridionale.

di Stefanp Pignataro

Dopo l’incontro ed il conferimento del Premio ad Enzo Avitabile, l’Associazione Sud 20/40 ha consegnato alla città di Pontecagnano ancora una serata di altissimo livello culturale: nella giornata del 10 giugno, l’Associazione, in partnerschip con il Consorzio Gruppo Eventi, nella suggestiva Corte di Taverna Penta, ha consegnato il Premio Sud 10/40 (realizzato dal Maestro orafo Michele Affidato)  a due eccellenze del Meridione nei loro rispettivi campi professionali; a Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro, da trent’anni in prima linea contro la ‘ndrangheta e a Pino Aprile, giornalista e studioso da anni della questione meridionale.

L’intento del Progetto è quello di discutere del Sud Italia come uno straordinario territorio che pullula di arte e di cultura cercando di abbandonare stereotipi e letture superficiali che ne offuscano la storia e ne impediscono di trovare soluzioni alle sue difficoltà.

Pino Aprile, autore, tra gli altri, del bestseller “Terroni”, è fortemente convinto che la questione meridionale debba essere risolta soltanto da una viva presa di consapevolezza intellettuale ; La parola “Terrone” è spesso usato come una grave offesa, ma spesso una parola ripetuta molto perde la sua connotazione negativa e diventa termine di onore; come è successo con il termine “Brigante”, che inneggia all’epopea di Carmine Crocco e Ninco Nanco”. “Sono onorato di ricevere il Premio “Sud”-afferma Gratteri- Sono un uomo fortunato, amo il mio lavoro perché è l’unico lavoro che consente di essere davvero libero e di rispondere solo alla legge. Ai giovani che hanno vinto il concorso di Magistratura suggerisco di non farsi prendere dalle correnti, non vendete la vostra libertà. Non abbiate paura di fidarsi solo di voi stessi. Io sono orgogliosamente contro le correnti. La Magistratura deve recuperare la fiducia nella gente, oggi abbiamo solo il 35 per cento di gradimento, Occorre recuperare la coerenza”. Sono onorato-conclude- dell’affetto di migliaia di persone che sanno bene che per me l’onore non ha prezzo e il coraggio mi serve per non deludere chi vede in me ed noi l’ultima spiaggia”.

Maestro Pino Aprile, Lei, in un’intervista di qualche tempo fa, dichiarò che la condizione meridionale è anche una condizione psicologica; per anni gli abitanti del Meridione hanno subito una sorta di violenza psicologica di vivere una condizione di sottomissione o di un autentico complesso di inferiorità tanto da, forse, convincersene. Lei fece anche l’esempio della Shoah: tanti ebrei ricercavano in maniera esistenziale una loro colpa da espiare per sopportare le angherie naziste. Una pura follia. Da attento studioso, cosa pensa, dopo molti anni in cui la questione meridionale è sempre al centro di un dibattito storiografico,che sia utile al Sud per un’effettiva presa di coscienza effettiva?

Consapevolezza. Questo stato di minorità che viene imposto dai vincitori ai vinti viene fatto proprio dai vinti; i vinti, lo si può leggere con altri termini ma il meccanismo è lo stesso…(si pensi alla “Pedagogia degli oppressi di Paulo Freire)..l’oppresso si adegua alla narrazione che di lui viene fatta; aderisce al pregiudizio contro di lui perché in quel pregiudizio che viene riempito di minorità da lui stesso trova una collocazione. L’essere umano è un animale sociale; un sapiens da solo non è tale, perché sia tale ce ne vogliono almeno due e quando ne hai due sei nella condizione  di un’isola del Pacifico dove ci stanno  Robinson Crusoe e Venerdì. Ma chi fa Venerdì? Venerdì rappresenta una posizione un po’ scomoda rispetto a quella di Robinson. Lo stesso Moro soleva dire che “quando un uomo incontra un altro uomo nasce la politica”, la definizione dei ruoli. Ancora: il vinto è costretto ad iscrivere la propria vita e la propria storia nella storia del vincitore: il vinto si vede privato delle sue tradizioni e deve parlare la lingua del vincitore. Esso è costretto a sognare nella lingua e nei sogni del vincitore ma arriva sempre secondo perché, come soleva dre Chioran “Le lingue non si parlano, si abitano”, ma se tu non abiti la tua lingua ma quella di un altro sarei sempre un estraneo e ciò costruisce la tua minorità. Lo stesso Freire elaborò la sua pedagogia degli oppressi (da cui venne fuori anche la Teologia della Liberazione) ideando un sistema di alfabetizzazione che mostrava agli oppressi il contenuto di violenza nelle parole del vincitore. Noi meridionali abbiamo l’abitudine di dire” Sono meridionale”, ma così dicendo ci siamo condannati. Noi non siamo mai stati meridionali di nessuno. Occorre affermare di essere irpino, napoletano, cilentano, sannita, dauno,  definirsi con la propria storia, la propria lingua e le proprie tradizioni e non con una posizione geografica riferita a quella de vincitore. Solo così saremo libero. Abitare la propria storia significa essere capace di immaginare il futuro. Senza storia si può solo vivere nel futuro che un altro costruisce per te”

In questi 160 anni di Unità d’Italia, quale “Controstoria” occorre studiare nel Risorgimento?

Io pretenderei da uno studioso e da uno storico l’onestà; la nostra è una storia furiosamente e clamorosamente e disgustosamente disonesta.  Quasi tutte le scoperte dal punto di vista storico sono state compiute, in questi 160 anni, non da storici ma da storici amatoriali.  Si provi ad immaginare  in un’Università italiana uno storico che racconti il Regno delle Due Sicilie cos’era davvero..non solo non gli darebbero la cattedra, ma neanche il bigliettino della Mensa!. Un esempio? Io ho pubblicato in “Terroni” e poi  ho trovato documenti inediti  che pubblico in “Carnefici” documenti che provano l’eccidio di  minimo 15000 soldati borbonici a Fenestrelle”

Stefano Pignataro
Sezione Cultura
Vice coordinatore nazionale Polis SA magazine

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