Mar. Lug 23rd, 2024

Libro di Gabriella Naddeo a Salerno

il 31 marzo 2023, presso il teatro “Santa Margherita”

Di Anna Maria Noia

Conoscere Gabriella Naddeo, per chi scrive, è stato un dono del Cielo – un privilegio: una persona molto positiva e con un bagaglio – culturale ed esperienziale – davvero notevole. Incontrata, per caso, al telefono, al momento giusto ed opportuno. Salernitana, classe 1970, laurea in Lettere Moderne. È una professionista molto conosciuta, nella sua città. Qui svolge l’attività di segretaria personale del dentista Gianfranco Aiello. La Naddeo è davvero un fiume in piena, la sua parlantina è frizzante e giovanile – come il suo animo poetico. Alla stregua di un “fanciullino” pascoliano. Venerdì 31 marzo, alle ore 19.30, la Naddeo – o, per meglio dire: “estempoGabriella”, nickname o nome d’arte di tale eclettica e vulcanica scrittrice – sarà intervistata in diretta. Dalla giornalista Luciana Mauro, assieme a Vicente Barra – chirurgo ortopedico e scrittore. Sarà presente anche il creativo e designer Francesco Galdo – autore della copertina del volume “Sfogliami/spogliami” – ultima “fatica letteraria” di “estempoGabriella” (calembour per Es tempo, in Spagnolo). Dove? È presto detto: dinanzi allo sfondo scenografico del teatro “Santa Margherita”, a Salerno (in via D’Allora). Ingresso libero. La struttura propaga l’arte teatrale e/o diffonde la cultura sia drammaturgica (drammaturgia emergente e/o “classica”) che letteraria o poetica. Grazie ai pregevoli appuntamenti della rassegna “Il libro in teatro”, curata dal sodalizio “Scriptorium” (referente: Luciana Mauro) e dallo staff di questo centro (nevralgico) salernitano – particolarmente dal responsabile Lello Casella. Letture di Lello Casella stesso, nonché di Barbara Frusciante – docente ed attrice salernitana. Musiche di e su brani cantati da Laura Pausini, molto amata da Gabriella Naddeo.

La scrittrice presenta, dunque, una delle sue pubblicazioni – l’ultima, in ordine di tempo. La storia dei più recenti suoi libri è particolare, va raccontata. Sintomo di un animo stupefatto, di fronte allo spettacolo della natura – e delle bellezze che ci attorniano, ma che non siamo capaci di cogliere appieno – la versatilità delle opere della Naddeo risiede nei frequenti giochi di parole; in quello che viene spesso definito: “il gusto della parola” (ricordando, un po’, il vate D’Annunzio). E che per lei non significa affatto “verseggiare”, tutt’altro: le sue intenzioni convertono sulla produzione di vera e propria Poesia – soltanto attraverso la maturità della padronanza linguistica. Frutto della malleabilità di sintagmi e grafemi, che emergono dalla propria poetica e aforistica – rilasciando concetti reali, mai banali, veraci, vivaci. La sua avventura letteraria parte sì da lontano – al telefono ci ha rivelato di aver iniziato a scrivere (mettendo su pagina tanti pensieri… “spersi”) già da adolescente – ma si concretizza e si cristallizza in anni recentissimi: il periodo della pandemia, considerato “critico” (nel senso etimologico, però). Un periodo di fermenti, a ribollir nell’animo sensibile e poliedrico di questa donna. Le evocazioni (ricordando Proust) e le epifanie (citando, invece, Joyce) di questa donna molto elegante, gentile, femminile (già da come ha discorso con noi al telefono, per moltissimo tempo, lo si comprende) si sono materializzate e sviluppate – poi sono cresciute – a partire dal 2020. Allorquando la Nostra ha sentito impellente l’urgenza e l’impellenza di gettar giù parole e concetti solo in apparenza “slegati”. Tutto nasce dal lavoro di Gabriella Naddeo, in quel misterico 2020. Nella società del Covid. Galeotto un viaggio in Calabria, intrapreso allo scopo di ricaricarsi dalla professione – non in lavoro agile o smart working, bensì nel suo studio salernitano. Con la voglia di staccare. Di andare a capo (vertere, in Latino; strophein, in Greco antico). Ed è proprio grazie al viaggio verso la terra degli antichi Ausoni – una delle popolazioni italiche che si insediarono in Calabria – che la Nostra comincia a osservare con occhi diversi (come mai aveva osato fare, prima dell’avvento del Coronavirus sul pianeta Terra) il tramonto che penetrava dal finestrino. È stato un attimo. Come riscossa da un torpore atavico – ci ha confidato telefonicamente – ha cominciato ad associare le emozioni alle parole, dapprima, nella sua mente. Senza poterle – o, forse, volerle – annotare su di un taccuino. Poi, largo ad aforismi, frasi, pensieri; quasi poesie – benché più “prosaiche”. Mai prive di giochi di parole. Conversando – in maniera proprio piacevole, aggiungerei – ella ha affrontato la cronistoria dei suoi tre libri, sorti appunto dal tramonto “itinerante” che ha notato raggiungendo la Calabria. Proprio il più “fresco” e recente verrà illustrato venerdì, al teatro della località Pastena. “Parole raccontate e mai scontate”, questo il tema… “specifico” dell’incontro. Durante cui l’autrice dialogherà – come succitato – con l’amica cronista Luciana Mauro, con Casella e con gli altri ospiti. Non mancheranno, anzi sono caldamente e vivamente sollecitati, interventi da parte del pubblico. Che potrà interagire con la scrittrice, porgendo opportunamente domande e saziando la sua curiosità. Sciogliendo dubbi e incertezze. Da quanto emerge dalla chiacchierata – non una chat impersonale, ma un confronto ampio e sereno; disteso (a chi scrive si è aperto – davvero – un mondo, discorrendo con l’autrice) – la Naddeo ha molta fede, in sé stessa e in un Essere superiore: il Signore Iddio. Avere, finalmente, fiducia in sé stessa nasce dalla “terapia” della scrittura: Gabriella Naddeo è divenuta – man mano – più sicura, decisa e “femminile” (fatta donna) grazie all’espediente dell’annotare sensazioni, emozioni, frammenti di vita sui fogli. Avremmo voluto che la Nostra rispondesse a delle domande, da noi poste all’uopo, in cui emergessero delle riflessioni sul “senso della scrittura e della lettura” nella società odierna – convulsa e frenetica. Invece, l’intervista è andata oltre, si è “snodata” dai “binari” di un servizio (da parte nostra) “canonico”, saltando anche gli schemi. E tutto ciò è stato interessante e – anche – maggiormente proficuo. Chi scrive si identifica in tantissime cose, con la scrittrice salernitana. Toccando tanti punti in comune. Rassicurati dalla bellezza della Cultura (non a caso, scritta con la C maiuscola!) che “salverà il mondo” come quella della natura – creata dal Padre che sovrasta ogni desiderio e ogni pensiero umano.

