Gio. Apr 16th, 2026

Il corallo di Genova: storia, arte e lavoro nell’Ottocento

Genova. Due incontri tra Museo del Mare e Villa Centurione Doria (Genova Pegli) per esplorare il legame millenario della città con l’“oro rosso”

GENOVA-Il rapporto millenario tra Genova e il corallo torna al centro dell’attenzione con il ciclo di conferenze “Il corallo nell’Ottocento genovese – Il legame millenario tra la città e l’oro rosso”, promosso dal Centro Universitario Ponente con il patrocinio del Comune di Genova e del Municipio VII Ponente, in collaborazione con il Mu.MA – Museo del Mare. Due appuntamenti che restituiscono la complessità culturale, economica e sociale di una materia prima che ha segnato per secoli la vita ligure.

Il ruolo del corallo nell’Ottocento non può essere compreso senza considerare il suo percorso nel tempo. Dal frammento rinvenuto nella Grotta delle Arene Candide, risalente al Neolitico, fino alle moderne attività di ricerca e conservazione marina, l’“oro rosso” ha accompagnato l’evoluzione del territorio. A partire dal XVIII secolo, la pesca iniziò a risentire dell’impoverimento dei banchi e delle trasformazioni politiche legate alla caduta della “fabbrica di Tabarca” e al trasferimento nel Sulcis della comunità tabarchina, che per oltre due secoli aveva fornito materia prima ai commercianti e corallieri genovesi.

Il corallo ha attraversato epoche e funzioni diverse: dal massimo splendore tra XVI e XVII secolo, quando era al centro degli interessi mercantili e nobiliari, alla raffinata lavorazione artistica nelle Wunderkammer, fino agli impieghi religiosi in rosari, ex voto e decorazioni.

Il suo utilizzo ornamentale caratterizzò anche molte ville di villeggiatura lungo il litorale, dove compariva nei ninfei e nelle pavimentazioni delle dimore signorili. Nel tempo si sviluppò inoltre un vasto fenomeno sociale legato alla lavorazione domestica: famiglie intere, soprattutto donne e bambini, erano impegnate nella pulizia, foratura e preparazione dei grani destinati a collane e rosari. Nella Valbisagno si contavano tra i 5.000 e i 6.000 addetti alla fine dell’Ottocento. Tra le realtà artigiane più tenaci spicca la ditta di Raffaele Costa, capace di resistere alle oscillazioni del mercato — anche dopo eventi naturali come l’eruzione del vulcano Empedocle e l’emersione dell’Isola Ferdinandea, che provocarono un drastico calo del valore del corallo — arrivando persino a brevettare particolari “cementine” in cui gli sfridi corallini sostituivano parte della graniglia rossa.

Il primo appuntamento, “Dai fasti del Siglio de oro attraverso le collezioni d’arte, e il Sacro, sino alla pesca del corallo nel XVIII e XIX secolo”,  si terrà il 4 dicembre alle 9:30 al Museo del Mare, moderato da Pierangelo Campodonico, direttore del Mu.MA – Museo del Mare. Con il patrocinio, cosi come anche  per il secondo incontro, di Giacomo Montanari, Assessore alla Cultura del Comune di Genova.  

Interverranno:

  • Maria Stella Rollandi – presidente della Classe di Lettere dell’Accademia di Scienze e lettere: “Gioie e corallo nell’ornamento femminile  a Genova nel Seicento”
  • Pier Guido Quartero – autore, saggista e storico locale; coautore del volume Genova e il corallo: “La lavorazione artistica e le Wunderkanumer”
  • Roberto Baiano – architetto: “Il corallo nell’ambito sacro, il Santuario della Madonetta”
  • Luisa Piccinno – Professore Ordinario Dipartimento di economa UNIGE: “La pesca del corallo dal 700 all’800”


Il secondo incontro, “Il corallo come materiale decorativo e la realtà arutigianale di un’intera vallata nella evoluzione sociale dell’Ottocento geneovese“, è previsto per l’11 dicembre alle 15:30 presso Villa Centurione Doria a Pegli, con moderazione di Fabio Gregorio, consigliere comunale di Genova

Relatori:

  • Matteo Frulio  – Architetto del paesaggio – Presidente del Municipio VII Ponente: “Villa Duchessa di Galliera – I ninfei”
  • Sara De Maestri – architetta e docente alla Scuola Politecnica dell’Università di Genova: “Il corallo decorativo”
  • Enzo Dagnino – ricercatore storico e coautore del volume Genova e il corallo, esperto di storia locale: “Un’esperienza genovese: Raffaele Costa e i corallieri della Valbisagno”
  • Massimo Bramante – saggista economico: “Il fenomeno etico-sociale del lavoro familiare dei corallieri della Valbisagno”


Il ciclo di conferenze unisce competenze accademiche, storiche, sociali e amministrative, offrendo una visione completa del rapporto tra Genova e il corallo: non solo materia prima e ornamento, ma elemento chiave nella costruzione dell’identità culturale e produttiva della città.
(Si ringrazia Enzo Dagnino per il sunto storico. Per approfondire consigliamo: Genova e il corallo. Storia del territorio di Pier Guido Quartero ed Enzo Dagnino)

REDAZIONE

image_printDownload in PDF