Antonello Rivano torna alla narrativa con “Parole rosse”
Tra misteri, luoghi, amore e indagini fuori dagli schemi.

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Parole Rosse di Antonello Rivano
(Polis SA Edizioni, dicembre 2025)
Recensione a cura di Sara Piccardo
Dopo aver esordito nella narrativa nel 2018 con La forma della felicità e aver attraversato la dimensione poetica con Itaca – Viaggio nel paesaggio dell’anima (Polis SA Edizioni, 2022), Antonello Rivano ritorna al romanzo con Parole rosse.
Se dovessi descrivere Parole rosse con un solo aggettivo, lo definirei stratificato. Antonello Rivano è stato capace di realizzare un piccolo miracolo. In poco più di 250 pagine è riuscito a concentrare una molteplicità di filoni narrativi diversi.
In Parole rosse, per così dire, c’è tutto o quasi!
Ci sono l’amore e la disperazione causata dalla sua perdita, che fungerà da motore dell’intera storia.
Ci sono i ricordi, che non sono le classiche rimembranze dei “bei tempi andati”, ma memorie familiari oscure e dolorose, capaci di condizionare la vita di Riccardo, il protagonista.
C’è il mistero – molto mistero – e con esso, ça va sans dire, l’indagine, anche se non una di quelle “canoniche” con dipartimenti di polizia e affini. Ma non temete: il drappello di detective che conoscerete in queste pagine non vi farà certo rimpiangere i poliziotti tutti d’un pezzo delle serie tv.
Non vi basta ancora? Niente paura: in Parole rosse c’è molto altro.
I luoghi, solo per fare un esempio. Genova e l’isola. Antonello Rivano non ce li descrive, non ce li fa conoscere, non ce li racconta. Fa molto di più: ci prende per mano e ci accompagna, facendoci percepire suoni, profumi, sapori (molti sapori!), climi. E credetemi, è un ottimo accompagnatore!
In Parole rosse, inoltre, c’è molta musica. Quella di Ricky, il cantautore protagonista, ovviamente. Ma non solo. Quando l’ho letto, ho detto ad Antonello che il suo libro ha una vera e propria colonna sonora, e penso sia il miglior modo per far capire quanta importanza rivesta la musica in queste pagine. C’è il mio amato Fabrizio De André, e questo già sarebbe sufficiente per promuovere la soundtrack di Parole rosse a pieni voti. Ma ci sono anche chicche come Euridice, una meravigliosa canzone di Roberto Vecchioni, meno conosciuta delle ultracitate Samarcanda e dintorni: una scelta che rivela i gusti raffinati dell’autore.
Insomma, per concludere: c’è tanta roba in questo romanzo. Tanta roba raccontata molto bene, con una scrittura evocativa e scorrevole, poetica eppure senza barocchismi, capace di trascinarci nella storia e farci amare i personaggi e i luoghi che ne sono protagonisti a pari merito.
Sara Piccardo
L’AUTORE
Antonello Rivano è scrittore, giornalista e poeta, nato a Carloforte, sull’isola di San Pietro in Sardegna, legato per motivi affettivi, e familiari, anche a Genova Pegli e a Calasetta. Scrive poesie in italiano e in lingua tabarchina, con cui ha ottenuto riconoscimenti in premi letterari internazionali. Per la sua opera di divulgazione culturale, nel 2025 gli è stato conferito il Premio per la comunicazione nell’ambito della Festa del Libro in Mediterraneo, in Costiera Amalfitana. Appassionato di storia antica e di cultura dei territori, queste passioni traspaiono in modo vivido nei suoi scritti.
È Direttore di Redazione di Polis SA Magazine per IGO – Istituto Galante Oliva, e Direttore Editoriale di Carloforte Magazine per la LUC – Libera Università di Carloforte.
Ha esordito nel 2018 con il romanzo La forma della felicità e, nel 2022, ha pubblicato la raccolta di poesie Itaca, viaggio nei paesaggi dell’anima (Polis SA Edizioni). Con Parole rosse prosegue il suo percorso narrativo, intrecciando memoria, misteri, luoghi e amore in una storia che rispecchia appieno la sua sensibilità e il suo universo creativo.
Sabato 20 dicembre si terrà la prima uscita ufficiale di Parole Rosse, con la presentazione a Carloforte. Per l’occasione, alle 17.30, presso il salone dell’ExMe, l’autore dialogherà con la scrittrice Maria Simeone. L’evento sarà introdotto dalla giornalista Susanna Lavazza, che ha firmato una delle due prefazioni che aprono il libro; l’altra è a cura dello scrittore genovese Pier Guido Quartero. La serata è organizzata dalla LUC – Libera Università di Carloforte – con il patrocinio del Comune.


