Dom. Apr 21st, 2024

Barlumi d’infinito: nel nuovo libro di Anna Maria Noia un punto d’equilibrio

Con “Barlumi D’infinito-Versi tra il sacro e il profano” (Polis Sa Edizioni) l’autrice e giornalista, questa volta in veste di poetessa, ci accompagna verso la scoperta di risposte inattese.

Di Antonello Rivano

Un nuovo volume della collana “Passi”, etichetta di Polis Sa Edizioni che propone nuovi nomi nel variegato, e complesso, mondo della poesia contemporanea.


L’autrice

Anna Maria Noia. Giornalista, scrittrice e poetessa di Mercato San Severino (Sa). Laurea in Scienze della Comunicazione. Due corsi di perfezionamento post laurea. Ha collaborato con svariati quotidiani cartacei e on line (“Lacittà di Salerno”, “Cronache del Mezzogiorno”, “L’idea”, “Agire”, “Controcampo”, “L’agenda di Salerno e provincia”).Corrisponde per portali web, come: “www.cittadimercatosanseverino.it”, “Istituto Galante Oliva-Polis SA Magazine”. Appassionata di antropologia; etnografia; storia; linguistica; comunicazione. È incuriosita dalla critica letteraria, teatrale, artistica.

Ha preso parte, con successo, a certami poetici. Per esempio al concorso nazionale di Poesia: “Ecologia. Ambiente e natura”. Ha partecipato anche ad altri contest poetici: “Accademia di Paestum”; “Diciamolo… con la poesia”; “Padre Pio. Il santo del nostro tempo”. Vanta la pubblicazione di opere inerenti all’etnografia (come “Calendario salernitano delle tradizioni popolari” – edizioni Marte, 2011); la storia (“Ovidio Serino, l’angelo della rivoluzione del Cilento” – edizioni Paguro, 2015); la poesia.

Il Libro

Chi è abituato a leggere delle poesie sa che da esse non deve aspettarsi delle risposte, bensì dei punti di domanda, perché la poesia ,del resto, è questo: un interrogarsi su più livelli.

Chi “scorrerà” questi poemi di Anna Maria Noia, invece, avrà delle sorprese.

Nella poetica dell’autrice c’è tutta una ricerca, fuori e dentro di sé. Con una lirica che potremmo ben definire “neoclassica”, lei ci prende per mano e ci conduce con lei alla ricerca di un “punto di equilibrio”, un punto che si trova tra sacro e profano; sogno e realtà; passione e ragione; notte e giorno… e tra il tutto e il nulla, forse anche tra la Vita e la Morte.
In fondo, è la ricerca stessa dell’Io. Una ricerca che si intuisce non facile, a tratti tormentata. In un verso leggiamo, infatti: “Troppo tar- di ti ho amato… o vita”. Certamente non è tanto una nota biografica, quanto piuttosto una proiezione dell’Essere, o piuttosto del “Sentirsi”. Consci del fatto che non è mai tardi per amare, qualunque sia l’oggetto dei quell’Amore.

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Ed ecco che, appunto con dei “barlumi d’Infinito” e alla luce di questi lampi poetici, una risposta la intravediamo seppur labile, come le nostre umane certezze.

Quel punto di equilibrio, che al tempo stesso è anche punto di forza; leva che può sollevare il mondo, non può che aver un nome: Amore.

Amore per la madre, per un uomo, per il creato… per la Vita stessa. E, in quei “pensieri sparsi”, tra le liriche che spaziano tra il classico e il moderno; il religioso e l’epico noi alla fine potremmo perlomeno intuire (perché come esseri umani di più non c’è dato) quel che muove l’Universo stesso. Parafrasando il Sommo Poeta : “L’amor muove il cielo e le altre stelle”.

[…] Meravigliosamente, nell’Aria,
si spanderanno fragranze celestiali
descrivendo voli e fughe,
in cotanto inebriante Mistero:
l’Incantesimo del Dono,
l’Incantesimo d’Amore!

(dalla poesia BARLUMI)

Antonello Rivano
Direttore di redazione/coordinatore nazionale Polis SA Magazine

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