Che ci ama. Che vuole persone quali, per l’appunto, Gabriella – per portare a Lui uomini e donne “di buona volontà”. Ma non discostiamoci troppo dalla riflessione sull’opera di Gabriella. Che è pregevole. Come altre pubblicazioni, presentate al teatro “Santa Margherita” in questi mesi, grazie alla kermesse “Il libro a teatro” e agli “sforzi” di tale piccola/grande realtà laboratoriale. Voluta sia dal responsabile Lello Casella che dai suoi alacri collaboratori e, infine, da Luciana Mauro. Nel 2022 “Scriptorium”, fucina e crogiuolo di tantissime iniziative e manifestazioni – spesso pure culinarie – ha festeggiato il suo decennale. Dieci anni di presenza e attività sul territorio. Mirante a promuovere la cultura e tanti campi del sapere, interrelati tra di loro. Una bella sfida, per una realtà associativa di Salerno – centro intellettuale con molti spunti di riflessione, in campo letterario (basti pensare a eventi come “Salerno letteratura” e/o come il premio letterario “Alfonso Gatto”; oppure come, qualche anno fa, il premio “Valitutti” – alla presenza dell’accademico dei Lincei Giuseppe Cacciatore e dell’instancabile funzionario della Provincia, Renato Cangiano. Entrambi scomparsi e compianti). Tornando alla carissima Naddeo, occorre dire che la scrivente aveva predisposto – in vista proprio dell’intervista – delle domande in uno “schema” (ideale). Ma la schiettezza e l’entusiasmo di questa donna, così volitiva e sensibile alle emozioni, hanno travolto tutto e la chiacchierata ha toccato punti e vette molto alti. Con interessanti spunti, da donare a tutti coloro che avranno il coraggio e/o il privilegio di accostarsi agli scritti “epifanici” di Gabriella. Concordi – entrambe noi – che la tecnologia odierna (pure utile e necessaria) non può sostituirsi al dialogo. Finestre di dialogo, infatti, emergono dagli intensi scritti di tale essere femminino. Il suo percorso da scrittrice – quindi – nasce (o, meglio, si manifesta esteriormente) con un’autoriflessione sulle bellezze della vita, nel corso del viaggio in Calabria. Che è stato un viaggio – soprattutto – interiore, alla ricerca di sé. Da qui, estempoGabriella. Coi suoi frammenti d’esistenza.

