Diario di una vittima della droga -34-
Quando l’amore di una madre diventa resistenza
Diario di una vittima della droga
Diario di Camilla Roberto, madre di Antonio Metad Eid Sayed, un ragazzo vittima della droga nel 2010.
a cura di Nicoletta Lamberti
La mia lotta contro la droga è iniziata nel 2010, mentre tornavo dalla comunità con il mio Antonio e un nostro amico, dopo un colloquio. Ricordo esattamente il momento in cui dissi: ‘Ho deciso di lottare contro la droga’. Antonio si girò, eravamo in macchina, e mi dedicò un sorriso che non dimenticherò mai. Disse al nostro amico: ‘Hai sentito? E chi la ferma? Ha già deciso tutto!’. Da quel momento lotto, e il mio diario nasce per parlare a chi non vuole ascoltare la verità!”
Camilla Roberto

13/12/2022
Dal diario di UNA VITTIMA DELLA DROGA: IO
Buonasera,
vorrei tanto raccontarvi una favola a lieto fine. Ma le storie che racconto non lo sono, perché io parlo sempre di una cosa che fa storcere il naso a tanti… parlo di dipendenza.
Attenzione: quando dico “dipendenza”, intendo ogni comportamento che sfugge al controllo della persona e, quindi, di dipendenze ce ne sono tante — fumo, droga, alcol, internet, gioco, sesso, acquisti, cibo, ecc. ecc. ecc. Diciamo che quelle che ho citato sono le più diffuse, e causano sempre danni.
Ovvio che essere dipendenti dal fumo è meno dannoso che fare uso di eroina, ma non è che poi il fumo della sigaretta non procuri danni al fisico.
Quando poi le dipendenze sono varie, la situazione sfugge di mano e si creano danni nell’immediato, nel medio e nel lungo termine!
E dalle dipendenze nessuno è escluso!
Il tema è talmente vasto e articolato… le cose da fare ci sono, ma bisogna creare le condizioni affinché si tuteli chi è più debole, specie i ragazzi nell’adolescenza, che sono spesso le vittime prescelte da chi dalla dipendenza lucra.
Mi chiedono se gira droga: certo che sì! Solo che facciamo tutti finta che vada tutto bene, che non parlarne equivalga a risolvere il problema… un problema che esiste ed è gravissimo.
Cosa posso mai fare io, da sola, per aiutare gli altri?
Intanto, invece di nascondere che la droga può uccidere, io lo dico apertamente.
La mia testimonianza di certo non salverà tutti i giovani, ma qualcuno di loro magari rifletterà. Intanto io parlo, e ripeterò fino alla fine dei miei giorni che bisogna affrontare la tematica, fare informazione mirata per far capire ai ragazzi i danni che provocano al proprio corpo — spesso irreversibili — perché, purtroppo, quello che sanno è poco e spesso sbagliato!
Ma sta per venì Natale e chest’ parl ’e drogh????
È sempre il momento giusto per dirvi che il vero sballo è la vita!
La droga uccide.
Antonio ha smesso di vivere in questo mondo il 22 settembre 2010, e gli anni non hanno diminuito il dolore devastante della sua perdita… servono solo ad aumentare questa sofferenza che io vivo giorno dopo giorno.
Devo e voglio dare un senso alla sua morte, perché la perdita della sua vita non sia stata vana.
Ecco perché io lotterò finché sarò in questo mondo!
E se salverò anche un solo ragazzo… ho già vinto!
Chest’è!
Trasposizione e adattamento per Polis SA Magazine a cura di Nicoletta Lamberti
Pagine del diario di Camilla Roberto già pubblicate su Polis SA Magazine
La pubblicazione delle pagine del diario di Camilla Roberto è con sua autorizzazione ai sensi degli artt. 10 e 320 cod.civ. e degli artt. 96 e 97 legge 22.4.1941, n. 633 – Legge sul diritto d’autore
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