Open day al plesso “Emilio Coppola” di Mercato San Severino (SA)
Open day al plesso “Emilio Coppola” di Mercato San SeverinoTra laboratori creativi e solidarietà: torna l’iniziativa natalizia del “giocattolo sospeso” per i bambini delle famiglie meno abbienti
di Anna Maria Noia
È tempo di open day presso le scuole del comprensorio di Mercato San Severino (Salerno). Le cosiddette “giornate di apertura al pubblico”, da alcuni anni a questa parte, mostrano l’offerta formativa di ogni singolo istituto, compatibilmente con i “dettami” (diciamo così) delle recenti normative relative all’autonomia di ciascuna struttura educativa.
Ed ecco, quindi, snocciolarsi – sotto gli occhi di genitori e famiglie (preoccupate per l’acquisizione di un valido bagaglio culturale rispetto ai loro rampolli) – programmi, finalità e obiettivi delle istituzioni di ogni ordine e grado.
Particolarmente delicato è il discorso per quanto concerne gli anni della scuola dell’obbligo oppure per ciò che attiene ai nuovi gradi scolastici: quando un alunno deve approdare al grado di istruzione successivo. C’è il timore di “sbagliare” indirizzi di studio, in particolare per gli studenti della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media), nell’approccio agli insegnamenti delle superiori.
Certamente, si tratta di una questione complessa, da affrontare con calma e maturità. Ecco perché questi open day possono essere – e realmente sono – utili, se ben strutturati, per comprendere la scuola “giusta”: quella che darà le basi dell’istruzione e/o consentirà di formare i professionisti del futuro.
È d’uopo sviscerare tutto il piano (attualmente triennale) dell’offerta formativa (PTOF o POF), affinché il nucleo familiare sia ben edotto rispetto all’istituzione scelta per il figlio o per più pargoli discenti.

Ma passiamo oltre. Tra le numerose scuole dell’hinterland sanseverinese che danno l’opportunità di far conoscere i propri programmi e le peculiarità del percorso di studi – sia curriculare sia per le attività extracurriculari – vogliamo parlare, per questo articolo, del plesso “Emilio Coppola”. Si tratta di uno dei plessi di scuola primaria (già elementari) di cui è disseminato il territorio di San Severino.
Perché intendiamo parlarne? Perché, contestualmente all’open day – e precisamente in data giovedì 18 dicembre prossimo – la serata si tingerà di solidarietà: accanto alle varie attività, ad esempio laboratori creativi di Inglese, Musica e STEM (materie scientifiche e tecnologiche, come Matematica e Applicazioni tecniche), si terrà l’iniziativa natalizia del “Giocattolo sospeso”.

Dalle 16.30 alle 18.30 ci saranno i laboratori e, in tal contesto, sarà sviluppata l’idea. Le insegnanti e il personale del “Coppola” spiegano il simpatico modo per festeggiare il Natale, facendolo celebrare al meglio anche ai bambini di famiglie meno abbienti: “A Natale è giusto impartire i valori della condivisione ai nostri figli e ai nostri alunni”, esprime la dirigente Laura Teodosio. “Per una scuola solidale”, recita lo slogan. E ancora: “A Natale è bello donare, quanti fantastici regali puoi fare! Regala anche tu un piccolo giocattolo che non usi più”.

Tutto è rivolto ai bambini, da parte dei bambini stessi. In pratica, ogni piccolo allievo raccoglie un giocattolo a lui “superfluo”, purché in buone condizioni. Rinuncia a un piccolo dono per farne uno più grande ad altri suoi coetanei, soltanto meno fortunati.
Tutti i giocattoli “sospesi” saranno distribuiti in seguito alle associazioni del territorio, come per esempio “Stare insieme”, realtà della frazione Monticelli, che ha organizzato già per domenica 14 dicembre la raccolta giocattoli nell’ambito di “Un dono per un sorriso”. Dalle 18, Babbo Natale in persona consegnerà i giocattoli ai piccini. Così sodalizi simili stanno facendo incetta di doni come questi.

Ritornando alla scuola “Coppola”, intitolata da anni a un compianto pedagogista, occorre dire che essa istituzione è stata inserita, da un paio di anni scolastici a questa parte, all’interno di uno dei due istituti comprensivi di San Severino. Ma il fervore e l’entusiasmo che contraddistinguono i vertici e gli insegnanti sono sempre vivi. Si esplicitano con progetti e attività curriculari ed extra ad hoc, aventi a oggetto la serenità dei bambini e la loro formazione civile, morale e materiale, per renderli orgogliosi cittadini di domani.
Gli open day, come recita il testo di una circolare diramata e pervenuta ai principali organi della “Coppola”, non sono semplici visite orientative. Sono occasioni di incontro autentico, nate per permettere a ogni famiglia di respirare l’atmosfera della scuola, osservare i bambini e i ragazzi all’opera, conoscere i docenti e comprendere il valore umano, pedagogico e professionale che sostiene la quotidiana azione educativa.
Importante, nell’ambito delle giornate di promozione, considerare il valore della comunità educante. Per una scuola, afferma ancora la normativa sopra citata, deve essere viva, dinamica, aperta. L’ambiente della scuola, pertanto, è sereno, accogliente e formativo.
Ancora più decisivo è capire l’identità unitaria dell’istituto comprensivo: “Con la costituzione del nuovo istituto comprensivo, la nostra scuola accompagna i bambini dai 3 ai 14 anni, assicurando continuità, coerenza pedagogica e un percorso armonico tra i diversi ordini scolastici”.
Dunque, la “Coppola”, come si suol dire, si racconta. Grazie agli open day, l’IC e, particolarmente, il plesso “Emilio Coppola”, permettono ai genitori e alle famiglie di visitare gli ambienti scolastici e i laboratori, incontrare i professori e dialogare con loro sulle proposte educative. Per conoscere anche i progetti dei tre ordini di scuola. Poi le famiglie osservano le modalità in cui i bambini apprendono mediante attività creative e ri-creative.
Per questo 2025/2026 lo slogan ufficiale è: “Un giorno per conoscerci, un’esperienza per sceglierci”. C’è un apposito calendario per ogni singola unità appartenente all’istituto comprensivo. Giovedì 18 tocca, appunto, alla scuola dell’infanzia e primaria “Emilio Coppola”.
Con il “giocattolo sospeso” si dimostra che la scuola ha a cuore ogni alunno, considerandolo protagonista attivo dell’apprendimento. Per questo promuove ambienti inclusivi, attività laboratoriali, percorsi personalizzati e una didattica fondata sulla cura delle relazioni, sull’innovazione metodologica e sulla collaborazione scuola-famiglia.
Appuntamento a giovedì 18, dunque, per vedere realmente la scuola paladina dell’inclusione e dell’integrazione, in compagnia di adulti e piccoli, a donare un giochino ai più mortificati dalla vita. Col cuore e con l’anima!
Anna Maria Noia