Il linguaggio usato dalla scrittrice è molto personale, riflessivo. Dal viaggio alla “carta”, quando una persona con cui aveva confidenza al lavoro le consiglia di pubblicare, in una silloge, ciò che ha significato per lei questo “riscoprirsi” – come donna e come individuo, all’interno della società. Per condividere con le persone più sensibili il vissuto e le esperienze di tale “autoanalisi” – così possiamo definirla. Nasce così la prima sua opera: “Frammenti di pensiero” – edita per i tipi de “Ilmiolibro.it”. Tale libro (di circa 50 pagine) nasce in piena pandemia, nel novembre 2020. Gli altri due volumi sono stati, invece, venduti su Amazon. Sempre alla ricerca, costante, di una personalità (prosopopea) che apprezzi i doni della natura e dell’esistenza. Tanti i pensieri e le riflessioni affioranti dalla lettura – che dev’essere attenta – dell’opera. Rime, versi ma anche (e soprattutto) constatazioni. Forse finanche “consigli” sul come affrontare quella grande battaglia che è l’esistenza umana. Nel mondo, nell’anima. Ed ecco giungere la seconda “creatura” della Naddeo, un’ulteriore pubblicazione. Certo, creatura: figlio. Poiché è un vero e proprio parto. Giocando con le parole – tra verbo (partire) e sostantivo (l’esito della gravidanza: il parto) – ecco che lei stessa afferma che “io parto come donna”, nel ritrovarsi. “L’unico parto che mi sia stato concesso. Parto da me stessa, in compagnia della mia ironia”. Quella socratica. Tra allitterazioni e iterazioni. Nel gioco delle parole. Ma dà anche alla luce un libro, come fosse un bambino. Il secondo volume è “Emozioni nonostante tutto” – novembre 2021. Con “la prosa del poi che spera” che offre al lettore o alla lettrice un momento di catarsi – interiore e non. Infine: “Sfogliami/spogliami” è realtà. Dal novembre 2022. E verrà illustrato venerdì 31 marzo. “EstempoGabriella” è un nickname che richiama il suo “vivere al momento le emozioni, interiorizzate in un linguaggio intimo e personale, che abbraccia l’altrui animo”. Questo il senso della prosa “poetica” di tale autrice. Anche nel comunicato stampa diramato dalla scrittrice, oltre che dall’intervista da noi attuata, si parla della “innovatività” di questa terza pubblicazione – prosieguo delle prime due. “Ogni giorno merita di essere vissuto con entusiasmo e intensità” – esprime la nota-stampa. Davvero così, come se il giorno in questione fosse l’ultimo. E, nel corso del colloquio telefonico, abbiamo potuto prender nota di tantissimi altri concetti – tutti interessantissimi. Come una sorgente zampillante produce, poi, un fiume che tracima dai suoi “bordi” – così ci è parso il discorrere della Naddeo. Sarebbe troppo lungo riportare qui – in tale nostro servizio – tutto quello che l’autrice ha espresso e continua a produrre. Ma è un “materiale” immenso, prezioso. Vorremmo dire tantissime altre cose, di questa professionista salernitana. Purtroppo la sua esperienza è talmente vasta ed infinita da dover essere… “frenata” qui in questo articolo. Ma ci riproponiamo di scrivere altri articoli, in altri momenti; in ulteriori occasioni. Per parlare del senso di speranza, offerto da Gabriella Naddeo nei confronti di tutti e di tutte. Non dimentichiamo – tuttavia – di osservare la fede in Dio professata, nel suo scrivere impetuoso, dall’autrice. Una fede che è, al contempo, ideale (“teorica”) e “pratica”. Concreta. Nel comunicare speranza agli altri. Ed è un fatto, un qualcosa, che accomuna la professionista alla scrivente. Durante la presentazione di venerdì 31 marzo, verranno estratti e letti (poi commentati) brani del suo ultimo libro ma anche dalle altre sillogi. Il tutto, come detto, circonfuso dalle musiche della Pausini. Tra le canzoni: “Il coraggio di andare”; “La geografia del mio cammino” e “Buon inizio”. EstempoGabriella si divide, inoltre, in tre: Gabry, Gabriella Naddeo ed EstempoGabriella. Ciò emerge da una delle belle copertine (o cover), realizzate per i volumi della Naddeo. Con colori eloquenti e/o significativi: soprattutto verde e azzurro, che “crescono” di tinta – dalle tinte (appunto) pastello, delicate, alle nuance più forti, tenaci e decise. Cover che ritraggono cigni e margherite, nel loro “sfogliarsi” (e “spogliarsi”) – a mo’ di “m’ama, non m’ama”. Complimenti – ordunque – alla scrittrice, che – nell’ultimo volume della sua… “trilogia” apre il sipario su 365 istantanee “estemporanee”. Un anno di pensieri e aforismi, tratti dalla fantasia e dalla sensibilità di tale persona. “Parole raccontate e mai scontate. Il viaggio di estempoGabriella”. Questo il tema, allettante, della serata. Per comunicare – dice Luciana Mauro – “attraverso il cuore, con la spontanea scrittura di un’autrice che traccia – con la sua penna – i palpiti dell’anima”. E “ce li regala” – afferma la Mauro – in un manuale, da conservare con cura; perché racconta la nostra interiorità”.



Anna Maria Noia

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