Il Comune di Genova e il patrimonio tabarchino tra UNESCO e tutela linguistica
Percorso storico, comunità del ciclo tabarchino e riconoscimento della lingua genovese e tabarchina nel quadro delle politiche europee
Di Antonello Rivano
Nei Documenti previsionali e programmatici 2026–2028, il Comune di Genova affronta il tema tabarchino attraverso due atti distinti ma complementari: uno dedicato al sostegno al riconoscimento del percorso storico del popolo tabarchino come Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO; l’altro incentrato sulla tutela della lingua genovese e della sua variante tabarchina nel quadro europeo delle minoranze linguistiche.
Nel loro insieme, questi atti delineano una posizione istituzionale che riconosce nel patrimonio tabarchino non solo una vicenda storica di rilievo mediterraneo, ma anche una responsabilità culturale diretta della città di Genova, in quanto luogo d’origine di una delle più longeve esperienze diasporiche della sua storia.
Dalle coste di Pegli al Mediterraneo: una vicenda storica di lunga durata
La storia del popolo tabarchino prende avvio nel 1541, quando un gruppo di pescatori di corallo partì da Pegli per colonizzare l’isola di Tabarca, al largo della costa tunisina. L’iniziativa, promossa dalla famiglia genovese dei Lomellini, avvenne con la concessione del re e imperatore Carlo V di Spagna. Per circa due secoli, la comunità sviluppò un’intensa attività legata alla pesca del corallo e del tonno, consolidando una struttura sociale fortemente coesa e radicata nella propria lingua e cultura di origine genovese.
Nel 1738, grazie all’intercessione del re Carlo Emanuele III di Savoia, una parte significativa della comunità si trasferì sull’isola di San Pietro, dando origine alla città di Carloforte. Circa trentacinque anni più tardi, un secondo nucleo si insediò su una porzione dell’isola di Sant’Antioco, fondando Calasetta. Parallelamente, un altro gruppo di tabarchini si stabilì sull’Isla Plana, di fronte alla costa spagnola, dando vita alla comunità di Nueva Tabarca, nel territorio di Alicante.
Continuità e discontinuità nel ciclo tabarchino
All’interno di questo percorso comune, le diverse comunità tabarchine hanno conosciuto esiti differenti. In particolare, Carloforte e Calasetta rappresentano i casi nei quali la lingua genovese nella sua variante tabarchina, insieme alle tradizioni culturali, alla gastronomia, ai cognomi e ai legami identitari con Genova, si è mantenuta viva e trasmessa senza interruzioni fino ai giorni nostri. In queste comunità, il tabarchino continua a essere parlato quotidianamente da bambini, adulti e anziani, costituendo un raro esempio di continuità linguistica plurisecolare.
Diversa è invece la vicenda di Nueva Tabarca, dove fattori storici e geopolitici hanno inciso in modo determinante. Il progressivo assoggettamento alle condizioni imposte dallo Stato spagnolo ha portato, nel tempo, alla rapida perdita dell’uso della lingua tabarchina e delle tradizioni originarie. La comunità fu costretta ad adattarsi a un contesto politico e amministrativo che non favorì la conservazione degli elementi identitari di matrice genovese, determinandone una precoce erosione.
A Nueva Tabarca, tuttavia, non si è mai estinta la memoria storica delle origini. Una memoria che, pur priva della lingua come strumento di comunicazione quotidiana, è rimasta sedimentata nei luoghi, nella toponomastica e nella consapevolezza delle radici genovesi dell’insediamento. È proprio questa memoria storica che, negli ultimi anni, ha consentito la ripresa e il rafforzamento dei rapporti con le altre comunità tabarchine e con la città di Genova, ricostruendo legami culturali e istituzionali che, pur interrotti, non erano mai stati definitivamente cancellati.
Il percorso UNESCO: il riconoscimento del patrimonio storico tabarchino
Il primo dei due atti adottati dal Comune di Genova è dedicato al sostegno all’iter per il riconoscimento del percorso storico del popolo tabarchino come Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.
Nel documento, il Consiglio comunale prende atto dei rapporti di fratellanza consolidati nel tempo tra Genova e le comunità tabarchine di Tabarca, Carloforte, Calasetta e Nueva Tabarca, formalizzati anche attraverso gemellaggi istituzionali. L’attenzione non è rivolta a un singolo luogo, ma a una vicenda storica unitaria che attraversa diversi territori e Stati, mantenendo una continuità identitaria rara nel panorama mediterraneo.
Il Comune impegna Sindaco e Giunta a sostenere e accompagnare i passaggi burocratici necessari per la presentazione della documentazione all’UNESCO, affinché possa riprendere formalmente l’iter di candidatura. In questo senso, Genova assume il ruolo della città madre che si fa garante istituzionale di un riconoscimento dal valore universale.
Lingua genovese e tabarchina: tutela come minoranza linguistica
Un secondo atto, distinto per oggetto e finalità, affronta il tema della tutela delle minoranze linguistiche nel quadro delle politiche europee. Il Comune di Genova richiama studi e risoluzioni dell’Unione europea che indicano come la progressiva scomparsa delle lingue minoritarie rappresenti un rischio concreto per la diversità culturale del continente.
In questo contesto, viene riconosciuto il ruolo storico della lingua genovese, che per secoli è stata lingua dei commerci marittimi e degli scambi finanziari nel Mediterraneo, anche grazie al Banco di San Giorgio. Al tempo stesso, il documento prende atto del fatto che oggi il genovese si va lentamente perdendo proprio nella città che ne è stata la culla.
All’interno di questo scenario, la variante tabarchina viene indicata come un caso di straordinaria vitalità linguistica, soprattutto nelle comunità di Carloforte e Calasetta. Un esempio concreto di come la trasmissione intergenerazionale e il radicamento comunitario rendano effettiva la tutela di una lingua minoritaria.
Per queste ragioni, il Consiglio comunale impegna Sindaca e Giunta a promuovere, insieme ai Ministeri competenti, il riconoscimento della lingua genovese e della sua variante tabarchina come lingua minoritaria ai sensi della normativa europea, nonché a favorire la diffusione della lingua genovese e della storia cittadina nelle scuole di ogni ordine e grado.
Una responsabilità culturale della città di Genova
Dalla lettura congiunta dei due atti emerge una linea politica chiara: il patrimonio tabarchino viene riconosciuto come parte integrante della storia di Genova e come responsabilità culturale della città nel presente.
Il riconoscimento UNESCO del percorso storico del popolo tabarchino e la tutela della lingua genovese e tabarchina come minoranza linguistica operano su piani distinti, ma convergono in un’unica visione: quella di una città che riconosce il valore universale di una vicenda storica nata sulle proprie rive e custodita, per secoli, dalle comunità tabarchine del Mediterraneo.
Antonello Rivano

